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Gomma bucata: cosa fare?

26 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 Dicembre 2018



Accorgimenti obbligatori e di sicurezza per cambiare un pneumatico forato. Quando si ha diritto al risarcimento?

A chiunque è capitato prima o poi di trovare il maledetto chiodo, il sassolino particolarmente appuntito o il pezzetto di metallo che ha provocato la foratura di una gomma. Se chi si trova al volante è pratico e fortunato, l’episodio si risolve in pochi minuti. Se, invece, succede a chi non ha molta dimestichezza con queste cose (nonostante, almeno in teoria, lo si debba imparare alla scuola guida), arriva il panico. Specialmente se, anziché la chiave ed il ruotino, si trova nel baule il famoso kit per le forature. Quello che nemmeno i più abili sanno usare. Quello di cui ti parla chi ti ha venduto l’auto dicendoti: «Se le capita di bucare una gomma, chiami un carro attrezzi». Per non arrivare a tanto e cavartela nel modo più dignitoso possibile, sai cosa fare in caso di gomma bucata?

Sai, ad esempio, dove puoi accostare la macchina e dove non puoi fermarti? Ricordi che cosa devi indossare quando scendi dall’auto? Controlli sempre di avere a bordo ciò che occorre per l’emergenza? Raramente ci si pensa, talmente siamo abituati alla routine di prendere la macchina, avviarla e partire. Poi, quando capita l’imprevisto, ci si accorge che sarebbe stato meglio. Così, in caso di gomma bucata, se è la prima volta che succede, ti chiedi cosa fare: se avventurarti a cambiarla da solo o chiedere aiuto.

Non ci vuole una laurea per cambiare una gomma. Forse per usare il kit, quello sì. Comunque, è importante sapere, al di là del modo in cui sostituire il pneumatico forato, come comportarsi per non provocare un incidente o per evitare di essere investiti mentre si ripara il danno.

Conviene considerare anche se la gomma si è bucata per un puro sfortunato caso oppure se a causare la foratura è stato il chiodo di un dosso fissato male o l’asfalto in cattive condizioni per la mancata manutenzione. Insomma, se ci sono gli estremi per chiedere un risarcimento al Comune, all’Anas o alla società che gestisce il tratto stradale in cui hai forato.

Ecco, allora, cosa fare in caso di gomma bucata.

Gomma bucata: come succede?

Quando si pensa ad una gomma bucata, viene in mente in automatico il mitico chiodo preso per fatalità. Tuttavia, le cause della foratura possono essere diverse: il sasso appuntito, l’oggetto metallico abbandonato per strada, il pezzo di vetro di una bottiglia rotta e gettata sull’asfalto, ecc. Cose che, con il peso stesso dell’auto, penetrano facilmente nella gomma.

Se il pneumatico ha una camera d’aria, si sgonfierà più velocemente. Se, invece, non ce l’ha (il cosiddetto pneumatico tubeless), la fuoriuscita dell’aria avverrà più lentamente a causa del rivestimento interno in stagno.

Chi si trova alla guida non sempre avverte in modo immediato di avere bucato una gomma. Anzi, a volte arriva fino al suo garage e solo la mattina dopo, quando deve prendere la macchina per andare al lavoro, si rende conto di avere una ruota a terra perché ormai completamente sgonfia. Quando, invece, capita mentre si è al volante, si ha la sensazione che l’auto «tiri» verso destra o verso sinistra, a seconda di dove si trova il pneumatico forato. È la prima avvisaglia che ci dice che bisogna accostare, scendere e rimboccarsi le maniche per cambiare la gomma.

Gomma bucata: come comportarsi?

Se ti trovi la gomma bucata nel tuo garage, sostituirla non ti creerà molti problemi: avrai sicuramente l’occorrente per sostituirla oppure sarà più facile procurartelo, magari da un vicino più attrezzato di te.

La prima cosa che, invece, devi pensare prima ancora di accendere l’auto e partire per il lavoro o per le vacanze è a quello che ti può succedere senza aspettare che accada. Per carità, non «tirartela addosso», ma nel malaugurato caso in cui buchi una gomma ti renderai conto che ne è valso la pena il tempo impiegato ad essere cauto.

Assicurati di avere sempre con te quello che ti può servire per sostituire un pneumatico, cioè:

  • il cric, o martinetto per sollevare l’auto;
  • la chiave a croce per le ruote (quella universale è la 17x19x22 mm);
  • un paio di guanti da lavoro;
  • il giubbino catarifrangente.

Conviene tenere a bordo anche una torcia: la foratura potrebbe presentarsi di sera in una strada al buio.

