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Pensione donne 2019

22 Dicembre 2018 | Autore:


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Quali sono le agevolazioni previste per l’accesso alla pensione delle lavoratrici: opzione donna, sconto contributivo Ape sociale e pensione anticipata, maggiorazione pensione contributiva.

Le lavoratrici hanno diritto a particolari agevolazioni per l’accesso alla pensione: alcuni benefici consistono in uno sconto del requisito contributivo o di età, rispetto alle condizioni richieste per gli uomini, altri in una maggiorazione dei contributi o del coefficiente di trasformazione, cioè della cifra che trasforma il totale dei versamenti in pensione.

Queste agevolazioni sono state prorogate anche per il 2019, alcune addirittura ampliate, come l’opzione donna. Questo è un regime previdenziale agevolato, che consente alle lavoratrici di ottenere la pensione con soli 35 anni di contributi e (in base alla nuova normativa) 58 anni di età (59 anni per le autonome).

Per quanto riguarda la pensione anticipata, le donne possono accedervi un anno prima degli uomini, cioè con 41 anni e 10 mesi di contributi, anziché con 42 anni e 10 mesi. Uno sconto del requisito contributivo è previsto anche per le donne con figli, che possono accedere all’anticipo pensionistico a carico dello Stato, o Ape sociale, con un anno di contributi in meno per ogni figlio, sino a un massimo di 2.

Per quanto riguarda la pensione anticipata per invalidità, il requisito di età, per le donne, è pari a 56 anni, contro i 61 anni previsti per gli uomini.

Infine, per le donne con figli aventi diritto alla pensione calcolata col sistema interamente contributivo, è possibile ottenere una maggiorazione del montante contributivo, oppure del coefficiente in trasformazione, che trasforma i contributi in pensione.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sulla pensione donne 2019: quali sono le principali agevolazioni previste.

Pensione anticipata donne 2019

La pensione anticipata, nel 2019, può essere raggiunta da chi è possesso, tra tutte le gestioni previdenziali alle quali è o è stato iscritto, di un totale di contributi pari a:

  • 41 anni e 10 mesi per le donne;
  • 42 anni e 10 mesi per gli uomini.

Le donne hanno dunque diritto allo sconto di un anno di contributi, rispetto agli uomini. In base a quanto emerso dal pacchetto previdenza, che dovrebbe essere approvato a breve, la decorrenza del trattamento sarà spostata di 3 mesi sia per le donne che per gli uomini, con l’applicazione di finestre fisse di attesa ogni anno.

L’assegno può essere ottenuto anche col cumulo gratuito dei contributi accreditati in gestioni previdenziali diverse.

Proroga opzione Donna 2019

Nel 2019, in base a quanto emerso dal pacchetto previdenza, sarà prorogata l’opzione donna, una speciale pensione agevolata dedicata alle sole lavoratrici, che possono anticipare notevolmente l’uscita dal lavoro in cambio del ricalcolo contributivo della prestazione.

Ad oggi, per potersi pensionare con opzione Donna devono essere rispettati precisi requisiti di età:

  • per le lavoratrici dipendenti, è necessario aver compiuto 57 anni e 7 mesi di età entro il 31 luglio 2016, e raggiunto 35 anni di contributi accreditati al 31 dicembre 2015; dalla data di maturazione dell’ultimo requisito alla liquidazione della pensione è prevista l’attesa di un periodo, detto finestra, pari a 12 mesi;
  • per le lavoratrici autonome, è necessario aver compiuto 58 anni e 7 mesi di età entro il 31 luglio 2016, e raggiunto 35 anni di contributi accreditati al 31 dicembre 2015; dalla data di maturazione dell’ultimo requisito alla liquidazione della pensione è prevista l’attesa di un periodo di finestra pari a 18 mesi.

In pratica, possono ottenere la pensione le dipendenti che hanno compiuto 57 anni e le autonome che hanno compiuto 58 anni entro il 31 dicembre 2015, se possiedono 35 anni di contributi entro la stessa data.

Con la proroga dell’opzione donna si vorrebbe offrire l’opportunità di ottenere questo trattamento con i seguenti requisiti:

  • 58 anni di età e 35 anni di contributi maturati entro il 31 dicembre 2018, per le lavoratrici dipendenti;
  • 59 anni di età e 35 anni di contributi maturati entro il 31 dicembre 2018, per le lavoratrici autonome.

Resterà l’applicazione delle finestre mobili di attesa, rispettivamente pari a 12 mesi ed a 18 mesi.

Ape sociale donne 2019

Nel 2019 sarà prorogato l’Ape sociale, cioè l’anticipo pensionistico a carico dello Stato.

È possibile accedere alla misura con 30 anni di contributi se si appartiene alle categorie dei caregiver (coloro che assistono un familiare convivente di primo grado, in particolari casi di secondo grado, disabile grave da almeno 6 mesi), dei disoccupati di lungo corso e degli invalidi dal 74%.

La misura è invece accessibile con 36 anni di contributi per gli addetti ai lavori gravosi.

Le donne hanno diritto a uno sconto dei requisiti contributivi elencati pari a 1 anno per ogni figlio, sino a un massimo di due: possono così ottenere l’Ape sociale con 28 o 34 anni di contributi, anziché con 30 o 36 anni di versamenti. Per sapere, nel dettaglio, quali sono i requisiti necessari per accedere all’agevolazione: Ape sociale, i requisiti.

Pensione di vecchiaia anticipata donne

I lavoratori dipendenti del settore privato, se con un’invalidità pensionabile riconosciuta nella misura minima dell’80%, possono ottenere, se in possesso di 20 anni di contributi (15 nel caso in cui si benefici di una delle deroghe Amato), la pensione di vecchiaia anticipata.

Il requisito previsto per gli uomini, dal 2019, è pari a61 anni: le donne hanno diritto a uno sconto del requisito pari a 5 anni, difatti dal 2019 accedono alla misura con 56 anni di età.

Pensione contributiva per le madri lavoratrici

Le madri lavoratrici che hanno versato il loro primo contributo dal 1996, che dunque hanno diritto al calcolo interamente contributivo dell’assegno, possono ottenere le seguenti agevolazioni:

  • un anticipo dell’età, rispetto al requisito di accesso alla pensione di vecchiaia, di 4 mesi per ogni figlio, fino ad un massimo di un anno;
  • in alternativa, la mamma lavoratrice può ottenere una pensione più alta, maggiorando il coefficiente di trasformazione, o moltiplicatore, di un anno, in caso di uno o due figli, o di due anni, in caso di tre o più figli; il coefficiente moltiplicatore è la cifra che trasforma i contributi accumulati in pensione, e che cresce con l’età: ovviamente, più è alto, più sarà alto il trattamento previdenziale;
  • la madre lavoratrice ha anche diritto all’accredito di 170 giorni di contributi figurativi per ciascun figlio, per i periodi di educazione e assistenza fino al sesto anno di età;
  • inoltre, ha diritto all’accredito di 25 giorni all’anno, sino a un massimo di 24 mesi, per l’assistenza ai figli dal sesto anno di età, se portatori di handicap beneficiari della Legge 104.

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