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Autovelox: a che distanza prende?

26 Dicembre 2018


Autovelox: a che distanza prende?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 Dicembre 2018



Distanza di rilevamento di autovelox e telelaser: la possibile contestazione della multa se nella foto appaiono altre automobili.

Le strade italiane non brillano né per manutenzione, né per ampiezza. I tratti  poi, sono spesso curvilinei e non consentono di avere una chiara rappresentazione di ciò che, dietro una curva, potrebbe materializzarsi sul più bello. Potrebbe ad esempio essere un autovelox o un telelaser. Ragion per cui, al fine di evitare brusche frenate e rischi per la circolazione, la nostra legge impone la presenza di un segnale prima di ogni postazione di controllo elettronico della velocità. Il cartello deve innanzitutto specificare la possibile presenza della polizia (a una distanza non superiore a 4 chilometri oltre i quali il cartello va ripetuto);  in secondo luogo deve chiarire se l’apparecchio usato è un autovelox (in tal caso dovrà indicare che il controllo viene effettuato sulla “velocità istantanea”) o un tutor (precisando che il controllo avviene sulla “velocità media”). L’avviso, però, spesso non basta a mettere in allarme i conducenti che, incuranti del codice della strada, mantengono la velocità sopra la media e solo dinanzi alla vista della pattuglia decidono finalmente di frenare. Ma è troppo tardi? Non è detto. Qui sorge infatti un diverso problema: a che distanza prende l’autovelox? Il problema potrebbe porsi sia in larghezza che in lunghezza. Ci spieghiamo meglio.

Ad esempio, immaginiamo di viaggiare su una strada statale ad un’unica carreggiata ma con due sensi di marcia: la postazione collocata su uno dei lati della strada riesce a rilevare la velocità anche dei mezzi che transitano in quello opposto? Altro esempio: un agente della stradale ha, in braccio, un telelaser con cui punta le automobili in arrivo per verificarne la velocità e, al passaggio, multarle; fino a che distanza riesce a eseguire tale controllo?

In questo articolo forniremo tutte le spiegazioni necessarie all’argomento. Per spiegare a che distanza prendono l’autovelox e il tutor bisogna verificare a quanti metri la fotocellula è in grado di percepire la presenza del veicolo, rilevarne la velocità e, soprattutto, fotografarlo in modo che la targa appaia in modo evidente e senza incertezze. Ma procediamo con ordine. L’argomento va, in ogni caso, trattato separatamente a seconda che si tratti di autovelox o telelaser, spiegando come ognuno di questi apparecchi funziona.

Come funziona l’autovelox

Gli autovelox possono essere: 

  • fissi: funzionano in automatico senza la presenza della polizia; la contestazione della multa è differita: in altri termini il verbale viene direttamente spedito a casa del proprietario del mezzo; possono essere posti solo su autostrade e strade principali; sulle strade extraurbane secondarie e su quelle urbane a scorrimento sono leciti solo se previamente autorizzati dal Prefetto; 
  • mobili: la polizia deve presidiare l’apparecchio; sulle strade urbane il conducente deve essere sempre fermato; su quelle extraurbane secondarie ed urbane a scorrimento è possibile invece la contestazione differita a patto che vi sia l’autorizzazione del Prefetto.  

Ci sono diversi tipi di autovelox. Tutti sono in grado di rilevare la velocità dell’auto al massaggio davanti all’apparecchio; si parla perciò di velocità istantanea (con la conseguenza che, se il conducente frena in concomitanza dell’autovelox e subito dopo accelera di nuovo non può essere multato). Alcuni autovelox funzionano con il meccanismo della doppia cellula. In pratica, due fasci laser attraversano la strada perpendicolarmente alla direzione del traffico, cosicché il veicolo in transito interrompe un fascio dopo l’altro. La lettura della velocità è data dal rapporto spazio-tempo (lo spazio tra i raggi e l’intervallo di tempo che intercorre tra le interruzioni dei due fasci laser). La lettura è confrontata immediatamente col limite di velocità imposto su quel tratto di strada per quella categoria di veicoli e, se la velocità eccede il limite, viene scattata la foto della parte posteriore del veicolo stesso. I dispositivi interni di autodiagnosi, l’assoluta precisione e la multilettura della velocità contribuiscono a fornire una prova incontestabile dell’infrazione.

