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Conviene riscattare la laurea?

17 Novembre 2017
Conviene riscattare la laurea?

Il riscatto della laurea è un’operazione piuttosto costosa. Dunque è bene fare tutti i calcoli sulla convenienza

Di recente abbiamo parlato delle nuove modalità telematiche messe a punto dall’Inps per richiedere il riscatto della laurea a fini pensionistici, leggi sul punto: Come riscattare la laurea a fini pensionistici?. In questa sede, invece, vogliamo mettere in luce i costi dell’operazione, al fine di valutare se conviene riscattare la laurea ai fini pensionistici.

Riscatto del corso di laurea: cos’è?

Il riscatto della laurea è un istituto che consente agli assicurati di integrare la propria posizione previdenziale convertendo, a pagamento, gli anni del corso di studi universitari in contributi utili al conseguimento di una prestazione previdenziale. Infatti, normalmente durante il corso degli studi universitari, lo studente non svolge alcuna attività lavorativa. Il nostro ordinamento giuridico ritiene meritevole di una particolare tutela previdenziale l’impegno dello studente nell’attività di studio e, pertanto, gli consente il recupero in via onerosa ai fini pensionistici di tali periodi.

Chi può chiedere il riscatto?

Il riscatto della laurea ai fini pensionistici può essere richiesto da tutti i lavoratori iscritti alle gestioni Inps, che abbiano già conseguito il titolo di studio, e non siano già coperti da contribuzione nel periodo di frequentazione dell’università. Deve precisarci che è possibile riscattare solo gli anni previsti dalla durata ordinaria del corso di laurea: pertanto se l’interessato è andato fuori corso non avrà la possibilità di riscattare gli anni in più che ha impiegato per laurearsi. È importante precisare che i periodi di cui si chiede il riscatto non devono già essere coperti da contribuzione. Per questo motivo, nel caso in cui durante il corso di studi l’interessato abbia lavorato per un periodo limitato di tempo (come ad esempio un impiego part-time), il riscatto della laurea potrà essere richiesto al netto dei periodi già coperti da contribuzione [1].

Quanto costa riscattare la laurea?

Il riscatto della laurea è un’operazione abbastanza dispendiosa. Il costo effettivo dipende da diversi fattori:

  • dal periodo di studio (ossia prima o dopo il 1995, e prima o dopo il 2011);
  • dal sistema di calcolo della pensione (contributivo o retributivo);
  • dall’età e dal sesso del richiedente

Infatti, se il periodo di riscatto è valutato col sistema retributivo, il calcolo si effettua in base al principio della riserva matematica. Se invece il periodo di riscatto è valutato con il sistema contributivo, il calcolo si effettua con il sistema a percentuale, che consiste nell’applicazione dell’aliquota contributiva in vigore al momento della domanda sull’imponibile previdenziale delle ultime 52 settimane.

Riscatto laurea inoccupati

Anche gli inoccupati hanno diritto al riscatto della laurea. A tal fine, per il calcolo, esiste infine uno specifico metodo di calcolo analogo a quello che si effettua per chi ha la pensione contributiva (quindi, su base percentuale) prendendo come riferimento il minimale reddituale della Gestione Commercianti per l’anno della domanda di riscatto.

Pagamento del riscatto

Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione oppure in 120 rate spalmate in un periodo massimo di 10 anni, senza interessi. È possibile pagare tramite bollettini Mav, online sul sito Inps, presso il Circuito reti amiche o con addebito su conto bancario. Sul portale dei pagamenti è possibile scaricare l’attestazione degli avvenuti pagamenti ai fini fiscali in quanto il riscatto della laurea è deducibile in dichiarazione dei redditi. Il pagamento in ritardo delle rate, non oltre i 30 giorni successivi, è consentito solo per 5 volte, pena il decadimento della domanda.

Alla luce di quanto detto, non è facile rispondere all’interrogativo se sia conveniente o meno riscattare la laurea ai fini della pensione. Certamente si tratta di un esborso non indifferente finalizzato a garantirsi un minimo di pensione (e magari di arrivarci qualche anno prima). Vero è che, però, se per qualche ragione il lavoratore non dovesse arrivare ad andare in pensione, quei soldi andrebbero persi, senza alcuna possibilità di ottenerli indietro.


note

[1] le norme fondamentali in materia sono il d. lgs. n. 184/1997 e la l. n. 247/2007.

Autore immagine: Pixabay.com


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