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Come rendersi invisibili all’autovelox

23 Dicembre 2018


Come rendersi invisibili all’autovelox

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 Dicembre 2018



Come evitare le multe per autovelox senza farsi prendere dalla fotografia o come contestare il regolare funzionamento dell’apparecchio.

Se ne sono dette di tutti i colori sui trucchi per evitare l’autovelox: dal cospargere la targa di lacca per capelli all’utilizzo del nastro adesivo nero per modificarne lettere o numeri, dall’utilizzo di app sul cellulare in grado di presegnalare la postazione di controllo all’impiego del compact disc sullo vetro posteriore in modo (secondo alcuni) da abbagliare la fotografia, dall’impiego di una verniciatura lucida e trasparente sulla targa (la chiamano “targa catarifrangenti”) al più reperibile fango. Molti di questi sistemi però sono illegali, in altri casi si tratta di bufale. Di fatto, è molto difficile rendersi invisibili all’autovelox. Difficile ma non impossibile. Esistono infatti delle condizioni, dettate dal traffico e dal mezzo utilizzato che riescono ad ingannare la fotocamera.

È fin troppo scontato dire che, se non si vuole prendere una multa, basta andare piano. Ma è anche vero che molto spesso la velocità sfugge al conducente, come succede nei rettilinei a due o più corsie o sulle discese. Se a ciò si aggiunge che spesso la polizia municipale tara gli autovelox in modo da scattare anche con un solo chilometro di differenza rispetto al limite (applicata la tolleranza) si comprende bene che o si sta con gli occhi sul tachimetro (e magari si rischia di fare un incidente) oppure si accetta il rischio. Ecco perché, se cerchi su Google «come rendersi invisibili all’autovelox» troverai numerosi suggerimenti. Solo pochi di questi sono validi. Li vedremo qui di seguito.

Autovelox invisibili o automobilisti invisibili?

Innanzitutto chiariamoci le idee. Esistono autovelox invisibili? La definizione esiste da quando sono stati introdotti gli scout speed, gli autovelox montati a bordo dell’auto della polizia. Secondo il Ministero degli Interni questo apparecchio non deve essere presegnalato con il cartello che avvisa «attenzione: controllo elettronico della velocità». Non sono però di questa stessa opinione i giudici secondo cui l’obbligo della segnaletica di avviso discende dal codice della strada, ossia da una legge del parlamento, che in quanto tale non può essere derogata da un provvedimento ministeriale.

Gli autovelox dunque non possono essere invisibili, o meglio devono essere anticipati con l’apposita cartellonista (addirittura c’è bisogno di un secondo avviso, di quelli mobili posizionati a terra, quando il primo è posto in una strada ove abitualmente non avvengono i controlli sulla velocità).

Una volta però che c’è la segnaletica non importa se la postazione della polizia non è materialmente visibile perché è nascosta da una siepe o da un albero. Certo, questo non significa che gli agenti possano dolosamente occultarsi dietro un’auto privata giocando sull’effetto a sorpresa.

Automobilista invisibile all’autovelox: quando?

Un modo per rendersi invisibile all’autovelox è mettersi accanto a un’altra auto. La foto fatta dall’autovelox deve garantire con certezza quale mezzo ha fatto scattare l’apparecchio; nel caso in cui però nell’immagine siano presenti due mezzi, questa certezza viene a mancare. Si pensi al caso di un sorpasso o a una strada ove le auto sono tra loro a distanza ravvicinata. Altra ipotesi è quella di chi passa sulla sinistra di un mezzo pesante come un camion o un autobus: quest’ultimo scherma il veicolo più piccolo rendendolo di fatto invisibile all’autovelox posto sul margine destro della strada.

Il manuale d’uso dello scout speed sconsiglia di utilizzare tale strumento in zone con traffico, specie se nell’inquadratura della fotocamera appaiono veicoli ingombranti come suv o mezzi commerciali. Anche in tal caso, infatti, l’ostacolo può nascondere al radar della polizia chi supera i limiti di velocità.

