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Bonus studenti universitari fuori sede: novità

20 Novembre 2017
Bonus studenti universitari fuori sede: novità

Vediamo in cosa consiste il bonus per gli studenti universitari fuori sede, quali sono le agevolazioni fiscali previste e le novità sul punto

Buone notizie per i genitori degli studenti universitari fuori sede. Chi ha un figlio o una figlia che frequenta l’università e l’Ateneo in cui studia si trova lontano da casa potrà giovarsi del bonus per gli studenti universitari fuori sede. Vediamo, dunque, in cosa consiste il bonus per gli studenti fuori sede e quali sono le agevolazioni fiscali previste.

Bonus per gli universitari fuori sede: cos’è

Quando un figlio “parte” per l’Università, una delle spese maggiori che i genitori dovranno sostenere per mantenerlo agli studi riguarda l’affitto della casa. Proprio per questo motivo, è stato previsto il bonus per gli studenti universitari fuori sede. Per ottenere il bonus è necessario che il Comune  in cui si trova l’Università sia diverso da quello di residenza e si trovi, inoltre, ad una determinata distanza dal luogo di residenza (di seguito vedremo quale).

Con questo bonus si può detrarre il 19% del canone di locazione per un’unità immobiliare che si trova nel Comune dove ha sede l’Università. L’importo non deve essere superiore a 2.633 euro ed inoltre il contratto deve essere stipulato ai sensi della legge concernente le locazioni ad uso abitativo [1]. Ciò posto, vediamo più nel dettaglio quello che c’è da sapere per scaricare le spese d’affitto degli studenti fuori sede e le novità di recente introdotte sul punto.

Contratti studenti fuori sede: bonus 2018

Con il recente D.l. fiscale [2] sono state introdotte delle novità in tema di detrazione sui contratti di affitto degli universitari che studiano lontano da casa. In particolare, è stata ampliata la platea dei soggetti che potranno beneficiare del bonus; non sono mutati invece gli importi detraibili in fase di dichiarazione dei redditi.

Bonus universitari: si accorciano le distanze

Innanzitutto sono state “accorciate” le distanze; di conseguenza – come anticipato – è aumentato il numero degli studenti che potranno beneficiare del bonus. Prima, infatti, il bonus per gli studenti universitari fuori sede poteva essere richiesto solo se tra la città di residenza e quella universitaria  vi fosse una distanza di oltre 100 km. Ad oggi, invece, il bonus vale anche se  le la provincia di residenza e quella in cui è situata l’Università sia la stessa. Inoltre, con particolare riferimento agli studenti universitari che risiedono in zone montane o disagiate, spesso obbligati ad affittare casa per poter frequentare le lezioni universitarie, la distanza si riduce alla metà. Dunque, per poter usufruire del bonus è sufficiente che intercorrano 50 km tra il comune di residenza e quello in cui si trova la casa presa in affitto per poter andare all’Università.

Contratti studenti fuori sede: resta il limite del 19%

Non mutano, invece, gli importi detraibili e la percentuale che si può recuperare in fase di dichiarazione dei redditi. Resta, infatti, il limite del 19% su un tetto di 2.633 euro all’anno per la detrazione dei contratti di affitto di studenti fuori sede.

Studenti fuori sede: contratti regolari

Il bonus, inoltre, potrà esser fatto valere a condizione che il contratto di locazione sia stato regolarmente stipulato. A ben vedere, infatti, uno degli obiettivi di questa agevolazione è proprio quello di disincentivare il mercato degli affitti in nero, spingendo gli inquilini a chiedere e pretendere dal proprietario di casa la regolare registrazione del contratto per poter aver accesso alle agevolazioni fiscali e recuperare fino al 19%. Quello degli affitti in nero, infatti, resta ancora un problema attuale, soprattutto nelle grandi città universitarie.

Nell’agevolazione rientrano anche i contratti stipulati con le Università, gli Enti per il diritto allo studio ed i collegi universitari. Il bonus vale anche per le locazioni transitorie e per chi affitta soltanto una stanza all’interno di un’abitazione, l’importante è che non si tratti di un subaffitto. Per poter usufruire di questa agevolazione bisogna dimostrare che lo stabile in cui si va a vivere sia, ovviamente, più vicino all’Università rispetto al Comune di residenza dello studente. A queste condizioni, lo studente (o, più probabilmente, i suoi genitori) potranno detrarre le spese dell’affitto. Il bonus è valido anche se non si tratta di un figlio, ma di un familiare fiscalmente a carico e può esser fatto valere anche per gli studenti che si trovano a dover frequentare un Ateneo all’estero. Il tetto fissato, come anticipato, è di 2.633 euro all’anno.

 


note

[1] L. n. 431 del 09.12.98.

[2] D. l. n. 148 del 16.10.2017. 

Autore Immagine: Pixabay.com


6 Commenti

  1. Tranne piccole variazioni nessuna novità… Io pago due affitti ma il limite resta sempre quello… Sono anni ormai che lo stato ci aiuta così… Ne abbiamo le tasche piene…

  2. Cambia qualcosa se si paga l’affitto di una stanza all’interno di un appartamento in un residence adiacente all’università dove si frequenta un master?

  3. il bonus mi sembra un po’ ingannevole mia figlia abita fuori a 60 km da Roma perché no bonus lei prende il treno tutti i giorni e paga tutto abbiamo provato con l ‘affitto ma con il ”bonus ” non ci faresti nulla gli affitti sono sproporzionati e troppo lontani dalla sede universitaria quindi proporrei come nelle altre citta’ invece dei bonus semplicemente fare degli alloggi fattibili per loro nelle vicinanze delle sedi a prezzi ragionevoli che ogni famiglia
    possa permettersi.

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