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Guida in stato di ebbrezza: i lavori di pubblica utilità

18 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 Gennaio 2019



La guida in stato di ebbrezza costituisce reato? Cos’è il lavoro di pubblica utilità e in cosa consiste? Quanto tempo durano i lavori di pubblica utilità?

La guida in stato di ebbrezza, oltre ad essere pericolosa, può costituire anche reato: secondo la legge, chi si mette alla guida con un tasso di alcol nel sangue superiore ad una certa soglia rischia l’arresto, oltre che la sospensione della patente e perfino la revoca, nel caso di recidiva. In pratica, chi è colto al volante in stato di ebbrezza rischia di dover affrontare un processo penale in piena regola e, tra l’altro, difficile da uscirne indenni, visto che l’alcoltest difficilmente sbaglia. Probabilmente già sarai a conoscenza di quello che ti ho detto sinora, e pensi che con questo articolo sia in arrivo la solita ramanzina che ha ad oggetto le conseguenze pericolose del bere alla guida. In realtà, vorrei concentrarmi sulle sanzioni che il codice della strada prevede per la guida in stato di ebbrezza e, in particolare, sulla possibilità, per il condannato, di accedere ai lavori di pubblica utilità. Praticamente, la persona che subisce un procedimento penale per guida in stato di ebbrezza può evitare l’arresto e l’ammenda e chiedere di essere ammesso ad una sanzione alternativa, consistente nello svolgere un’attività non retribuita di pubblica utilità, con particolare riguardo al campo della sicurezza nel settore stradale. In pratica, succede questo: se vieni riconosciuto colpevole del reato di guida in stato di ebbrezza, anziché scontare la classica pena dell’arresto o dell’ammenda, ti dedicherai, per il periodo di tempo stabilito dal giudice, ad un servizio di utilità pubblica. Se questo argomento ti interessa e, in particolare, vuoi sapere come accedere a questo servizio speciale, ti consiglio di proseguire nella lettura: ti parlerò dei lavori di pubblica utilità nel caso di guida in stato di ebbrezza.

Guida in stato di ebbrezza: cosa succede?

Prima di spiegarti cosa sono i lavori di pubblica utilità in riferimento alla guida in stato di ebbrezza, è bene che ti illustri brevemente cos’è lo stato di ebbrezza e quando costituisce reato. Contrariamente a quanto si possa pensare, guidare un veicolo con un tasso alcolemico presente nel sangue non costituisce sempre un illecito e, anche quando lo è, non sempre viene integrata l’ipotesi di reato.

Quello che voglio dirti è che la guida in stato di ebbrezza viene diversificata dalla legge a seconda della quantità di alcol presente nel sangue. Leggi il prossimo paragrafo per scoprire le sanzioni della guida in stato di ebbrezza.

Guida in stato di ebbrezza: quali sanzioni?

Le sanzioni per guida in stato di ebbrezza sono proporzionate alla quantità di alcol presente nel sangue del guidatore. Esiste una soglia minima di tasso alcolemico che, se non oltrepassata, non comporta neppure l’irrogazione di una sanzione amministrativa: questo valore equivale a 0,5 grammi per litro (g/l).

Superata la soglia indicata, iniziano le dolenti note. Se il tasso alcolemico rilevato è compreso tra 0,5 e 0,8g/l, si configura solo un illecito amministrativo: il trasgressore è punito con una sanzione pecuniaria che va da 532 a 2.127 euro; a ciò si aggiunge la sospensione della patente di guida da tre a sei mesi.

Guida in stato di ebbrezza: quando è reato?

Chi guida in stato di ebbrezza rischia l’arresto se il tasso alcolemico supera gli 0,8 g/l. Infatti, se il tasso rilevato si assesta tra 0,8 g/l e 1,5 g/l le sanzioni sono:

  • ammenda da ottocento a 3.200 euro (l’ammenda è aumentata da un terzo alla metà quando il reato è commesso dopo le ore ventidue e prima delle sette del mattino);
  • arresto fino a sei mesi;
  • sospensione della patente di guida da sei mesi a un anno.

Qualora il tasso alcolemico risulti addirittura superiore a 1,5 g/l, si avrà:

  • ammenda da 1.500 a 6.000 euro (anche in questo caso, aumentata da un terzo alla metà se il reato è commesso tra le ventidue e le sette del mattino);
  • arresto da sei mesi a un anno;
  • sospensione della patente di guida da uno a due anni (il periodo di sospensione va da due a quattro anni se il veicolo appartiene a persona estranea al reato).

Se il soggetto commette più violazioni nell’arco di due anni, la patente è revocata. Ancora, in caso di sentenza di condanna o di patteggiamento (anche se viene disposta la sospensione condizionale della pena) è sempre ordinata la confisca del veicolo con cui è stato commesso il reato, a meno che non appartenga a persona estranea all’illecito.

Se chi guida in stato di ebbrezza ha provocato un incidente stradale, tutte le sanzioni illustrate sono raddoppiate. Inoltre, il veicolo interessato è sottoposto a fermo amministrativo per centottanta giorni, a meno che appartenga a persona estranea all’illecito. Se il conducente guidava con un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l, la patente gli sarà revocata.

Lavori di pubblica utilità: cosa sono?

