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Flat tax 2019: come funziona il nuovo regime forfettario

25 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 Dicembre 2018



Chi rientra nel nuovo regime agevolato con tassazione al 15%, quali sono i requisiti e gli adempimenti dal 2019.

Il regime forfettario, dal 2019, si apre ad un’ampia platea di destinatari: potranno difatti beneficiare di questo regime agevolato tutti i professionisti e le imprese che non superano i 65 mila euro di ricavi. Sono inoltre stati eliminati i limiti riguardanti i limiti di spesa per il personale dipendente, per i collaboratori e per l’acquisto di beni strumentali. Dipendenti e pensionati che aprono la partita Iva potranno aderire al regime anche se il reddito derivante dalla pensione o dal lavoro subordinato supera i 30mila euro annui.

Resta il regime forfettario “start-up”, con tassazione al 5% per i primi 5 anni di attività. Non cambiano nemmeno i coefficienti di redditività: a questo proposito, bisogna sapere che nel regime forfettario non è possibile dedurre spese (fanno eccezione i soli contributi previdenziali), ma il reddito viene decurtato in base a una determinata percentuale, diversa a seconda del settore di attività.

Ma procediamo per ordine, e facciamo il punto sulla Flat tax 2019: come funziona il nuovo regime forfettario.

Come funziona il regime forfettario 2019?

Il forfettario è un regime fiscale agevolato che presenta degli aspetti in comune col vecchio regime dei contribuenti minimi: si tratta di un regime dedicato alle imprese ed ai professionisti con redditi bassi e pochi costi da dedurre.

Il regime forfettario, nel dettaglio, prevede la tassazione sostitutiva ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività, se si soddisfano particolari requisiti, e la tassazione sostitutiva al 15% negli altri casi.

L’imposta del 15% (o del 5%) sostituisce Irpef, Irap e addizionali. Inoltre, chi aderisce al forfettario beneficia dell’esenzione dall’Iva e dai relativi adempimenti (dichiarazione Iva, fatturazione elettronica…), dagli studi di settore (ora Isa, indici sintetici di affidabilità fiscale) e dalla tenuta delle scritture contabili.

Chi può aderire al regime forfettario nel 2019?

Possono accedere al regime forfettario i titolari di ditta individuale o i liberi professionisti; non sono ammesse le società, né i soci di società di persone (come Snc o Sas), di associazioni assimilate o di società a responsabilità limitata trasparenti (Srl trasparenti).

Dal 2019, non possono accedere nemmeno i soci di Srl non trasparenti, se controllano la società, direttamente o indirettamente, e chi partecipa ad associazioni o a un’impresa familiare.

Quali sono i requisiti per rientrare nel forfettario 2019?

Dal 2019, per la permanenza nel regime forfettario è sufficiente non superare 65mila euro di ricavi annui. Sono spariti i limiti, in vigore sino al 31 dicembre 2018, relativi alla percezione di redditi di lavoro dipendente o di pensione, alle spese per collaboratori e personale dipendente ed all’acquisto di beni strumentali.

Per chi fruisce della riduzione della tassazione, cioè del forfettario super agevolato con tassazione al 5%, i requisiti dovrebbero essere gli stessi un tempo previsti per i contribuenti minimi. Per conoscerli nel dettaglio: Forfettario e contribuenti minimi.

Quanto dura il regime forfettario?

Il regime forfettario non ha una durata determinata ma illimitata: in pratica, dura sinché il contribuente rispetta i requisiti normativi previsti per la permanenza nel regime. Il regime forfettario super agevolato per chi avvia l’attività, ossia il regime che prevede la tassazione del 5%, dura invece sino a un massimo di 5 anni.

Per aderire al forfettario si deve fare una domanda?

Per chi inizia l’attività, l’adesione al regime forfettario, o regime di vantaggio, si deve comunicare all’atto della domanda di attribuzione della partita Iva all’agenzia delle Entrate, barrando l’apposita casella.

Per chi è già in attività e vuole aderire non è necessario presentare alcuna domanda, purché si possiedano i requisiti per la permanenza nel regime fiscale agevolato, in quanto il forfettario è il “regime naturale” per i contribuenti per cui risultano verificate tutte le condizioni d’accesso.

Se l’interessato ha optato per il regime Iva ordinario o in contabilità semplificata, l’opzione vincola per 3 anni, salvo rilevanti modifiche ai regimi fiscali.

Si può passare al forfettario nel 2019?

Per l’anno 2019, considerando le rilevanti modifiche relative ai requisiti per l’ingresso e la permanenza nel forfettario, chi è nel regime ordinario o della contabilità semplificata può accedere al forfettario: non è necessario presentare alcun documento in merito, ma perché l’opzione sia efficace è sufficiente emettere fattura senza addebitare l’Iva al cliente o committente, e senza ritenuta d’acconto, specificando l’utilizzo del regime fiscale agevolato.

In particolare, in fattura, per specificare l’applicazione del regime forfettario, va riportata la seguente dicitura:

“Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 così come modificato dalla Legge numero 208/2015. Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d’acconto ai sensi dell’articolo 1 comma 67 della Legge numero 190/2014.

Imposta di bollo da 2 euro assolta sull’originale per importi maggiori di 77,47 euro”

Com’è tassato il reddito per i forfettari?

Nel regime forfettario, non si possono dedurre dal reddito le spese inerenti all’attività, ma sono tassati direttamente i ricavi, decurtati da una percentuale, il coefficiente di redditività. Questo coefficiente varia, a seconda dell’attività, dal un massimo dell’86% a un minimo del 40%.

Si possono dedurre solo i contributi previdenziali ed eventuali perdite pregresse.

