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Modello richiesta permesso retribuito per motivi personali

28 Dicembre 2018


Modello richiesta permesso retribuito per motivi personali

> Moduli Pubblicato il 28 Dicembre 2018



I permessi retribuiti devono essere richiesti attenendosi alle modalità fissare dai contratti collettivi o dall’azienda.

Il lavoratore ha, in generale, l’obbligo di recarsi al lavoro nel luogo e nel tempo stabilito nel contratto di lavoro. Ci sono dei casi, tuttavia, in cui viene riconosciuto al dipendente il diritto di assentarsi in modo giustificato pur continuando a maturare il diritto alla retribuzione. Uno di questi caso è quello del permesso retribuito per motivi personali, istituto previsto da numerosi contratti collettivi nazionali di lavoro. In questo caso è bene che il dipendente che voglia fruirne inoltri alla direzione delle risorse umane della propria azienda il relativo modello richiesta nei modi e nei tempi previsti dal contratto collettivo o dall’azienda stessa. In caso contrario, infatti, l’azienda potrebbe anche negare al lavoratore la fruzione del permesso retribuito. Nel nostro articolo ti daremo maggiori informazioni sul modello richiesta permesso retribuito per motivi personali.

Cosa sono i permessi retribuiti?

Come abbiamo detto, quando viene sottoscritto un contratto di lavoro, il lavoratore si impegna a recarsi nel posto di lavoro nel tempo concordato e previsto nel contratto di lavoro stesso. La regolare presenza al lavoro è uno dei doveri fondamentali del lavoratore il quale può assentarsi dal lavoro solo se sussistono determinate ragioni e sempre dandone comunicazione al datore di lavoro.

Il lavoratore che non rispetta l’elementare obbligo di essere regolarmente presente al lavoro rischia di ricevere pesanti sanzioni disciplinari da parte del datore di lavoro che possono giungere sino al licenziamento disciplinare.

Ci sono tuttavia dei casi in cui il lavoratore ha diritto ad assentarsi dal lavoro senza per questo commettere un illecito disciplinare. In questi casi l’assenza è giustificata.

I casi di assenza giustificata sono, in generale, tutti quei casi in cui un motivo valido ed oggettivo impedisce al lavoratore la regolare presenza al lavoro. Questo è il caso, ad esempio:

  • dell’assenza per malattia;
  • dell’assenza per infortunio;
  • di un’assenza determinata da una causa di forza maggiore (ad esempio incidente, rottura del veicolo, condizioni meteorologiche avverse, etc.).

In questi casi il dipendente non si reca regolarmente al lavoro perché sussiste un impedimento o psico-fisico o esterno che glielo impedisce. In tutte queste ipotesi il lavoratore non sta commettendo una infrazione disciplinare e l’unica cosa che gli si può chiedere è di comunicare tempestivamente l’assenza all’azienda così da permettere al datore di lavoro di organizzarsi per tempo e gestire la non presenza del dipendente.

In altri casi l’assenza giustificata deriva non da un fatto che sopraggiunge e che impedisce al lavoratore di recarsi al lavoro ma dal fatto che il dipendente fruisce di un permesso previsto dalla legge, dal contratto collettivo di lavoro o dal contratto individuale di lavoro.

Questa ipotesi ricorre in tutti quei casi in cui viene stabilito il diritto del dipendente a non recarsi al lavoro mantenendo comunque la retribuzione, per un certo numero di giornate.

In questa categoria si possono ricomprendere:

  • le ferie: sono un diritto inalienabile del dipendente che ha diritto ad un numero di ferie minimo stabilito dalla legge [1], pari a 26 giorni annui, oltre a eventuali ulteriori giorni di ferie previsti dal contratto collettivo di lavoro o dal contratto individuale di lavoro. Le ferie altro non sono che dei giorni di riposo in cui il dipendente può starsene a casa ma viene pagato lo stesso come se lavorasse;
  • i permessi retribuiti: sono in tutto e per tutto equiparabili alle ferie. Si tratta in ogni caso di ore o giornate in cui il dipendente può assentarsi dal lavoro mantenendo il diritto ad essere retribuito.

Quali sono i tipi di permesso retribuito?

Mentre l’istituto delle ferie è disciplinato direttamente dalla legge, i permessi retribuiti non hanno una disciplina legislativa organica. Infatti, ci sono vari tipi di permesso retribuito che possiamo distinguere in:

  • permessi retribuiti previsti dalla legge;
  • permessi retribuiti previsti dal contratto collettivo di lavoro;
  • permessi retribuiti previsti dal contratto individuale di lavoro.

I principali permessi retribuiti previsti dalla legge sono

  • i cosiddetti permessi 104, ossia i permessi retribuiti previsti per i dipendenti disabili o per i parenti di disabili in condizione di gravità [2] e concessi al fine di provvedere all’assistenza del disabile;
  • i permessi retribuiti previsti con riferimento alla maternità e alla paternità [3];
  • i permessi retribuiti previsti per sostenere gli esami universitari;
  • i permessi retribuiti previsti per i dipendenti che assumono cariche istituzionali o sindacali.

I contratti collettivi di lavoro possono prevedere ulteriori ipotesi di permessi retribuiti oltre a quelli stabiliti dalla legge. Sotto questo profilo è bene chiarire che le previsioni dei CCNL possono essere solo migliorative nei confronti dei dipendenti e non peggiorative.

