Condono cartelle fiscali 2019: come funziona

23 Dicembre 2018 | Autore:
Condono cartelle fiscali 2019: come funziona

Possibile per chi ha redditi bassi cancellare tutti i debiti col fisco, pagando dal 16 al 35% del dovuto, senza sanzioni e interessi.

Si amplia la pace fiscale con l’arrivo del nuovo condono, o saldo e stralcio delle cartelle esattoriali: si tratta della possibilità di eliminare i debiti col fisco affidati all’agente della riscossione sino al 31 dicembre 2017, pagandone solo una parte e azzerando sanzioni e interessi di mora.

Potranno fruire del beneficio, però, soltanto i contribuenti che si trovano in difficoltà economica, ossia che possiedono un reddito ai fini Isee sino a 20mila euro. Il condono, in parole semplici, consentirà ai contribuenti con ingenti debiti e con redditi bassi di ripartire da zero, pagando o il 16% o il 20% o il 35% del debito (a seconda delle condizioni economiche) chiudendo così la posizione aperta con Agenzia Entrate Riscossione.

Ma procediamo per ordine, e facciamo il punto sul condono cartelle fiscali 2019: come funziona, chi può beneficiarne, quando fare domanda e quando pagare.

Come funziona il condono delle cartelle 2019?

Il nuovo condono delle cartelle consentirà ai contribuenti che hanno debiti, affidati all’agente della riscossione sino al 31 dicembre 2017, di pagarne solo una parte, mettendosi in regola col fisco. In pratica, col condono, o saldo e stralcio delle cartelle, si offre al contribuente la possibilità di mettere una “pietra sul passato” e di ripartire da zero.

Nel dettaglio, il contribuente deve pagare solo una parte del debito, mentre sono completamente azzerati sanzioni e interessi di mora.

Quali cartelle possono essere condonate?

Il condono coinvolge le cartelle di pagamento derivanti dalla liquidazione annuale delle dichiarazioni Iva e redditi. Sono compresi anche i contributi Inps, inclusi quelli dovuti alla gestione separata, i contributi dovuti alle casse professionali, e i carichi inclusi nelle precedenti rottamazioni, nel caso in cui il contribuente sia decaduto.

Il condono riguarda non solo gli omessi versamenti, ma anche la correzione dei dati dichiarati

Chi può accedere al condono?

Non tutti i contribuenti con cartelle interessate dal condono, però, possono accedere al beneficio, ma soltanto le persone fisiche (non le società, le associazioni e gli enti) il cui indicatore del reddito ai fini Isee (ricavabile dalla dichiarazione Isee del nucleo familiare, o Dsu) non supera i 20mila euro.

Quanto si paga col condono fiscale?

La quota di debito che si deve pagare per mettere una pietra sul passato col fisco cambia a seconda dell’importo del reddito dichiarato ai fini Isee.

Nel dettaglio, ai debiti si deve applicare un’aliquota “secca” pari al:

  • 16% delle somme affidate, compresi gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo, se il debitore ha dichiarato un reddito fino a 8.500 euro;
  • 20%, se il reddito è superiore ai 8.500 euro ma inferiore ai 12.500 euro;
  • 35%, se il reddito è superiore a 12.500mila euro ma inferiore a 20mila euro.

Per coloro i quali risulta aperta la procedura di liquidazione dei beni di proprietà, nel’ambito della composizione della crisi da sovraindebitamento, lo stralcio comporta il pagamento del 10% del totale affidato all’agente della riscossione.

In parole semplici, si paga il 16%, il 20% o il 35% del debito, a seconda del reddito familiare. Chi è coinvolto in una procedura di crisi da sovraindebitamento paga invece solo il 10%.

Come si versano le rate del condono?

Per stralciare le cartelle e chiudere definitivamente il debito con l’Erario, i contribuenti possono versare le somme dovute in un’unica soluzione, o ripartendole in rate dovute dal 2019 al 2021.

Nel dettaglio, si può pagare:

  • in un’unica soluzione, entro il 30 novembre 2019;
  • oppure:
    • il 35% del debito entro il 30 novembre;
    • il 20% del debito 31 marzo 2020;
    • il 15% entro il 31 luglio 2020;
    • il 15% entro il 31 marzo 2021;
    • il residuo 15% entro il luglio 2021.

L’agente della riscossione comunica le somme dovute entro il 31 ottobre 2019

Quando si deve presentare la domanda di condono?

Per aderire al condono, i contribuenti interessati devono presentare un’apposita istanza, attraverso il sito dell’Ader, cioè di Agenzia entrate riscossione, entro il 30 aprile 2019.

I principali interventi della pace fiscale

Ricordiamo, in breve, quali sono gli altri interventi più importanti che fanno parte della pace fiscale, l’insieme delle misure, introdotte dal decreto fiscale [1], per “far pace” col fisco:

  • terza rottamazione delle cartelle, o rottamazione ter: questa misura consiste nella possibilità di pagare i debiti con Equitalia/ Agenzia entrate riscossione azzerando le sanzioni e gli interessi di mora; alcuni debiti non sono rottamabili; gli importi oggetto della nuova rottamazione devono essere definiti in 5 anni, in 18 rate, da pagare ogni anno (sono previste 4 rate annuali). le rate sono 10 per chi passa dalla rottamazione bis alla rottamazione ter;
  • annullamento cartelle: la pace fiscale prevede poi l’annullamento, in automatico, di tutti i ruoli affidati alla riscossione dal 2000 al 2010, fino a un importo massimo di mille euro per ruolo, comprensivo di sanzioni e interessi;
  • sconto sulle liti col fisco: la sanatoriariguarda anche i debiti oggetto di contenzioso: in particolare, possono essere oggetto di definizione agevolata i processi verbali di constatazione (Pvc), gli avvisi di accertamento e le liti pendenti;
  • sanatoria degli errori formali: la sanatoria degli errori formali consentiràdi mettersi in regola riguardo agli errori nelle dichiarazioni fiscali che non hanno comportato un debito d’imposta, pagando una rata pari a 200 euro per ogni anno d’imposta.

note

[1] Dl 119/2018.


3 Commenti

  1. Salve. Non ho capito un dettaglio. Nel saldo e stralcio saranno ricomprese anche le cartelle esattoriali per multe, bollo auto, Tari? Perché nell’elenco stilato nell’articolo non si fa menzione di questi tributi. Grazie

  2. Annullamento automatico dei ruoli dal 2000 al 2010 riguarda anche quelli dei comuni che gestiscono direttamente la riscossione dei tributi?

  3. Buongiorno, per quanto riguarda il DURC , varrà il rilascio già alla presentazione della domanda come nell’adesione agevolata? Altrimenti uno rimane bloccato per lavorare in alcuni settori . Grazie

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