Nel dettaglio, i coefficienti di redditività applicati sono i seguenti:

  • commercio (al dettaglio e all’ingrosso): 40%;
  • commercio di alimenti e bevande e commercio ambulante di alimenti e bevande: 40%;
  • commercio ambulante non alimentare: 54%;
  • costruzioni e attività immobiliari: 86%;
  • intermediari del commercio: 62%;
  • servizi di alloggio e di ristorazione: 40%;
  • attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi: 78%;
  • altre attività economiche: 67%;
  • industrie alimentari e delle bevande: 40%.

Facciamo un esempio pratico per capire meglio la tassazione: se il professionista, in un anno, fattura 10mila euro, viene tassato su 7.800 euro (il 78% di 10mila), come se le sue spese ammontassero al 22% del reddito. Il commerciante con 10mila euro di ricavi, invece, viene tassato su 4mila euro, considerando le spese pari al 60% di quanto incassato.

Si possono assumere dipendenti o collaboratori col forfettario?

Chi aderisce al forfettario può assumere dipendenti e avvalersi di collaboratori, ma, sino al 31 dicembre 2018, le spese per lavoro dipendente e per i collaboratori devono risultare inferiori a 5mila euro annui.

Dal 2019 il limite è stato abolito.

Si possono acquistare beni strumentali col forfettario?

Chi aderisce al forfettario può acquistare beni strumentali, ad esempio attrezzature, mobili e auto, ma, sino al 31 dicembre 2018, la spesa annua non deve superare 20mila euro.

Dal 2019 il limite è stato abolito.

Quali sono le agevolazioni per chi aderisce al forfettario nel 2019?

Le agevolazioni per chi aderisce al forfettario nel 2019, o per chi resta nel regime, avendovi già aderito, sono:

  • tassazione del 5% o 15% che sostituisce Irap, Irpef e addizionali;
  • non soggezione all’Iva e ai relativi adempimenti (dichiarazione, liquidazioni periodiche…);
  • nessun obbligo di emettere la fattura elettronica;
  • non soggezione agli studi di settore, ora Isa, indicatori sintetici di affidabilità fiscale;
  • nessun obbligo di tenere i registri Iva obbligatori (acquisti, vendite, etc.), ma solo di numerare progressivamente le fatture e conservarle (escluse le fatture acquisti);
  • sulle fatture non deve essere addebitata l’Iva, e non si deve subire ritenuta d’acconto;
  • sconto del 35% sui contributi per chi è iscritto alla gestione Inps commercianti.

I soli adempimenti consistono dunque nell’emissione delle fatture, nella loro numerazione e conservazione e nella presentazione della dichiarazione dei redditi.

I contribuenti forfettari devono conservare e numerare le fatture e presentare annualmente la dichiarazione dei redditi, nella quale calcolano anche i contributi dovuti all’Inps. Per approfondire: Forfettario, come si presenta la dichiarazione dei redditi.


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17 Commenti

  1. Buongiorno, sono una dipendente a tempo pieno e indeterminato, vorrei aprire una partita iva in regime forfettario per effettuare corsi di formazione e commercio online, attività che non ha nulla a che fare con il mio lavoro di dipendente.
    Vorrei sapere se devo pagare contributi inps e in che misura, considerando che l’attività a partita iva non sarà prevalente, (una o due serate a settimana) e sicuramente i guadagni saranno inferiori a quanto percepisco da dipendente. Grazie Cordiali saluti.

  2. buongiorno, in caso di fatturazione alla pubblica amministrazione è obbligatoria la fattura elettronica o si è comunque esonerati?
    grazie

  3. Buongiorno, quale dicitura devo inserire nelle fattura forfettaria? deve esserci un rimando specifico ad un articolo legislativo?
    Grazie

    1. La dicitura è la seguente “Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 così come modificato dalla Legge numero 208/2015. Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d’acconto ai sensi dell’articolo 1 comma 67 della Legge numero 190/2014.”
      Se si emette fattura elettronica, ad esempio perché verso una PA, esiste invece un apposito campo nel form di compilazione. In questo caso l’imposta di bollo, se dovuta, è virtuale e va pagata tramite F24.

      1. Grazie mille, di fatto la dicitura resta uguale a quella utilizzata per il regime forfettario del 2018, giusto?

        Grazie ancora e buona serata
        Antonio

        1. Per essere più precisi si potrebbe aggiungere anche “così come modificata dalla Legge 145/2018”

  4. Buongiorno,
    Io facevo parte del vecchio regime forfettario con soglia a 25mila€.
    Nel 2018 ho superato questa soglia, ma sono sempre al di sotto dei 65mila€ previsti dalla nuova normativa.
    Posso rimanere nel forfettario o sono costretto a passare al regime semplificato?
    Grazie infinite.

    1. Anche se in attesa di chiarimenti ufficiali, a parere della scrivente è possibile. Consideriamo che il nuovo forfettario è accessibile anche per chi nel 2018 si trovava in regime semplificato, in quanto a causa delle modifiche normative si è svincolati dall’opzione triennale (sul punto abbiamo la risoluzione 64/e/2018).

  5. Buongiorno sono un titolare di partita iva che da 15 anni ha sempre aderito – perche’ costretto – al regime ordinario. Nel 2018 ho superato il tetto dei 65000 euro per cui durante il 2019 non mi sara’ possibile accedere a questo regime forfettario del 15%.
    Domanda: questo varra’ per 3 anni complessivi (come se avessi optato volontariamente per il regime ordinario) o, se il mio fatturato nel 2019 dovesse essere inferiore ai 65000,
    anche a me almeno nel 2020 sara’ possibile accedere al regime forfettario del 15%.Grazie

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