Diritto e Fisco | Articoli

Finta separazione: vantaggi e svantaggi

23 Dicembre 2018


Finta separazione: vantaggi e svantaggi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 Dicembre 2018



Chi si separa riesce a ottenere benefici fiscali e sociali nonché a evitare pignoramenti e aggressioni del fisco: tuttavia a caro prezzo.

Solo qualche giorno fa abbiamo parlato della finta separazione consensuale come una delle pratiche oggi più utilizzate per raggiungere benefici fiscali non dovuti, per mettersi al riparo dalle cartelle esattoriali o per tutelarsi dai pignoramenti dei creditori. In quella sede abbiamo spiegato che, con un semplice accordo di separazione consensuale, marito e moglie, con l’assistenza anche di un solo avvocato, si recano in tribunale e lì formalizzano l’intenzione di volersi dire addio. Entrano così in uno stato intermedio in attesa di decidere (come di norma succede quando si fa “sul serio”) se divorziare nei successivi sei mesi e rompere così ogni vincolo coniugale. Ma il divorzio non è una strada obbligata. Ci sono coppie che hanno vissuto separate fino alla morte. E qualcuno in passato si è chiesto – e noi gli abbiamo riposto – se conviene divorziare o restare separati. Quando però la separazione è fittizia, allora non si va quasi mai al divorzio. Di solito, la finta separazione serve solo a trasferire la proprietà dei beni, intestati a un coniuge, all’altro dimodoché l’uno appaia nullatenente e possa sfruttare tale situazione a proprio vantaggio.

Di tanto ci occuperemo meglio nel corso del presente articolo. Spiegheremo cioè quali sono i vantaggi e svantaggi della finta separazione. In questo modo potrai anche sapere se “il gioco vale la candela” e a quali rischi legali vai incontro se decidi di simulare una situazione che non è effettiva.

Finta separazione per non pagare le tasse sulla casa

Ci sono coniugi che fingono di separarsi per poter usufruire degli sconti fiscali previsti per l’abitazione principale ossia per non pagare Imu e Tasi sulla seconda casa. Questo perché, come abbiamo già spiegato in Come non pagare l’Imu, l’imposta sul mattone non è dovuta a condizione di aver fissato nell’immobile sia la propria residenza che la dimora abituale. Ebbene, se la coppia sposata risiede nello stesso Comune è inverosimile che viva in abitazioni differenti visto che scopo del matrimonio è anche la convivenza. In tal caso, quindi, i due dovranno pagare l’Imu e la Tasi su una delle due abitazioni. Diverso è ovviamente il discorso se i due sono separati, andando a vivere in posti differenti.

La finta separazione consente il vantaggio di non pagare un carico fiscale di diverse migliaia di euro all’anno. Ma nello stesso tempo implica lo svantaggio di un possibile controllo. Difatti il Comune – che è l’ente interessato al recupero delle imposte sulla casa – potrebbe avviare dei controlli e accorgersi, ad esempio, che in uno dei due immobili non si consuma la luce o il gas, circostanza incompatibile con il fatto che all’interno vi dovrebbe abitare una persona. Da un’indagine del genere potrebbe derivare un accertamento fiscale e l’obbligo di pagare le imposte degli ultimi due anni oltre alle sanzioni e gli interessi.

Finta separazione per ottenere benefici sociali e assistenziali

C’è chi inscena una finta separazione solo per risultare “povero” e abbassare l’Isee. In questo modo i benefici sono di diverso tipo: dall’assegnazione di una casa popolare all’utilizzo di buoni per mense e asili, dagli assegni comunali per i senta tetto alla pensione sociale. Si tratta però di truffe ai danni dello Stato e della pubblica amministrazione che possono costare non solo la restituzione del maltolto ma anche una condanna penale.

Il vantaggio della finta separazione, in questo caso, non giustifica certo la commissione di un reato che potrebbe avere ricadute molto più serie sul contribuente.

Finta separazione per non pagare il fisco e i creditori

C’è chi si separa per spogliarsi dei beni e renderli non pignorabili. Con l’intestazione degli immobili al coniuge non debitore, il creditore, almeno in linea teoria, non potrà più sottoporli ad esecuzione forzata. Un vantaggio però che nasconde molti rischi di cui spesso non si parla (non noi che già in L’immobile donato può essere pignorato? abbiamo messo in guardia dai rischi di fingere una situazione inesistente). Quali sono dunque gli svantaggi?

Innanzitutto se il creditore è lo Stato, si rischia una incriminazione per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte quando le cartelle esattoriali si riferiscono alle imposte sui redditi e il loro ammontare supera 50mila euro. In tutti gli altri casi (debiti di natura diversa o importo inferiore o creditori privati) c’è la possibilità di effettuare una revocatoria nei successivi 5 anni, ossia di renderla inefficace se vi è prova che è fittizia.

Ma come si fa a dimostrare che una separazione è falsa? Come l’assassino torna sempre sul luogo del delitto, la moglie separata continua a dormire con il marito e viceversa, i due continuano a condurre una vita sociale insieme agli occhi di tutti, della guardia di finanza e delle agenzie investigative. Insomma, anche se è possibile farla franca, non è però così semplice.   

Reversibilità a chi si separa: Tfr a chi divorzia

Finiamo con una singolare segnalazione che non tutti conoscono. I coniugi che restano separati conservano il diritto a ottenere l’uno la reversibilità dell’altro. Quindi, se durante la separazione il marito o la moglie dovesse morire, l’altro erediterebbe la sua pensione. Non ha però diritto alla quota di TFR. Il 40% del TFR infatti spetta solo dopo il divorzio.


scarica gratis il tuo contratto su misura

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

1 Commento

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA