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Cambio merce: quali sono le regole?

27 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 Dicembre 2018



Quando è possibile restituire i prodotti acquistati? La politica di reso è un obbligo? Quando si può cambiare la merce acquistata?

Hai acquistato un vestito e, provandolo con calma a casa, ti sei reso conto che non è di tuo gusto: visto sotto la giusta luce, il colore non ti convince e pensi che non ti doni; in poche parole, ti sei pentito dell’acquisto che hai fatto. Hai ancora lo scontrino con te e ti chiedi se sia possibile restituire il capo oppure cambiarlo con un altro. Il venditore è tenuto a soddisfare la tua richiesta? Facciamo un altro esempio: dopo aver acquistato una determinata merce (qualsiasi tipo di bene mobile: dagli indumenti agli elettrodomestici, passando per oggetti di alta tecnologia, libri, ecc.), ti accorgi che presenta dei difetti: ad esempio, il nuovo televisore che hai appena comprato non funziona, oppure i pantaloni hanno uno strappo che non hai causato e di cui non ti eri accorto. In casi come questi, puoi cambiare la merce acquistata? Ebbene, con questo articolo voglio proprio parlarti di questo argomento: la possibilità di restituire i prodotti che non riteniamo adatti a noi o perché non di nostro gradimento oppure perché difettosi. Le due ipotesi sono differenti in quanto, come ti spiegherò nei prossimi paragrafi, solo nella seconda circostanza la legge fa obbligo al venditore di provvedere alla riparazione o alla sostituzione della merce; nella prima ipotesi, invece, dipende dalla politica adottata dal singolo commerciante. Vediamo quali sono le regole per il cambio della merce.

Garanzia per i vizi: cos’è?

Per capire se quali sono le regole del cambio merce dobbiamo affrontare due ipotesi diverse: quella in cui il prodotto comprato sia difettoso e quella in cui, al contrario, il bene sia perfettamente integro, solamente che non soddisfa le nostre iniziali aspettative. Cominciamo con il primo aspetto.

Secondo la legge, il venditore è tenuto a garantire che il bene compravenduto sia esente da vizi, cioè da imperfezioni materiali che rendano inidonea la cosa all’uso a cui è destinata o ne diminuiscano in modo evidente il valore [1]. Ad esempio, un coltello da cucina che non taglia è completamente inutile perché non assolve alla sua funzione principale, anche se lo stesso oggetto potrebbe essere utilizzato per altri scopi (paletta per il taglio della torta, dei dolci, ecc.). Per non parlare del veicolo che non va in moto, del computer a cui non funziona lo schermo, ecc.

Garanzia: la merce si può cambiare?

In caso di vizi, le regole per il cambio merce sono le seguenti: la legge afferma che il consumatore, cioè colui che acquista per scopi non professionali (senza partita iva, in pratica), ha diritto alla sostituzione del bene viziato quando lo stesso non possa essere riparato; solo in subordine, se riparazione e sostituzione sono troppo onerosi per il venditore oppure non convengano all’acquirente, è possibile chiedere la riduzione del prezzo in proporzione all’entità del vizio oppure la risoluzione del contratto, con conseguente restituzione del prezzo ed eventuale risarcimento danni [2].

La garanzia è valida per due anni (riducibile a un anno, ma solo nel caso di prodotti usati) e, per poterla attivare, occorre denunciare la presenza del vizio al venditore entro due mesi dalla sua scoperta. La garanzia è irrinunciabile né può essere esclusa dal commerciante. Tra l’altro, la legge dice che si presume che i difetti di conformità che si manifestano entro sei mesi dalla consegna del bene esistessero già a tale data, a meno che tale ipotesi sia incompatibile con la natura del bene o con la natura del difetto di conformità.

Si può restituire la merce acquistata?

Quali sono le regole per cambiare la merce nel caso in cui non sia più di nostro gradimento? In altre parole, il reso dei prodotti è possibile? Quando? Ebbene, la possibilità di restituire la merce acquistata solamente perché non ci soddisfa più è prevista dalla legge in un’unica ipotesi: nella vendita a distanza. In pratica, ogni volta che acquisti un prodotto in internet, per telefono oppure per corrispondenza, puoi recedere dal contratto entro quattordici giorni dal ricevimento del bene. La particolarità di questo recesso è che puoi restituire la merce anche se perfettamente integra e funzionante, senza necessità di addurre alcuna motivazione. Tutte le spese ti verranno rimborsate, comprese quelle necessarie alla restituzione del bene.

Al di fuori di questa ipotesi, la possibilità di restituire la merce non gradita ed, eventualmente, di cambiarla con altra resta una possibilità che il venditore può concedere al cliente, ma non un obbligo. In pratica, ogni commerciante ha la sua politica in merito all’eventuale reso della merce che, sebbene non guasta, non sia più apprezzata dal cliente.

Regole per il cambio merce

Possiamo così sintetizzare quali sono le regole per il cambio merce:

  • se il bene è difettoso, allora sarà possibile restituire la merce e chiederne la riparazione oppure il cambio, sempreché non siano decorsi due anni dall’acquisto e il vizio sia segnalato al venditore entro due mesi dalla sua scoperta;
  • se il bene non presenta difetti di sorta, la restituzione sarà possibile solamente nel caso di acquisti a distanza, e solo entro quattordici giorni dal ricevimento della merce. In tutti gli altri casi (classico esempio dell’acquisto di un indumento che poi non convince), il venditore non è tenuto per legge a cambiare la merce. Capita spesso, però, che i commercianti consentano il reso entro un determinato periodo di tempo (un mese o una settimana, ad esempio), a fronte dell’esibizione dello scontrino e solo per effettuare il cambio con altro prodotto per un prezzo almeno uguale al primo acquisto.

note

[1] Art. 1490 cod. civ.

[2] Art. 130 del d. lgs. 206/2005 (codice del consumo).

Autore immagine: Pixabay.com


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5 Commenti

    1. Grazie Antonella! Con i nostri articoli cerchiamo di rispondere alle domande più frequenti ed ai problemi quotidiani dei nostri lettori. Continua a seguire il nostro portale per essere sempre aggiornata sulle ultime news!

  1. Salve, ho acquistato tramite un negozio 2 termosifoni, purtroppo non ci siamo capiti con le misure che mi servivano con il venditore 🙁 o meglio ha fatto a modo suo….
    Cmq li riporto in negozio mettendo in chiaro le cose, ma il commesso mi dice che la ditta che li realizza non effettua resi e che loro nemmeno perché sono dei venditori….in poche parole mi fanno capire che sono problemi miei….che io ho riferito misure errate, cosa che non é veritiera….come posso risolvere il problema? Esiste una legge che mi tutela?
    Vi ringrazio per la risposta
    Cordiali saluti

    1. Mi è capitata una cosa simile, cosa dice la legge in merito? Personalmente mi è stato proposto il cambio del prodotto alla condizione di svalutazione del costo pagato al 50%, è corretto questo?

  2. Mi piacerebbe saperne di più in merito alla presenza o meno dello scontrino fiscale. E’ obbligatorio per cambiare la merce difettosa?

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