Diritto e Fisco | Articoli

Carta di credito e Bancomat: cosa cambia dal 2019?

31 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 Dicembre 2018



Nuovi sistemi di pagamento con le carte di debito per dare maggiore impulso alla moneta elettronica. Ma restano i problemi dei costi alti per gli esercenti.

La tecnologia sta a cuore agli italiani? Dipende per che cosa. Gli occhi sono sempre più puntati su telefonini e tablet, in auto non si guarda più una mappa ma si segue il navigatore, carta e penna per scrivere una lettera non si usano più da una vita ma si preferisce l’e-mail se non addirittura la messaggistica dei social network. Eppure, c’è una parte di noi che ancora rifiuta uno degli strumenti che potrebbero cambiare la nostra quotidianità: il pagamento con carta di credito e Bancomat. La moneta elettronica c’è in quasi tutti i portafogli ma viene usata molto meno di quanto si potrebbe utilizzare. Per non parlare della possibilità di pagare con il cellulare grazie alle app: si continua a preferire i cari vecchi contanti. Perché? È il consumatore che non ha ancora acquisito del tutto l’abitudine di pagare qualsiasi cosa con carta di credito o Bancomat? Oppure sono certi commercianti che scoraggiano l’utilizzo della moneta elettronica per via dei costi elevati? Forse la svolta sta per arrivare ed i sistemi di pagamento elettronico saranno più convenienti. Per tutti. Ma cosa cambia dal 2019?

Appare quasi epocale il cambiamento introdotto dal servizio Bancomat Pay, quello che da gennaio 2019 consente di fare un pagamento online con il proprio Bancomat e non solo con la carta di credito o con altri sistemi come PayPal. Un sistema ibrido, abbinato, come vedremo tra poco, allo smartphone, che potrebbe cambiare le abitudini dei 37 milioni di italiani titolari di una tessera Bancomat e proprietari di un telefonino rendendo i pagamenti più convenienti e, soprattutto, più comodi.

Potrebbero migliorare le cose anche per i negozianti, molti dei quali oggi lamentano dei costi molto alti sull’utilizzo dei Pos, cioè dei dispositivi che consentono il pagamento con carta di credito e Bancomat. Qualche promessa di abbassare le commissioni è arrivata, anche se potrebbe non bastare a rendere i pagamenti più convenienti dal 2019 e, quindi, ad incoraggiare i commercianti.

Vediamo che cosa può cambiare – se cambierà – dal 2019 sui pagamenti con carta di credito e Bancomat e se davvero saranno più convenienti.

Bancomat Pay: che cos’è e come funziona?

Come accennato, da gennaio 2019 è attivo il servizio Bancomat Pay, un sistema di pagamento che consente ai titolari di una tessera Bancomat di pagare attraverso il proprio numero di cellulare sia un acquisto online sia quello effettuato in un normale negozio, purché convenzionato.

Il servizio permette anche di pagare tasse e multe attraverso PagoPA (vedi sotto) oppure di trasferire dei soldi ad un’altra persona.

In particolare, Bancomat Pay funziona attraverso il servizio Jiffy, cioè quello che dà la possibilità di inviare o di ricevere del denaro attraverso uno smartphone. È sufficiente:

  • scaricare l’applicazione Bancomat Pay;
  • associare il proprio numero di telefono all’Iban;
  • fornire le autorizzazioni per inviare dei soldi selezionando il beneficiario dalla rubrica telefonica, purché anche il destinatario abbia attivato il servizio.

L’alternativa è quella di pagare attraverso il codice QR o di avvicinare il cellulare al Pos, nel caso si faccia un acquisto in un negozio fisico.

Utilizzare questo servizio significa non portare con sé per forza la tessera Bancomat e non dover digitare al momento dell’acquisto un codice Pin o una password: basta registrarsi e utilizzare il proprio numero di cellulare. E sperare che il negozio (fisico o virtuale) in cui si vuole fare l’acquisto sia convenzionato con PagoBancomat. Altrimenti, sarà necessario utilizzare altri sistemi di pagamento come la carta di credito o i contanti.

PagoPA: che cos’è e come funziona

L’abbiamo appena citata: altra novità importante che riguarda i pagamenti elettronici è la possibilità di utilizzare il Bancomat per pagare online un tributo, una tassa, una multa o qualsiasi altro tipo di debito con la Pubblica amministrazione. In questo caso, il servizio di chiama PagoPA.

Non si tratta, dunque, di un sito ma di una modalità di pagamento da effettuare collegandosi (questa volta sì) al sito dell’ente pubblico al quale vanno versati i soldi oppure usando la sua app. Quindi, se ti è arrivata una multa dal Comune di Milano, dovrai collegarti al sito del municipio milanese o utilizzare l’app del Comune di Milano per pagarla.

Puoi, però, usare altri canali fisici o virtuali di istituti di credito o di altri Prestatori di servizi di pagamento (Psp) come ad esempio:

  • un’agenzia della tua banca;
  • l’home banking del tuo prestatore di servizi di pagamento;
  • lo sportello Atm della tua banca (se abilitato);
  • i punti vendita Sisal, Lottomatica e Banca 5;
  • un ufficio postale.

