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Decreto milleproroghe: cos’è?

20 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 Gennaio 2019



Cos’è un decreto legge? Cos’è e come funziona un decreto milleproroghe? A cosa serve?

Perché lo Stato possa regolare le vicende che avvengono sul suo territorio deve avvalersi di una serie di provvedimenti con cui stabilire come disciplinare le condotte dei cittadini e, in caso di trasgressioni, come sanzionarle. Per fare ciò, lo Stato non si avvale solamente della legge, intesa come manifestazione di volontà proveniente dal Parlamento e promulgata dal Presidente della Repubblica, ma anche di tanti altri provvedimenti equiparabili alla legge oppure molto diversi da essa: nella prima categoria rientrano i decreti legge e i decreti legislativi i quali, seppur emanati dal governo, sono assimilati alla legge formale vera e propria; nella seconda, invece, si annoverano una serie davvero ricca di atti che, sebbene non siano leggi, sono comunque idonei ad incidere sulla realtà giuridica. Mi riferisco alle ordinanze, alle circolari, ai regolamenti, ecc. Ora, come senz’altro saprai, la legge approvata dal Parlamento è un provvedimento che necessita del consenso sia della Camera dei Deputati che del Senato della Repubblica: poiché l’iter, a volte, può essere molto lungo, nei casi di necessità e di urgenza il governo può emanare autonomamente un decreto legge che, se non convertito in legge dal Parlamento entro sessanta giorni, perde i suoi effetti. In pratica, un decreto legge non convertito è come se non fosse mai esistito. Il problema è che, nel corso degli anni, i governi hanno abusato di questo strumento, ricorrendo al decreto legge non soltanto nei casi in cui non è possibile attendere le votazioni delle camere, ma anche quando una vera emergenza non sussiste. Ad esempio, non c’è governo che non si sia sottratto alla tentazione di emanare almeno un decreto sicurezza con cui inasprire le pene ed introdurre nuove ipotesi di reato; a rigore, per compiere questa operazione non ci sarebbe bisogno di un decreto legge, ma gli esecutivi, pur di sbrigarsi, forzano la mano facendo leva sul rischio per la sicurezza dei cittadini. Come detto, il decreto legge deve però essere convertito in legge entro sessanta giorni, pena la perdita totale e retroattiva (cioè, anche per il passato) di tutti i suoi effetti; un bel problema, se pensi che tutto ciò che è stato fatto sotto la vigenza del decreto rischia di essere travolto. Per questo motivo, cioè per evitare un terremoto giuridico, la prassi politica s’è inventata il decreto milleproroghe. Ebbene sì: il decreto milleproroghe non è previsto dalla legge né dalla Costituzione, ma viene comunque utilizzato praticamente ogni anno a far data dal 2005. Seguimi nella lettura: ti spiegherò, in modo semplice e chiaro, cos’è un decreto milleproroghe.

Decreto legge: cos’è e a cosa serve?

Per capire cos’è un decreto milleproroghe occorre che ti spieghi, in modo semplice e chiaro, cos’è un decreto legge. In parte l’ho già detto nell’introduzione: il decreto legge è un provvedimento adottato dal governo in casi straordinari di necessità e urgenza [1]. I decreti legge sono provvedimenti provvisori con forza di legge; devono essere presentati per la conversione alle Camere il giorno stesso dell’emanazione; addirittura le Camere, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni. I decreti legge sono provvedimenti provvisori poiché perdono efficacia sin dall’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione.

Il decreto legge, a differenza della legge, poiché dovrebbe far fronte a situazioni di emergenza, è immediatamente efficace: la legge, invece, una volta pubblicata resta sospesa per quindi giorni (periodo di tempo che dovrebbe consentire ai cittadini di informarsi sulle nuove disposizioni), per poi entrare effettivamente in vigore.

Decreto legge non convertito: cosa succede?

Cosa succede se un decreto legge non viene convertito in legge dal Parlamento entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione? Che significa che perde efficacia fin dalla sua emanazione? Vuol dire che, se le Camere non approvano un’apposita legge (definita, appunto, di conversione) con la quale viene recepito il decreto, tutto ciò che sarà stato prodotto sulla scorta delle sue disposizioni verrà meno.

Ti faccio un esempio molto semplice: sulla base di un decreto legge, viene introdotto un nuovo reato che punisce una determinata condotta che, prima del decreto, non costituiva illecito penale. Poiché, come detto nel paragrafo precedente, il decreto legge è immediatamente efficace già dal giorno successivo alla sua pubblicazione, quella determinata condotta sarà subito perseguita penalmente. Cosa succederebbe alla persona che, violando il precetto, ha commesso reato, se però il decreto legge non venisse convertito in tempo? In altre parole: qual è la sorte di chi ha compiuto una condotta che era illecita per il decreto legge, ma questo si è estinto perché non è stato convertito? Semplice: viene meno anche il reato, il quale ritornerà ad essere una condotta non perseguibile penalmente. Di conseguenza, chi è stato indagato, imputato o addirittura condannato sulla scorta di una fattispecie prevista da un decreto legge non convertito, dovrà essere immediatamente prosciolto (o meglio, a seconda dei casi: le indagini vanno archiviate; il giudice deve pronunciare sentenza di non doversi procedere perché il fatto non è previsto dalla legge come reato; il giudice dell’esecuzione deve revocare la condanna).

Cos’è il decreto milleproroghe?

Qui subentra il decreto milleproroghe: per evitare “catastrofi giuridiche” di questo genere, il governo ha assunto l’abitudine di emanare un decreto legge successivo al primo non tempestivamente convertito, con il quale semplicemente rinnova le disposizioni del precedente oppure ne prolunga l’efficacia a nuova data. Ovviamente, essendo anche il decreto milleproroghe un decreto legge, deve anch’esso essere convertito in legge entro sessanta giorni.

Col tempo, i governi hanno cominciato ad utilizzare i decreti milleproroghe per incidere anche su leggi che prevedevano scadenze che l’esecutivo non sarebbe riuscito a rispettare, con lo scopo di rimandare l’entrata in vigore di alcune disposizioni e di allungare una serie di termini e altre scadenze che sarebbero giunte presto a compimento.

note

[1] Art. 77 Cost.

Autore immagine: Pixabay.com


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