Come abbiamo appena detto, l’uso del giubbino catarifrangente è obbligatorio quando devi scendere dall’auto, specialmente in caso di guasto o per cambiare una gomma bucata. Devi essere ben visibile agli altri automobilisti per evitare di essere investito o di provocare qualche incidente. Occorre indossarlo, in particolare, quando il tratto di strada è poco illuminato oppure in caso di nebbia o di forte pioggia. Ricorda che chi non rispetta questa regola rischia una multa da 41 a 169 euro e 2 punti della patente.

È sempre consigliabile cercare una piazzola di emergenza, piuttosto che un parcheggio o un’area di servizio in autostrada, per sostituire la gomma bucata con calma ed in tutta sicurezza. Meglio evitare la corsia di emergenza, dove si può rischiare un incidente.

Quando sarai al sicuro, accendi le quattro frecce, inserisci una marcia ed il freno a mano, indossa il giubbino e colloca il triangolo alla dovuta distanza (almeno 50 metri dalla tua auto e visibile da almeno 100 metri dagli altri conducenti) per segnalare la situazione di pericolo. Se sei in pendenza, conviene collocare un sasso accanto ad una ruota per assicurare ulteriormente la vettura.

Sarà, quindi, il momento di recuperare il ruotino (se la tua auto ne è dotata) e collocarlo a portata di mano per montarlo al momento opportuno. Quindi, dovrai:

  • svitare i dadi della ruota da sostituire;
  • collocare il cric sotto la macchina e sollevare l’auto fino a quando la gomma bucata non toccherà più a terra;
  • sfilare la ruota ed inserire il ruotino;
  • riabbassare l’auto con il cric;
  • riavvitare i bulloni (aiutandoti con un piede al momento di stringerli del tutto per essere sicuro che il ruotino sia fissato bene).

Non ti resta che portare al più presto la ruota bucata da un gommista per farla riparare.

Attenzione, però: il ruotino ti permetterà di fare un po’ di chilometri ma non ti consentirà di andare ad una velocità elevata. Le sue dimensioni, infatti, sono inferiori a quelle degli altri pneumatici che porti montati sull’auto, quindi se superi gli 80 km/h (a volte anche di meno) il veicolo comincerà a sbandare.

Gomma bucata: il kit di gonfiaggio

Apparentemente sembra un gioco da bambini. E forse per qualcuno lo è. La maggior parte degli automobilisti, però, lo odiano. E spesso chi ti vende la macchina ti avverte che usarlo è un incubo. Parliamo del kit di gonfiaggio da utilizzare in caso di gomma bucata. Si trova, soprattutto, nelle auto a gas, perché lo spazio della ruota di scorta o del ruotino viene sfruttato per il serbatoio di gpl o di metano. Ad ogni modo, e per completezza, ti spieghiamo come si usa. Dopodiché, buona fortuna.

Il kit (vedi foto sotto) contiene un compressore da collegare alla presa dell’accendino della macchina ed una bombola con una cannula da attaccare alla ruota bucata. La bombola e la cannula sono monouso, quindi vanno cambiate.

Per usare il kit, dopo avere preso tutte le precauzioni e misure di sicurezza che abbiamo citato prima (giubbino catarifrangente, triangolo, freno a mano, ecc.), dovrai:

  • collegare il cavo del compressore alla presa dell’accendisigari (la 12 volt che si trova vicino al preno a mano);
  • collegare la bombola al compressore;
  • collegare la cannula attaccata alla bombola alla valvola della gomma bucata;
  • accendere il compressore ed aspettare in religioso raccoglimento che la gomma si gonfi. Questo passaggio può durare fino a circa 15 minuti;
  • spegnere il kit quando è stata raggiunta la pressione desiderata;
  • togliere la cannula dalla gomma e richiudere la valvola con l’apposito tappino;
  • scollegare il cavo dalla presa accendisigari.

Nel kit c’è anche un’etichetta adesiva che segnala l’avvenuto utilizzo del kit. Occorre esporla in un punto visibile del cruscotto.

Dovrai guidare con molta prudenza dopo l’uso del kit per la gomma bucata. Nei primi 3 chilometri non devi superare i 60 km/h, in modo tale che l’aria all’interno della gomma si distribuisca a dovere. E, comunque, non devi mai superare gli 80 km/h finché il pneumatico non sarà stato riparato.

La tua destinazione dovrà essere il gommista: con una gomma bucata sistemata dal kit di gonfiaggio non vai oltre i 200 km. Quindi, ti conviene farla vedere quanto prima.

Gomma bucata: che fare se non è colpa mia?

