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Visita fiscale: differenza tra malattia e convalescenza

31 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 Dicembre 2018



Quando il lavoratore malato è in convalescenza può passare la visita fiscale, e che cosa succede se il medico dell’Inps constata la guarigione?

Sei guarito da poco, ma le giornate di malattia assegnate dal tuo medico curante non sono ancora terminate? Se stai bene e non hai alcun tipo di problema nello svolgimento dell’attività lavorativa, devi chiedere al medico curante il certificato di guarigione, per poter rientrare al lavoro. Se rientri in servizio senza il certificato di guarigione, il datore di lavoro può essere sanzionato per averti fatto lavorare in malattia, e tu puoi perdere l’indennità per malattia corrisposta dall’Inps.

Che fare, però, se sei convalescente, cioè se sei uscito dalla fase acuta della malattia, ma il tuo organismo non si è completamente normalizzato? Devi rientrare al lavoro perché ti senti meglio, oppure devi restare a casa per evitare una ricaduta? Durante la convalescenza il medico fiscale può passare per un controllo e, se sì, c’è il rischio che contesti le assenze per malattia perché sei guarito? E quando la convalescenza segue un infortunio o un intervento chirurgico?

Cerchiamo di fare il punto sulla visita fiscale: differenza tra malattia e convalescenza, che cosa deve verificare il medico dell’Inps e che cosa potrebbe contestare.

Che cos’è la visita fiscale?

La visita fiscale è una visita di controllo che viene effettuata da un medico incaricato dall’Inps: il medico, nel dettaglio, può essere inviato dal datore di lavoro (pubblico o privato: in quest’ultimo caso le spese della visita sono a suo carico), oppure d’ufficio dall’Inps, per un controllo a campione.

Durante la visita, il medico fiscale controlla lo stato di salute del lavoratore e la correttezza della prognosi, cioè dei giorni di malattia assegnati dal medico curante: può rettificare la prognosi aumentando o riducendo le giornate di riposo, oppure può constatare che la patologia o l’infortunio del lavoratore sono insussistenti.

Che differenza c’è tra malattia e convalescenza?

Il dipendente al quale sono state assegnate dal medico curante delle giornate di riposo per malattia può trovarsi nella fase acuta della patologia, oppure in convalescenza. La convalescenza è quella particolare fase in cui l’interessato non si è ancora ripreso del tutto, da una malattia o da un infortunio o un intervento, ma è ancora molto debole e può essere facilmente interessato da una ricaduta o, in generale, da un peggioramento delle condizioni di salute.

Chi è convalescente deve tornare al lavoro?

Durante la convalescenza l’organismo non si è ancora completamente ristabilito, per cui è opportuno aspettare prima di rientrare al lavoro, per evitare che lo stato di salute si aggravi nuovamente.

Spetta comunque al medico curante decidere se il lavoratore convalescente può riprendere servizio o meno, sulla base delle condizioni dell’interessato e della loro compatibilità con l’attività lavorativa svolta.

Sono convalescente: può passare la visita fiscale?

Il medico dell’Inps può passare, per la visita fiscale, durante le giornate di assenza per malattia comunicate all’Inps dal medico che ha emesso il certificato.

Può passare dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, se il lavoratore è un dipendente del settore privato, e dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 se dipendente pubblico. La visita fiscale può avvenire anche nelle domeniche, nelle giornate festive, e persino più volte nell’arco dello stesso periodo di assenza per malattia, e addirittura nella stessa giornata.

Se, dunque, il lavoratore assente per malattia è convalescente, il medico fiscale può venire a fargli visita. Se, invece, il lavoratore è convalescente, ma è rientrato in servizio (previa presentazione del certificato di guarigione da parte del medico curante), il medico dell’Inps, ovviamente, non può passare, perché l’assenza per malattia è terminata.

Che succede se per il medico fiscale non sono malato?

Riconoscere lo stato di malattia, quando il lavoratore è convalescente da tempo e ormai in via di guarigione, non è semplice: è più facile accertare lo stato di convalescenza quando questo segue un infortunio o un intervento chirurgico.

In ogni caso, se il medico dell’Inps passa parecchio dopo l’inizio del periodo di malattia, è difficile che possa contestare l’insussistenza della patologia, in quanto il dipendente potrebbe essersi completamente ristabilito prima del termine indicato nel certificato del medico curante. In questi casi, comunque, il medico fiscale potrebbe anticipare la data di rientro al lavoro.

Se, invece, la visita fiscale avviene sin dai primi giorni di assenza, è assai difficile per il lavoratore dimostrare una guarigione immediata: il medico dell’Inps potrebbe dunque contestare l’inesistenza della patologia, determinando il mancato riconoscimento, per il dipendente, dell’indennità di malattia.

Posso contestare l’esito della visita fiscale?

Il medico dell’Inps è passato mentre sei in convalescenza e ha disposto l’immediato rientro al lavoro, ma tu ti senti ancora molto debole?

Devi sapere che puoi contestare il certificato emesso dal medico fiscale, che è di pari valore rispetto a quello emesso dal tuo medico curante. Il medico fiscale, in questo caso, deve annotare la tua contestazione sul referto redatto e consegnarla all’Inps assieme al certificato: a decidere sarà il coordinatore sanitario della competente sede Inps.

In attesa della decisione, però, puoi evitare di rientrare al lavoro, rispettando il certificato redatto dal tuo medico.

Il tuo comportamento, rispettoso del giudizio fornito dal medico di famiglia e non di quello del medico dell’Inps, non può dar vita a un licenziamento, e la tua assenza dal lavoro non può considerarsi ingiustificata [1].

note

[1] Cass. sent. n. 21667 del 19 settembre 2017.


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