Abbiamo visto quando la guida in stato d’ebbrezza assume rilievo giuridico; spieghiamo ora cosa sono i lavori di pubblica utilità. Il codice della strada dice che, al di fuori dell’ipotesi in cui il guidatore ebbro abbia provocato un incidente, la pena classica prevista per la guida in stato di ebbrezza (cioè l’arresto e l’ammenda) può essere sostituita, se non vi è opposizione da parte dell’imputato, con quella del lavoro di pubblica utilità, consistente nella prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività da svolgere, in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, o presso i centri specializzati di lotta alle dipendenze [2].

La legge, quindi, dice che, in caso di condanna per guida in stato di ebbrezza, il giudice ha facoltà di sostituire la pena detentiva o quella pecuniaria con i lavori di pubblica utilità, sempre però che non vi sia opposizione da parte dell’imputato. Non poche volte, è lo stesso imputato a chiedere, in caso di sentenza di condanna, che la pena gli sia commutata in quella dei lavori di pubblica utilità: ciò succede spessissimo nel caso di patteggiamento, ove la difesa dell’imputato, d’accordo con il p.m., chiede al giudice di irrogare al suo assistito questo servizio speciale anziché la pena detentiva.

Si tenga bene a mente che Il lavoro di pubblica utilità può sostituire la pena per non più di una volta: quindi, se ne hai beneficiato già una volta, alla prossima guida in stato di ebbrezza non potrai chiederla nuovamente.

Lavori di pubblica utilità: quanto durano?

Sempre secondo il codice della strada, il lavoro di pubblica utilità ha una durata corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata e della conversione della pena pecuniaria, ragguagliando 250 euro ad un giorno di lavoro di pubblica utilità. In pratica, nel momento in cui il giudice sceglie la condanna ai lavori di pubblica utilità, dovrà operare una trasformazione della pena detentiva e pecuniaria, eseguendo questo calcolo:

  • ogni giorno di detenzione a cui sarebbe stato condannato l’imputato equivale ad un giorno di lavoro di pubblica utilità (pertanto, se il giudice era orientato ad una condanna pari a sei mesi di arresto, pronuncerà una condanna a sei mesi di lavori);
  • 250 euro di ammenda equivale, invece, ad un singolo giorno di lavori (così, se l’ammenda fosse stata di 1.500 euro, i giorni di lavori di pubblica utilità ammonterebbero a sei).

Quindi, ad esempio, la condanna a sei mesi di arresto e a 1.500 euro di ammenda si tramuta in sei mesi e sei giorni di lavori di pubblica utilità.

Lavori pubblica utilità: cosa succede?

La condanna ai lavori di pubblica utilità nel caso di guida in stato di ebbrezza obbligano il condannato a rispettare un determinato programma: in altre parole, il lavoro di pubblica utilità non deve trasformarsi in un escamotage per sfuggire alla pena detentiva. Il codice, non a caso, stabilisce che con il provvedimento di condanna il giudice incarica l’ufficio locale di esecuzione penale, ovvero l’ufficio di pubblica sicurezza del luogo di esecuzione della pena o, in mancanza, il comando dell’Arma dei carabinieri territorialmente competente, di verificare l’effettivo svolgimento del lavoro di pubblica utilità.

In caso di svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilità, il giudice fissa una nuova udienza e dichiara estinto il reato, dispone la riduzione alla metà della sanzione della sospensione della patente e revoca la confisca del veicolo sequestrato.

Al contrario, in caso di violazione degli obblighi nascenti dal lavoro di pubblica utilità, il giudice, a richiesta del pubblico ministero o di ufficio, tenuto conto dei motivi, della entità e delle circostanze della violazione, dispone la revoca della pena sostitutiva con ripristino di quella sostituita e della sanzione amministrativa della sospensione della patente e della misura di sicurezza della confisca.

Quindi, se non ti attieni al piano previsto per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità, il giudice potrebbe revocare la misura e condannarti definitivamente alla pena detentiva e pecuniaria originaria, cioè all’arresto e all’ammenda.

In cosa consistono i lavori di pubblica utilità?

I lavori di pubblica utilità consistono nella prestazione di un’attività non retribuita in favore della collettività da svolgere presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato.

Di norma, l’attività viene svolta nell’ambito della provincia in cui risiede il condannato e comporta la prestazione di non più di sei ore di lavoro settimanale da svolgere con modalità e tempi che non pregiudichino le esigenze di lavoro, di studio, di famiglia e di salute del condannato. Tuttavia, se v’è espressa richiesta, il giudice può ammetterlo a svolgere il lavoro di pubblica utilità per un tempo superiore alle sei ore settimanali. La durata giornaliera della prestazione non può comunque oltrepassare le otto ore [3].

I lavori di pubblica utilità, intesi come sanzione sostitutiva di pena detentiva anche per altre ipotesi di reato, vengono svolti a favore di persone affette da Hiv, portatori di handicap, malati, anziani, minori, ex detenuti o extracomunitari; oppure nel settore della protezione civile, della tutela del patrimonio pubblico e ambientale o in altre attività pertinenti alla specifica professionalità del condannato.

Nel caso dei lavori di pubblica utilità inerenti alla guida in stato di ebbrezza, però, viene data prevalenza ad un’attività sociale che promuova la sicurezza stradale e il rispetto delle norme del codice della strada. Pertanto, il condannato potrebbe essere obbligato a prestare servizio presso associazioni o enti che si occupano di questa tematica, magari sensibilizzando i più giovani sul problema della dipendenza da alcol e sulla pericolosità di mettersi alla guida quando non si è sobri.

note

[1] Art. 186 codice della strada.

[2] Art. 186, co. 9-bis, codice della strada.

[3] Art. 54 d. lgs. n. 274/2000.

Autore immagine: Pixabay.com


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