Con PagoPA, dunque, puoi fare dei pagamenti alla Pubblica amministrazione, ma anche versare una tassa universitaria ad un ateneo pubblico oppure la tassa all’Asl per fare la patente.

Pagamento elettronico con le app: come funziona?

Il cellulare, dunque, non solo come strumento per comunicare ma anche per pagare un acquisto o una tassa. Ma come funziona il pagamento con le app? E soprattutto: è conveniente o bisogna sostenere dei costi in più?

Cominciamo a dare la seconda risposta: le app per il pagamento elettronico sono gratuite ed hanno la stessa tutela della sicurezza riservata alle carte di credito. L’unico problema è che bisogna avere un certo tipo di smartphone e che se cambi telefono devi anche cambiare app. I vantaggi sono la comodità e la velocità con cui si fa un pagamento. Applicazioni come Google Pay, Apple Pay o Samsung Pay (per citare le più diffuse) si sostituiscono alla carta di credito per permettere di pagare avvicinando il cellulare al Pos.

Ecco le app più popolari per il pagamento elettronico ed a quali banche o carte di credito sono abbinate:

  • Google Pay. Si può scaricare da Googla Play e funziona su uno smartphone Android o su uno smartwatch Wear Os. Si abbina alle carte di credito Maestro, Mastercard e Visa che sono state emesse da Banca Mediolanum, Boon, Hype, N26, Widiba, Nexi, Revolut e Bcc;
  • Apple Pay. Com’è facile intuire, funziona su iPhone, Apple Watch e iPad. Si abbina alle carte Mastercard di Unicredit, Carrefour Banca, conto Boon con Mastercard, carte Banca Mediolanum, Intesa SanPaolo, Fineco Bank, Bcc, Widiba, American Express, Hype, Nexi, Allianz, Buddy-bank e N26;
  • Samsung Pay. Da scaricare sui telefoni Galaxy (S, A o Note) e sugli smartwatch Gear S3 classic/frontier e Gear Sport. Si utilizza con carte Maestro, Visa, Mastercard, VPay di Banca Mediolanum, Bnl, Che Banca!, Hello Bank, Intesa Sanpaolo, Nexi, Unicredit e Bcc;
  • Hype. Si tratta di una carta virtuale Mastercard prepagata ed emessa da Banca Sella. Si utilizza tramite un’app scaricabile su iOS, Windows Phone e Android. La ricarica massima annua è di 2.50 euro e non si paga canone nella versione base;
  • Satispay. Per utilizzare questa app occorre avere un conto moneta elettronica gratuito ma anche un conto corrente o una carta prepagata con Iban. Il pagamento non prevede commissioni nei negozi per le spese fino a 10 euro;
  • Tinaba. Come nel caso precedente, chi scarica questa app deve attivare un conto moneta elettronico, in questo caso con Banca Profilo, per una disponibilità massima di 1.000 euro. Consente il pagamento peer to peer e senza Pos e non prevede commissioni per il commerciante.

Carta di credito e Bancomat: quanto costano ai commercianti?

Dicevamo all’inizio che alcuni esercenti rifiutano il pagamento con carta di credito o Bancomat, specialmente se si tratta di acquisti al di sotto di una certa cifra. Il perché si capisce subito: i costi per mantenere attivo il Pos, cioè il dispositivo che consente questo tipo di operazioni.

Quanto ci perde un barista che accetta il pagamento di una birra piccola da 3,50 euro con la moneta elettronica? Circa 40 centesimi, a seconda della sua banca di riferimento. Quanto ci perde un negoziante che vende un a camicia da 100 euro? Un po’ di meno in percentuale (perché il prezzo aumenta) ma sempre attorno all’8%, cioè 8 euro. Tenuto conto che qui parliamo solo di commissioni per il pagamento elettronico e che sull’incasso vanno versate le tasse.

Per agevolare consumatori ed esercenti, potrebbero essere annullate le commissioni interbancarie per i pagamenti che non arrivano ai 15 euro. Significa – secondo le previsioni del Consorzio Bancomat – che non si pagherebbero le commissioni pagate dalla banca collegata al Pos dell’esercente a quella che ha emesso la carta di credito o il Bancomat del cliente. Resta, però, da vedere quante banche saranno disposte ad abbassare le commissioni applicate direttamente ai commercianti.

Possono aumentare i prezzi per compensare le commissioni?

Si sa che una cosa è dire «non si deve» ed un’altra ben diversa è dire «non si può». Tutto si può fare, anche quello che non si deve fare. Compreso alzare il prezzo di un prodotto o di un servizio per compensare il costo del Pos che consente il pagamento elettronico. La legge lo vieta ma c’è chi guarda da un’altra parte ed applica lo stesso il rincaro. E non si tratta solo di esercenti privati ma anche di qualche azienda che gestisce il trasporto pubblico, ad esempio, il cui comportamento è finito sul tavolo dell’Antitrust.

Non è sanzionato nemmeno – per quanto non sia legale – esporre un cartello in cui si dice che non si accettano carte di credito o Bancomat per i pagamenti al di sotto di una certa cifra (c’è chi, addirittura, lo espone dicendo che accetta solo i contanti, cosa che non sta proprio in piedi). I commercianti avranno le loro ragioni, ma non devono essere sempre i consumatori a pagarne le conseguenze.

note

Autore immagine: Pixabay.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA