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Sì all’equo compenso per oltre 4 milioni di lavoratori

16 Novembre 2017 | Autore:
Sì all’equo compenso per oltre 4 milioni di lavoratori

Stop ai pagamenti al massimo ribasso. Il compenso deve essere equo per tutti i professionisti

Il lavoro nobilita l’uomo – è vero –  ma anche il compenso fa la sua parte. A ben vedere, infatti, un lavoro svolto a fronte di una retribuzione dequalificante non nobilita l’uomo, al contrario lo mortifica e lo avvilisce. Il compenso, quindi, deve essere equo e cioè proporzionato alla quantità ed alla qualità del lavoro svolto. Se quanto appena detto può sembrare un’ovvietà, allora potrebbe sorprendere che sul punto è dovuto intervenire il Governo con una disposizione ad hoc concernente, appunto, il cosiddetto equo compenso. Vediamo, dunque, cos’è l’equo compenso, quali sono le novità sul punto, chi ha diritto all’equo compenso e chi riguarda la nuova disposizione.

Equo compenso: cos’è

La previsione del cosiddetto equo compenso è una delle novità più rilevanti del Decreto Legge Fiscale appena approdato in aula al Senato. Proprio oggi (16.11.2017), infatti, la Commissione Bilancio del Senato ha approvato l’emendamento alla legge di conversione del Decreto Fiscale che stabilisce il principio dell’equo compenso. Questo principio sancisce:

  • il diritto a ricevere un compenso proporzionato alla quantità ed alla qualità del lavoro svolto a vantaggio di banche, assicurazioni e imprese;
  • la nullità di eventuali clausole vessatorie imposte dai clienti contrattualmente più forti.

In estrema sintesi: sì all’equo compenso, no alle clausole vessatorie. Clausole, che il più delle volte prevedono, appunto, l’iniquità del compenso ai danni dei professionisti.

Addio, dunque, ai pagamenti delle parcelle al massimo ribasso. La parcella del professionista sarà considerata legittima solo se proporzionata alla quantità ed alla qualità delle prestazioni lavorative svolte. Di conseguenza, ad esempio, non sarà più possibile porre a carico dell’avvocato le spese per la controversia, non sarà più considerato normale chiedere all’architetto o all’ingegnere prestazioni aggiuntive a titolo gratuito, non sarà più possibile fissare i termini di pagamento per i commercialisti che superino i 60 giorni.

Equo compenso: chi riguarda

La disposizione sull’equo compenso riguarda 4 milioni e mezzo di lavoratori. Ed infatti, se in prima battuta il provvedimento era stato previsto solo per gli avvocati, ad oggi è stato esteso a tutti i professionisti, che siano o meno iscritti ad un apposito ordine o albo professionale.

Equo compenso: esteso a tutti i professionisti

La disposizione sull’equo compenso, dunque, è stata estesa a tutti i professionisti italiani, anche a quelli non iscritti ad un ordine. Ciò in quanto è giusto guadare al mondo delle professioni nella sua interezza ed anche con riferimento a quelle emergenti.

Attenzione: la nuova disposizione si applicherà non solo quando il rapporto di lavoro è in essere con un’azienda privata, ma anche quando il committente è una Pubblica Amministrazione.

Equo compenso: vale anche per la P.A.

La nuova disposizione sull’equo compenso prevede una norma di principio anche per la Pubblica Amministrazione, la quale d’ora in poi non potrà più emanare bandi che prevedano incarichi a titolo gratuito per i liberi professionisti. Al riguardo, invero, forse non tutti sanno che la P.A. ha emanato bandi – peraltro ritenuti legittimi anche dal Consiglio di Stato – caratterizzati dalla previsione di un compenso simbolico per i professionisti. Compenso pari ad 1 euro. Ebbene, ciò d’ora in avanti non sarà più possibile. 

Equo compenso: quali parametri?

Le disposizioni sull’equo compenso diventeranno presto legge. Certo, non mancheranno problemi di attuazione. Ciò che è certo è che tutti i professionisti avranno diritto ad un compenso minimo al di sotto del quale non si potrà scendere e che dovrà essere proporzionato alla qualità e quantità del lavoro. Per gli avvocati e le altre professioni ordinistiche  varranno i parametri utilizzati dai tribunali [1].  Le maggiori preoccupazioni, invece, riguardano i parametri da adottare per stabilire quale sarà effettivamente l’equo compenso per le professioni non ordinistiche.


note

[1] In particolare, per gli avvocati i parametri stabiliti con il D.m. 55/2014.

Autore immagine: Pixabay.com


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