È possibile dotare l’Autovelox di una seconda fotocamera che sfrutta un sistema di comunicazione a raggi infrarossi (non intercettabile), installato sul tripode (sotto il rilevatore di velocità) che consente lo scatto di fotogrammi della parte anteriore del veicolo, e quindi la conseguente identificazione del conducente. Il sistema di comunicazione trasmette il dato relativo alla velocità alla fotocamera frontale, unitamente a un numero di codice che permette di abbinare con certezza le due foto.

A che distanza prende l’autovelox?

Quasi tutti gli autovelox sono in grado di rilevare la velocità delle auto per quanto è ampia la strada, quindi anche sulla carreggiata di sorpasso. Per il Codice della Strada la larghezza di una corsia di marcia è, a seconda del tipo di strada, compresa tra i 3,75 metri delle autostrade e i 2,75 metri delle strade locali urbane ed extraurbane.

Autovelox corsia opposta

Gran parte degli autovelox che vediamo ai bordi delle strade possono rilevare la velocità dei veicoli che percorrono entrambe le corsie di marcia, anche se queste sono a senso di circolazione opposto (è il caso, ad esempio, delle postazioni fisse bidirezionali, tipo il Velomatic 512, con possibilità di rilevare contemporaneamente la velocità dei veicoli che sopraggiungono nei due sensi).

Qui però bisogna fare due importanti precisazioni.

La prima. Come abbiamo già sottolineato nella guida Come rendersi invisibili all’autovelox, nel momento in cui a passare davanti all’autovelox sono contemporaneamente due veicoli (si pensi a un sorpasso o al transito su corsie parallele a unico senso di circolazione) ed entrambi rientrino nella medesima foto scattata dall’autovelox, non ci può essere certezza su quale di queste abbia violato il limite di velocità. Sicché la foto dovrà essere scartata dalla polizia o, in caso contrario, la multa potrà essere impugnata per incertezza sul responsabile dell’infrazione.

La seconda precisazione. Se si tratta di una strada extraurbana secondaria o urbana a scorrimento, la pattuglia ha l’obbligo di fermare il conducente per contestargli la multa a meno che vi sia un provvedimento del Prefetto che autorizzi la cosiddetta contestazione differita ossia il rilevamento dell’infrazione con successivo invio del verbale a casa dell’automobilista. Ebbene, come chiarito dalla Cassazione, la polizia non può fare le multe su entrambi i sensi di marcia se il decreto prefettizio fa riferimento solo a uno dei due. Quindi sarà sempre bene, nel caso si riceva una multa, di prendere visione di suddetto provvedimento per verificare che sia stata rispettata la legalità.

Come funziona il telelaser

Parzialmente diverso dall’autovelox è il telelaser, molto simile a una pistola che viene rivolta in direzione del traffico e, se puntata in corrispondenza di una macchina, è in grado di indicarne la velocità (che viene riportata su un display luminoso; alcuni apparecchi consentono anche la stampa di uno scontrino con la registrazione dell’infrazione).

Viene emessa verso il veicolo una serie di impulsi laser in banda infrarossa (invisibile a occhio nudo); l’apparato legge l’eco riflesso dal veicolo per ciascun impulso, e in base al tempo intercorso ne misura dapprima la distanza e quindi, elaborando una serie di letture, calcola la velocità del veicolo stesso.

L’intera operazione dura meno di un secondo.

La velocità del veicolo viene subito visualizzata su un display, che fornisce al trasgressore l’immediata prova della violazione in quanto può prendere subito visione dell’illecito.

È comunque importante sapere che tutti i Telelaser usano la stessa frequenza dell’infrarosso (904 nanometri) e che operano con potenze ridottissime (inferiori a quelle di un telecomando Tv) per non danneggiare la vista degli automobilisti: sono le lenti a focalizzare il debolissimo segnale e a riconoscerne l’eco riflessa dal veicolo.

Distanza di rilevamento del telelarse

Come anticipato, il telelaser viene puntato sui veicoli sospetti di superare i limiti massimi di velocità e permette un accertamento fino a 800 metri di distanza. Tuttavia, la fotografia deve essere effettuata preferibilmente a distanze comprese tra gli 80 e i 120 metri (è comunque possibile fotografare tra i 50 e i 190 metri). 

Il telelaser può fotografare sia veicoli in avvicinamento, sia in allontanamento, eventualmente anche di notte con apposito flash a impulsi (che non abbaglia il conducente), fissabile al cavalletto del telelaser. Una stampante termica portatile consente la contestazione immediata dell’infrazione con foto da allegare al verbale.


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