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Professionisti e aziende colpite dall’aumento IVA per comprare l’auto

16 Ottobre 2013 | Autore:
Professionisti e aziende colpite dall’aumento IVA per comprare l’auto

Comprare l’auto per professionisti e imprese sarà più caro dopo l’aumento dell’IVA al 22% per via dell’effetto dell’indetraibilità parziale dell’imposta prevista dalla legge: essa non consente infatti di dedurre interamente l’IVA pagata sull’acquisto dell’auto e di tutti i costi di gestione inerenti.

 

L’Iva è un’imposta neutrale per l’azienda e i professionisti poiché quanto pagato sugli acquisti va compensato con quanto incassato dai clienti. Sono questi ultimi – e non le aziende – i soggetti su cui ricade il tributo. In teoria, quindi, l’aumento dell’IVA dal 21% al 22% non avrebbe dovuto avere alcun impatto per le auto acquistate da imprese e professionisti: la realtà è ben diversa.

Anche le aziende e i professionisti subiscono l’aumento dell’IVA: infatti, l’imposta pagata per l’acquisto di auto e di beni e servizi riferibili all’uso della stessa (manutenzione, carburante, pneumatici, etc.) non è interamente deducibile come ogni altro acquisto.

La legge [1] prevede che per le auto utilizzate indirettamente per l’attività d’impresa e quelle dei professionisti l’Iva è indetraibile per il 60%. La detraibilità resta invece integrale nel caso di uso dell’auto direttamente per fini aziendali, uso che dovrà essere documentato, come nel caso delle auto di agenti e rappresentanti, taxisti e per le società di noleggio e leasing. Solo in tali ultimi casi l’incremento di aliquota non ha ripercussioni sui soggetti.

Da ciò deriva che l’aumento dell’aliquota al 22% genera ricadute in termini di maggiori imposte, non solo per i consumatori finali che sono i destinatari dell’IVA, ma anche per imprese e professionisti che non utilizzano in modo diretto l’auto per la loro attività.

Per esempio

Prima dell’aumento, un professionista o un’impresa che acquistava un’auto di € 15.000 pagava in fattura € 3.150 per Iva (21%), di cui poteva “scaricare” come credito il 40% e cioè € 1.260; per cui l’Iva che effettivamente incideva sul soggetto era di € 1.890 (60%).

Con l’aumento al 22% la situazione è diversa: su un’auto di € 15.000,00 l’Iva sarà di € 3.300, di cui sarà possibile “scaricare” solo il 40% pari a € 1.320; il resto di € 1.980 inciderà direttamente sul soggetto.

Confrontando la situazione precedente con quella attuale, avremo 90 € (= € 1980 – € 1890) in più per ogni auto acquistata ad un prezzo di € 15.000.

In verità, l’effetto dell’aumento sarà maggiore poiché il meccanismo, come già detto, andrà a colpire anche i costi di gestione: quelli diretti all’acquisto di beni e servizi necessari per il funzionamento dell’auto come carburante, spese di manutenzione, pezzi di ricambio e pneumatici.


note

[1] Art. 19-bis1, lettera c), del DPR 633/72


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