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Invalidità per osteoporosi

27 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 Dicembre 2018



Chi soffre di osteoporosi può ottenere il riconoscimento dell’invalidità e della Legge 104 e assentarsi per malattia, cure e analisi?

L’osteoporosi è una patologia che causa l’indebolimento delle ossa e l’alterazione del tessuto scheletrico: nella maggior parte dei casi, ci si accorge di avere l’osteoporosi solo quando ci si frattura, perché le ossa diventano più fragili e più esposte al rischio di fratture. In parole semplici, l’osteoporosi è una malattia che non dà sintomi, e la si scopre solo quando le ossa si fratturano spontaneamente, o per traumi lievi.

Questa patologia è molto diffusa: in Italia colpisce circa 5 milioni di persone, di cui oltre l’80% sono donne in post-menopausa.

Viste le gravi conseguenze che causa la malattia, è possibile ottenere l’invalidità per osteoporosi? In altre parole, l’osteoporosi può essere considerata una malattia invalidante, cioè per la quale è riconosciuta una percentuale di riduzione della capacità lavorativa?

Inoltre, l’osteoporosi può dar luogo al riconoscimento dell’handicap, quindi dei benefici della Legge 104? Ci si può assentare dal lavoro per malattia?

Proviamo a fare chiarezza sulla possibilità di ottenere il riconoscimento dell’invalidità e delle agevolazioni legge 104 per osteoporosi, e sulla possibilità di assentarsi dal lavoro per malattia, analisi e cure.

Che cos’è l’osteoporosi?

L’osteoporosi è una malattia dell’apparato scheletrico che causa la diminuzione della densità minerale ossea ed il deterioramento del tessuto scheletrico. In pratica, con l’osteoporosi le ossa diventano fragili e sono maggiormente esposte al rischio di frattura: ci si frattura anche per traumi molto lievi, o addirittura ci si può fratturare spontaneamente, in assenza di traumi.

Di solito l’osteoporosi si presenta dopo la menopausa o in seguito all’andropausa, ma può verificarsi anche in seguito all’assunzione di particolari farmaci, come i corticosteroidi, gli anti-epilettici, gli immunosoppressori; può essere causata anche da disfunzioni degli ormoni tiroidei.

Le zone più soggette all’osteoporosi ed alle fratture sono l’anca, la colonna vertebrale (toracica e lombare), il polso e la spalla.

Ci si può assentare per malattia per l’osteoporosi?

Se il lavoratore ha difficoltà a svolgere l’attività lavorativa per via delle conseguenze dell’osteoporosi, ad esempio a causa di una frattura o dei dolori alle ossa, si deve innanzitutto recare dal proprio medico curante.

Questi, dopo una visita, sarà in grado di stabilire se la gravità dei dolori o della frattura è tale da essere incompatibile con lo svolgimento dell’attività lavorativa e ad assegnare i dovuti giorni di riposo. A tal proposito, deve trasmettere telematicamente all’Inps il certificato di malattia e fornire il numero di protocollo, che dovrà essere inviato al datore di lavoro.

La visita fiscale è obbligatoria per le assenze per osteoporosi?

Come per tutte le assenze per malattia, il lavoratore dipendente è tenuto alla reperibilità durante le fasce orarie previste per la visita fiscale, anche nel caso in cui sia assente a causa delle conseguenze dell’osteoporosi. Ricordiamo che le fasce orarie in cui può passare il medico dell’Inps sono:

  • dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00, per i dipendenti del settore privato;
  • dalle 9:00 alle 13:00, e dalle 15:00 alle 18:00, per i dipendenti pubblici.

A breve, con una normativa attualmente in lavorazione, le fasce orarie saranno unificate per i lavoratori del settore pubblico e privato. In ogni caso, è bene sapere che, dopo la recente riforma sulla visita fiscale, il medico dell’Inps può passare sin dal primo giorno, e persino più volte nell’arco della stessa giornata, non solo nell’arco della stessa malattia.

Generalmente, ci si può allontanare dal proprio domicilio, durante le fasce di reperibilità per la visita domiciliare, solo se l’assenza alla visita fiscale è dovuta all’effettuazione di terapie o visite specialistiche (per le quali si deve comunque avvertire l’azienda e fornire idonea attestazione), oppure se l’assenza è necessitata.

Ad ogni modo, non esiste obbligo di reperibilità per la visita fiscale nei casi seguenti:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • malattia per la quale sia stata riconosciuta la causa di servizio (solo per alcune categorie di dipendenti pubblici);
  • malattia collegata alla situazione di invalidità riconosciuta, pari o superiore al 67%.

Posso ottenere l’invalidità per osteoporosi?

L’osteoporosi, di per sé, non rientra tra le patologie elencate nelle apposite tabelle ministeriali ai fini del riconoscimento dell’invalidità civile: in pratica, l’osteoporosi non è elencata tra le malattie invalidanti.

L’osteoporosi, difatti, anche se è una patologia degenerativa, in quanto riduce la densità delle ossa, non è riconosciuta come patologia cronica, ma come un processo naturale di invecchiamento osseo.

L’invalidità per osteoporosi può comunque essere ottenuta, anche se non compare nelle tabelle ministeriali tra le patologie invalidanti?