Può capitare di bucare una gomma per colpa del Comune, dell’Anas o di chi gestisce una strada in cui l’ultima manutenzione è un lontano ricordo. Oppure a causa di un chiodo o di una vite messa male su uno di quei dossi che obbligano gli automobilisti a rallentare in città. Che fare in questi casi? C’è diritto al risarcimento? C’è. Vediamo come ti devi comportare per chiederlo e tentare di portarlo a casa.

Innanzitutto, conviene prendere il telefonino e fare una foto al punto in cui presumibilmente hai bucato: il dosso, la buca stradale, il sasso che spunta dall’asfalto, ecc. Dopodiché, dovresti chiamare i Vigili urbani in modo da far mettere a verbale le condizioni in cui si trova la strada ed il rischio reale che può provocare per le auto. Se poi c’è anche un testimone, meglio ancora: le sue dichiarazioni, insieme al verbale dei Vigili e alle foto, serviranno per chiedere al Comune il risarcimento.

Devi, però, dimostrare che sei passato di lì con la tua macchina e che è stato quel chiodo, quella vite o quel sasso a provocare la foratura della gomma. L’onere della prova, infatti, è a carico del conducente, perché la responsabilità dell’Amministrazione è solo presunta. Secondo il Codice civile [1], chiunque sia proprietario o custode di una cosa (in questo caso, appunto, la strada) è sempre obbligato al risarcimento per i danni da essa prodotti a terzi, a prescindere da una eventuale sua colpa o malafede. È ciò che si chiama responsabilità oggettiva, che prescinde dalla volontà del titolare del bene, ma che scatta per il semplice rapporto oggettivo tra il soggetto e la cosa. Insomma, il danno non è stato fatto apposta, ma è stato fatto. E qualcuno dovrà pur pagarlo.

Ci vuole anche la prova del danno, non solo di ciò che lo ha provocato. Un danno che può interessare l’auto ma anche il conducente se a causa della foratura ha perso, ad esempio, il controllo dell’auto, è andato a sbattere contro una pianta e si è fatto male colpendo la testa contro il parabrezza. Il primo, cioè il danno materiale, andrà verificato dal gommista, dal carrozziere o dall’elettrauto, che rilasceranno la dovuta fattura. Il secondo, il danno fisico, dal personale del pronto soccorso, che rilascerà l’opportuno referto.

Conviene sempre riparare l’auto senza aspettare il risarcimento, anzi: non solo potrebbe passare molto tempo prima di vedere i soldi, ma proprio la mancanza di una prova della spesa potrebbe essere utilizzata dall’amministrazione come scusa per negare l’indennizzo.

Gomma bucata: come avere il risarcimento

Con tutte le prove in mano delle circostanze e delle conseguenze della gomma bucata (foto, verbale, testimonianze, fatture, ecc.), la prima cosa da fare è inviare una richiesta di risarcimento per raccomandata a/r al Comune o all’Ente proprietario della strada (Anas, Società Autostrade, ecc.). Se la diffida è inviata da uno studio legale c’è qualche possibilità in più che venga accolta. La maggior parte delle volte i Comuni prendono tempo e costringono alla causa per vedere se l’automobilista si arrende prima di loro.

Come abbiamo già detto, la responsabilità del proprietario della strada è presunta, a meno che quest’ultimo riesca a dimostrare che si è trattato di un caso fortuito, cioè: il comportamento dello stesso conducente che, andando veloce con l’auto o, comunque, oltre i limiti stabiliti dal codice o dalle concrete condizioni della strada, abbia agevolato il danno. Oppure un atteggiamento distratto, come quello di chi utilizza il telefonino, senza accorgersi della buca. Elementi che esimono l’Ente o la Pubblica amministrazione dalle loro responsabilità.

Anche la Cassazione si è pronunciata a questo proposito. Per la Suprema Corte, se al proprietario della strada aperta al pubblico può essere attribuita una responsabilità per non avere controllato opportunamente lo stato delle strade, tale colpa va valutata, da parte del giudice, alla luce del grado di prudenza ed attenzione posta dal conducente del veicolo. In particolare, i giudici puntano i riflettori su questo aspetto: la possibilità di prevedere con l’ordinaria diligenza la situazione di pericolo occulto vale ad escludere la presenza dell’insidia come causa dell’incidente [2]. Insomma, se la buca c’era, occorre prestare attenzione a non prenderla in pieno: è dovere dell’automobilista, conclude la Cassazione, guidare con prudenza e con l’attenzione doverosa anche verso i possibili ostacoli notoriamente presenti sul manto stradale [3].

note

[1] Art. 2051 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 18865 del 24.09.2015

[3] Cass. sent. n. 4661 del 9.03.2015.


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