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Come scaricare l’auto dalle tasse: il costo fiscale per il professionista

10 Ottobre 2013 | Autore:
Come scaricare l’auto dalle tasse: il costo fiscale per il professionista

Acquistare l’auto con la partita IVA della propria attività professionale consente oramai un piccolo risparmio fiscale; le regole sulla detrazione dell’IVA e la deducibilità del costo sono molto complesse, ma in breve è possibile conoscere cosa effettivamente può scaricare il professionista, senza false illusioni.

 

Il professionista che acquista l’auto destinata all’attività professionale può recuperare in parte l’IVA e può “scaricare” in altra parte il costo d’acquisto. Le regole sulla deducibilità dell’autovettura hanno subìto continui cambiamenti nel corso degli ultimi anni, creando un po’ di confusione tra gli operatori. Di seguito viene riassunta l’attuale situazione, individuando il prezzo dell’auto che, secondo le regole fiscali, consente la massima deduzione.

Deducibilità ai fini delle imposte dirette (Irpef, Irap, Addizionale Regionale e Comunale)

L’acquisto dell’auto viene “scaricato” dai costi del professionista secondo il metodo dell’ammortamento.

L’ammortamento di un bene rappresenta la quota ideale di costo, rapportata all’anno, di un bene che manifesta la sua utilità durante più periodi, come ad esempio l’autovettura che viene utilizzata per più anni. Questo significa che, quando un professionista compra un’autovettura, non può dedurre tutto il costo nell’anno d’acquisto, ma, secondo delle tabelle ministeriali che indicano le percentuali di ammortamento, tale costo deve essere ripartito al 25% e quindi in quattro anni.

Per esempio: se si compra un’autovettura che costa € 10.000,00 la stessa determinerà un costo di € 2.500,00 all’anno (€ 10.000,00 : 4), che rappresenta appunto l’ammortamento.

Per i veicoli utilizzati dai professionisti, le norme fiscali [1] prevedono dal 2013 la deducibilità dell’ammortamento del costo di acquisto nel limite del 20%, con un tetto massimo di riconoscimento fiscale del costo di acquisto iniziale di € 18.075,99 euro per autovetture.

Per esempio: se il professionista acquista un’autovettura di € 30.000,00 avrà comunque il limite di € 18.075,99 al 20%; per cui il costo fiscalmente riconosciuto negli anni sarà il seguente: € 903,80 (=18.075,99 (tetto massimo) x 25% (ammortamento) x 20% (deduzione ridotta)). Considerando ipoteticamente un’aliquota del professionista complessiva tra Irpef, Irap, Addizionale Regionale e Comunale del 30%, per ogni anno di ammortamento il professionista avrà un risparmio d’imposta di € 271,14.

La legge fiscale [1] prevede un ulteriore limite numerico al possesso delle auto: le spese e gli altri componenti negativi sono deducibili nel limite di un solo veicolo; nel caso di esercizio della professione in forma associata (società semplice o associazioni) la deducibilità è consentita soltanto per un veicolo per ogni socio o associato.

Detrazione ai fini delle imposte indirette (Iva)

L’acquisto di un’autovettura è soggetta all’applicazione dell’IVA nella misura attuale del 22%. Se l’autovettura viene utilizzata per l’attività professionale la legge fiscale [2] riconosce al 40% il diritto alla detrazione dell’IVA pagata, attribuendo a questa percentuale la quota ideale di utilizzo del bene per fini professionali.

Il professionista che acquista l’autovettura con la propria partita IVA avrà quindi la possibilità di utilizzare anche il bene per scopi personali o familiari e di detrarre il 40% dell’IVA pagata, senza dover dare spiegazioni nel caso in cui viene fermato fuori dall’orario di lavoro o nei giorni feriali.

La detrazione dell’IVA opera però per tutti quei professionisti che emettono fattura con Iva (Avvocati, Commercialisti, Ingegneri, Architetti, Geometri, etc.), mentre nessuna detrazione è ammessa per quei professionisti che emettono fattura senza Iva, come ad esempio i medici, gli odontoiatri e i dentisti. In questi casi, l’Iva pagata sull’autovettura sarà un costo che potrà godere solo della deduzione prevista ai fini delle imposte dirette sugli ammortamenti.

Oltre alla spesa relativa all’acquisto dell’autoveicolo sarà possibile detrarre l’IVA, con la stessa percentuale del 40%, anche per le riparazioni e per i carburanti e lubrificanti.

Dall’analisi della complessa normativa fiscale relativa sia alle imposte dirette che indirette è possibile individuare il prezzo d’acquisto dell’auto che consente la massima deducibilità nei limiti della legge.

Il prezzo viene individuato in € 19.481,20 comprensivo d’IVA e consente sia la detrazione al 40% dell’IVA corrisposta che l’ammortamento del costo nel limite di € 18.075,00, tenendo anche conto della parte di IVA non detraibile.

Acquistare un’autovettura con un prezzo maggiore a € 19.481,200 consente solo il risparmio dell’IVA ma non influisce sulla deducibilità del costo per le imposte dirette. Nel caso di medici, dentisti e odontoiatri o di auto usate senza IVA esposta, non si ha alcun vantaggio fiscale ad acquistare un’auto che costi di più.

note

[1] Art. 164, comma, 1, lett. b) del TUIR.

[2] Art. 19-bis del DPR 633/72.


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