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Qualcuno sta tentando di entrare nel tuo profilo Facebook

27 Marzo 2013 | Autore:
Qualcuno sta tentando di entrare nel tuo profilo Facebook

Phishing e crimini informatici: le nostre password – nate, come sistema di protezione, in epoche in cui i nostri computer non erano iperconnessi alla rete – oggi  non sono più sicure.

Qualcuno potrebbe aver accesso al tuo account”: un’email a prima vista riconducibile a Facebook è entrata nella mia casella di posta elettronica e, con questo messaggio d’allerta, mi invita ad accedere con urgenza al profilo social.

Nelle situazioni di allarme, i freni della prudenza vengono normalmente compressi. E questo lo sanno bene i phisher quando creano spam come quello il cui testo riporto qui di seguito:

Gentile Cliente,

Sembra che qualcuno abbia accesso al tuo account Facebook.

Per proteggere il tuo account, e necessario rispondere ad alcune domande.

Per motivi di sicurezza, nessuno puo vedere su Facebook fino a proteggere l’account.

» https://www.facebook.it

Grazie,

The Facebook Security Team

Tutto sembra riconducibile a Facebook. Pure lo stesso dominio di posta del mittente finisce con @facebook.com. Il che tranquillizza circa la genuinità dell’email. L’utente, il più delle volte, ci casca, proprio perché allertato dall’urgenza e dal timore che qualcuno, entrato nel profilo, stia violando la sua privacy.

E invece, è il solito vecchio tentativo di acquisire dati dell’utente. La pagina a cui quest’ultimo approda è una ricostruzione in tutto e per tutto identica alla home di Facebook, ove gli vengono richieste le credenziali d’accesso e, una volta immesse, automaticamente clonate.

Gli hackers ottengono le nostre password con l’inganno.

Chi si dà tanta pena per rovinarci la vita? due gruppi che fanno paura allo stesso modo: le organizzazioni criminali e i ragazzini annoiati. Le organizzazioni fanno paura perché efficienti e mostruosamente prolifiche. Gli adolescenti, però, non sono meno pericolosi. Perché sono innovativi e perché, per attaccare, non scelgono solo chi è titolare di grosse fortune. Chiunque potrebbe, allora, cadere nella rete.

Le password non sono sicure

Il limite del sistema di riconoscimento tramite password è di fare leva su un elemento che, per sua natura, è corruttibile: la memoria umana. Le password vengono dimenticate e perciò l’utente tende a standardizzarle, quando addirittura non usa sempre la stessa combinazione di caratteri alfanumerici.

Il che vuol dire che, molto probabilmente, la password di Facebook è la stessa della email.

Ed è proprio in questo modo che, come i razziatori di rifiuti nelle spazzature, gli spammers entrano nelle caselle di posta. A volte si nascondono là dentro, al silenzio: osservano per giorni il comportamento dell’utente, ne studiano le mosse, leggono il contenuto dei suoi messaggi, assimilano il suo modo di scrivere una mail, il numero di punti sospensivi, dei punti esclamativi, i messaggi inviati ai propri consulenti, al commercialista per esempio. O semplicemente vanno a caccia di dati, di codici di apertura dell’e-banking o dell’email di parenti. Una volta acquisiti i dati, partono gli ordini di accredito su altri conti, l’utilizzo dei codici segreti delle carte di credito o di postpay.

L’80% delle truffe informatiche parte proprio da questi sistemi: da un semplice e apparentemente messaggio del social network.

 


Che fare in questi casi

Mai farsi prendere dal panico. Una volta ricevuto un messaggio sospetto, potrete verificare voi stessi, autonomamente, se quel che vi è scritto corrisponde a verità. Dunque, non accedete mai alla homepage di Facebook (o di qualsiasi altro account sia in sospetto di fronde, come PostePay, il vostro Istituto di Credito, ecc.) attraverso il link che vi viene riportato nella mail. Piuttosto aprite la home page manualmente, digitando voi stessi, direttamente dal browser, l’url corretto. In questo modo, avrete la certezza di non approdare in pagine fasulle.


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