Anche se l’osteoporosi non è riportata nelle tabelle ministeriali per l’invalidità civile, questo non vuol dire che l’invalidità non possa essere riconosciuta. A questo proposito, dobbiamo ricordare che l’invalidità consiste nella riduzione della capacità lavorativa (o nella riduzione della capacità di svolgere compiti e funzioni propri dell’età, per chi non è in età lavorativa).

La commissione medica, alla quale spetta il compito di riconoscere l’invalidità, deve allora valutare le conseguenze che l’osteoporosi può comportare nello svolgimento dell’attività lavorativa dell’interessato: nel caso in cui riscontri che queste conseguenze riducano la capacità lavorativa, riconosce una determinata percentuale d’invalidità.

In buona sostanza, non è l’osteoporosi di per sé a determinare l’invalidità, ma sono le sue conseguenze.

Posso ottenere la Legge 104 per osteoporosi?

Mentre l’invalidità rappresenta la riduzione della capacità lavorativa, il riconoscimento dell’handicap, che dà diritto ai benefici della Legge 104, spetta a chi ha una disabilità mentale, motoria o sensoriale tale da impedire o limitare notevolmente l’integrazione sociale, lavorativa, personale e familiare. In altri termini, l’handicap rappresenta una condizione di svantaggio sociale, e si differenzia dalla menomazione (fisica, psichica o sensoriale) che è la causa di quella condizione.

Per valutare lo stato di handicap, che può essere non grave, in situazione di gravità, o superiore ai due terzi, si deve tener conto della difficoltà d’inserimento della persona disabile: quando le conseguenze dell’osteoporosi sono talmente gravi da impedire una normale vita sociale, familiare e lavorativa, determinano il sorgere di un handicap.

Posso ottenere l’accompagnamento per osteoporosi?

Se le conseguenze dell’osteoporosi sono talmente gravi da comportare non solo l’invalidità del 100%, ma anche la non autosufficienza, l’interessato può ottenere l’assegno di accompagnamento.

La persona si considera non autosufficiente, ai fini dell’accompagno, quando:

  • non può camminare senza l’aiuto di un accompagnatore;
  • non è in grado di compiere gli atti quotidiani della vita.

Come chiedere l’invalidità e la Legge 104 per osteoporosi?

La procedura per chiedere il riconoscimento d’invalidità e handicap per osteoporosi è piuttosto lunga, e parte da una certificazione che deve rilasciare il medico curante, o un medico convenzionato col servizio sanitario nazionale. Per sapere come fare: Guida alla domanda d’invalidità, Legge 104 e accompagno.

Chi è affetto da osteoporosi, per avere maggiori probabilità di riconoscimento dell’invalidità e dell’handicap, ed eventualmente anche della non autosufficienza, può supportare la propria richiesta con la documentazione medica in suo possesso. È importante che da questa documentazione emergano la gravità dell’osteoporosi, le cure a cui ci si deve sottoporre, gli eventuali interventi chirurgici subiti, il decorso della malattia: in questo modo, la commissione esaminatrice può valutare meglio le condizioni dell’ammalato. La documentazione deve essere dettagliata e aggiornata.

Posso assentarmi se l’osteoporosi richiede cure ricorrenti?

Se il trattamento dell’osteoporosi richiede cicli di cura ricorrenti, cioè terapie ambulatoriali alle quali ci si deve sottoporre periodicamente, ci si può assentare, anche in questo caso, per malattia.

Il medico può certificare separatamente ogni ciclo di cure, oppure rilasciare una documentazione unica, che attesti la necessità di trattamenti ricorrenti: ogni trattamento che avviene successivamente al primo viene qualificato come ricaduta del precedente, proprio come la ricaduta della malattia.

Il certificato medico, nel dettaglio, deve essere inviato all’inizio delle cure, indicando le date in cui avverranno i trattamenti; una volta effettuate le cure, la struttura sanitaria deve rilasciare una dichiarazione che ne provi l’esecuzione, diversamente l’assenza non può essere coperta.

Non sono invece indennizzabili i giorni che intercorrono tra una cura e la successiva, se non risultano appositamente certificati come malattia.

Posso assentarmi per le analisi sull’osteoporosi?

Se il lavoratore si deve sottoporre a degli esami in merito all’osteoporosi (accertamenti diagnostici) questi, se di breve durata, solitamente non sono coperti come le assenze per malattia, a meno che non si tratti di controlli:

  • urgenti e non effettuabili al di fuori dell’orario lavorativo;
  • talmente invasivi da richiedere una convalescenza.

Posso chiedere un permesso per visita medica per osteoporosi?

Se le visite mediche, le analisi o i trattamenti non rientrano tra i casi appena esposti, il lavoratore può aver diritto comunque a un’assenza retribuita, il cosiddetto permesso per visita medica, se lo prevede il contratto collettivo applicato: i permessi per visita medica spettano, ad esempio, ai dipendenti pubblici.

Se non è previsto dalla contrattazione collettiva il permesso per visita medica, possono essere concessi:

  • dei permessi retribuiti generici, da scalare dal monte ore spettante, come rol (riduzione dell’orario di lavoro), ex festività, permessi banca ore;
  • dei permessi non retribuiti.

Alcuni contratti collettivi, invece, oltre al permesso per visita medica indennizzano anche il tempo impiegato per recarsi sul luogo di effettuazione della visita.


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