Per chi riceve la multa c’è dunque una speranza (oltre alla verifica dell’avvenuta taratura): recarsi al comando della polizia e chiedere di visionare la fotografia: se in questa dovessero apparire altri veicoli, allora il verbale può essere impugnato facilmente. Le modalità per visionare il fotogramma sono indicate nel verbale, molto spesso tale verifica può essere compiuta direttamente online attraverso il portale dell’ente che ha elevato il verbale. Nelle altre ipotesi il verbale può essere richiesto direttamente all’organo accertatore con modalità che variano da caso a caso.

Di solito è la stessa polizia a scartare le foto dell’autovelox in cui appaiono più auto. Ma se ciò non dovesse succedere è bene sapere che si ha più di una possibilità per farsi annullare la multa. La conferma viene dalle sentenze dei giudici di pace che hanno più volte affermato questo principio. Ad esempio, secondo il Giudice di Pace di Bari [1] «l’esame del rilievo fotografico evidenzia la presenza contemporanea di due autovetture che procedono in senso inverso una rispetto all’altra che sono state contemporaneamente fotografate. La presenza di due oggetti in movimento rende assolutamente incerto il rilevamento effettuato a mezzo di apparecchiatura elettronica in quanto non è certo che l’apparecchio abbia la facoltà di escludere uno dei veicoli in movimento mentre effettua la rilevazione della velocità, questa particolare circostanza, priva l’apparecchio dei parametri che permettono l’esatta rilevazione.

Questo vale anche quando si tratta di due auto che viaggiano in direzioni contrapposte. «Non può essere posta a base di una verbale di contestazione perché, una delle due, potrebbe transitare a velocità ridottissima oppure, potrebbe verificarsi che le due velocità si sommino e tanto perché il rilevatore, pur scattando la foto, non è in grado di comprovare l’infrazione, non potendo dimostrare quale delle due auto è in violazione».

Stesso discorso lo ha fatto il Giudice di Pace di Oristano [2] secondo cui, quando nelle foto scattate dall’autovelox vengono ritratte due auto, una in fase di sorpasso e l’altra sulla corsia di marcia ordinaria, la multa è annullabile.

I motociclisti sono sicuramente i conducenti più fortunati quando si tratta di autovelox scout speed: difatti questo apparecchio, che è in grado di controllare la velocità anche nei confronti dei mezzi che transitano sul lato opposto della strada, può controllare solo il lato anteriore del veicolo. E i centauri, lo ricordiamo, hanno la targa solo di dietro. A quel punto dovrebbe essere l’agente a girarsi di scatto e ad avere la prontezza di segnale gli estremi della targa; ammesso che ci riesca – cosa piuttosto improbabile – la sua dichiarazione non avrebbe valore legale come invece quella della fotografia e potrebbe essere sconfessata nel corso del giudizio.

Quando l’autovelox può sbagliare

Incredibile a dirsi ma anche l’autovelox può sbagliare. E anzi, lo sa così bene la Corte Costituzionale che nel 2015 ha dichiarato illegittimo il codice della strada nella parte in cui non obbliga le autorità, almeno una volta all’atto, a effettuare la taratura dell’autovelox. Senza tale controllo periodico la multa è illegittima. E l’automobilista può rendersene agevolmente conto perché, in base a quanto detto dalla Cassazione, il verbale è nullo se non indica la data dell’ultima taratura effettuata. In questo modo il cittadino non è costretto a effettuare lunghe e difficoltose verifiche nei meandri degli uffici pubblici: è la stessa contravvenzione che, in ossequio all’obbligo di trasparenza, gli deve dare tale informazione.

C’è un ulteriore discorso per quanto riguarda gli autovelox a fotocellula (es. Autovelox 104  e Velomatic 512 – a cui fa riferimento le sentenze richiamate). Qui si può verificare un errore quando due auto transitano – quasi – contemporaneamente davanti alle due fotocellule; in tal caso la prima fotocellula viene fatta scattare dal primo veicolo che rispetta il limite e viaggia sulla corsia di destra, mentre poco dopo la seconda fotocellula viene fatta scattare dal secondo veicolo che viaggia, oltre il limite di velocità, sulla corsia di sorpasso. In questo caso, potrebbero apparire due vetture sul fotogramma, e la prima auto rischia di ricevere un verbale ingiusto.

note

[1] Gdp Bari sent. n. 4344 del 17.06.2008.

[2] Gdp Oristano, sent. n. 389/2016.

Autore immagine: 123rf com


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