I principali permessi retribuiti introdotti dai CCNL, in aggiunta a quelli di legge sono:

  • permessi retribuiti cosiddetti ROL: molti CCNL, in aggiunta alle ferie previste dalla legge, prevedono il diritto di dipendenti ad assentarsi in modo giustificato dal lavoro e mantenendo la retribuzione, per un certo numero di ore all’anno. Questi permessi sono detti ROL, acronimo di riduzione orario di lavoro, e le regole in base alle quali i ROL possono essere fruiti sono interamente stabiliti dal CCNL di riferimento. A differenza delle ferie, per le quali la legge stabilisce il principio della non monetizzabilità, salvo che per gli eventuali giorni di ferie concessi dal CCNL in aggiunta a quelli di legge, i ROL possono sempre essere monetizzati se non sono stati fruiti;
  • ex festività o festività soppresse: in molti CCNL, oltre ai ROL, compaiono anche i permessi per ex festività o festività soppresse. Si tratta di ore di permesso retribuito che vengono concesse ai dipendenti per compensare la soppressione di alcune festività nazionali in cui precedentemente i dipendenti non dovevano lavorare;
  • permessi retribuiti per motivi di studio o di formazione: molti CCNL prevedono che il dipendente che frequenti determinati corsi di studio abbia diritto ad un numero di permessi retribuiti stabilito direttamente dal CCNL;
  • permessi retribuiti per particolari eventi della vita: molti CCNL prevedono che spettano al dipendente un certo numero di ore o giorni di permesso retribuito in determinati eventi della vita come, ad esempio, in caso di matrimonio, in caso di nascita di figli, in caso di lutto di famigliari, etc.
  • permessi retribuiti per motivi personali: molti CCNL prevedono una speciale categoria di permesso retribuito che può essere chiesto dal dipendente per motivi personali, senza che sia specificato qual è il motivo che giustifica tale richiesta.

Non accade quasi mai ma, in teoria, i permessi retribuiti potrebbero essere accordati al dipendente anche nel contratto individuale di lavoro il quale potrebbe, infatti, prevedere un numero di giorni  di permessi maggiore di quello previsto nel CCNL o, in teoria, introdurre nuove tipologie di permesso.

Cosa sono i permessi retribuiti per motivi personali?

I permessi retribuiti per motivi personali sono una categoria di permessi retribuiti interamente creata dalla contrattazione collettiva e in particolare sono previsti dai CCNL del comparto pubblico. Non è dunque possibile darne una definizione omogenea e valida per tutti in quanto questi permessi sono interamente disciplinati dal contratto collettivo di lavoro. Facciamo alcuni esempi.

Il CCNL scuola prevede che  il dipendente, ha diritto, a domanda, nell’anno scolastico, a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione.

Col tempo è stato chiarito che è rimessa a ciascun dipendente la possibilità di individuare le situazioni soggettive o le esigenze di carattere personale o familiare ritenute più opportune ai fini del ricorso a tale particolare tutela contrattuale e il Dirigente scolastico non può sindacare le motivazioni addotte.

Anche il CCNL sanità prevede che i dipendenti possano fruire di tre giorni all’anno di permessi per motivi personali o famigliari.

I tre giorni possono essere fruiti anche in ore, per un totale di 18 ore all’anno, specificando che:

  • in una stessa giornata non si possono fruire i permessi retribuiti per motivi personali ed altri permessi;
  • i permessi retribuiti per motivi personali possono essere fruiti anche per la durata dell’intera giornata lavorativa comportando dunque una intera giornata di assenza giustificata.

Modello richiesta permesso retribuiti per motivi personali

Il lavoratore che vuole usufruire dei permessi retribuiti per motivi personali deve, innanzitutto, verificare cosa prevede in materia il contratto collettivo applicato al proprio rapporto di lavoro.

Come detto, infatti, sono i contratti collettivi a prevedere questi permessi ed è nei CCNL stessi che vanno ricercate le regole che disciplinano tali permessi.

GUARDA IL VIDEO


Modello di richiesta di permesso retribuito per motivi personali nel comparto scuola

DOMANDA DI PERMESSO RETRIBUITO

PERSONALE DOCENTE/ATA TEMPO INDETERMINATO

Al Dirigente Scolastico

Oggetto: RICHIESTA PERMESSO RETRIBUITO PERSONALE DOCENTE/ATA A TEMPO INDETERMINATO

__l__ Sottoscritt_ ______________________________________ in servizio nella scuola  _________________________ in qualità di docente/Non docente  con contratto a TEMPO INDETERMINATO,

chiede

alla S.V. un permesso retribuito a partire dal ……………… fino al ………………. gg. ………… per il/i seguente/i motivo/i:

Ž   Partecipazione concorsi o esami

Ž   Lutto familiare

Ž   Particolari motivi personali o familiari (allega documentazione)

Ž   Matrimonio

DICHIARA di aver fruito nel corrente anno scolastico di n. ……….. giorni di permesso retribuito per __________________________________________________________ .

Durante tale periodo sarà reperibile al seguente indirizzo:

Località _______________________________________________________________

Via ________________________________ n. ____ tel ._________________________

Data …………………                                                          …………………………………………………………

Firma

note

[1] D. Lgs. n. 66/2003.

[2] L. n. 104/1992.

[3] D. Lgs. n. 151/2001.


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