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Pensione, posso ricongiungere gli anni pre-ruolo?

22 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 Gennaio 2019



L’insegnante può chiedere la ricongiunzione degli anni precedenti al ruolo ai contributi versati nella gestione dipendenti pubblici?

Che fine fanno i contributi degli insegnanti versati prima del passaggio di ruolo? Spesso le carriere dei docenti prima dell’immissione in ruolo risultano varie e discontinue: c’è chi ha effettuato delle supplenze nelle scuole statali, chi ha insegnato in scuole paritarie, chi ha svolto dei dottorati di ricerca.

Ma come si valutano questi periodi ai fini della pensione? Si deve chiedere la ricongiunzione?

Devi sapere, innanzitutto, che se il servizio pre-ruolo ha comportato dei versamenti contributivi presso la gestione dei dipendenti pubblici, cioè presso l’ex Inpdap (cassa Tesoro/Ctps), non è necessario chiederne la ricongiunzione, in quanto, per il servizio di ruolo, i contributi risultano accreditati in questa stessa gestione. Altra questione, invece, è chiederne la valutazione all’amministrazione ai fini della ricostruzione della carriera.

Se il servizio svolto precedentemente all’immissione in ruolo ha comportato dei versamenti presso casse differenti, ad esempio presso il fondo pensione lavoratori dipendenti dell’Inps (Fpld), è necessario, perché possano confluire presso la gestione dipendenti pubblici, chiederne la ricongiunzione. La ricongiunzione, però, può comportare dei costi non indifferenti; in alternativa, si può chiedere il cumulo o la totalizzazione, per sommare gratuitamente i periodi lavorati ai fini della pensione.

Nel caso in cui, prima dell’immissione in ruolo, sia stato svolto un dottorato di ricerca che abbia comportato il versamento dei contributi presso la gestione Separata, la ricongiunzione non è possibile, mentre è possibile richiedere il cumulo e la totalizzazione e, in alcuni casi, la particolare opzione per il computo  (che però comporta il confluire di tutti i contributi presso la gestione Separata, e non viceversa).

Se, dunque, ti stai chiedendo, in merito alla pensione, «posso ricongiungere gli anni pre-ruolo?», la risposta non è sempre positiva, ma dipende dalla gestione in cui sono accreditati i contributi. Ma procediamo per ordine e cerchiamo di capire meglio.

Si possono ricongiungere presso l’Inpdap i contributi versati alla gestione Separata?

Non è mai possibile ricongiungere alle altre casse previdenziali i contributi accreditati presso la gestione Separata.

Presso questa cassa è possibile soltanto effettuare:

  • la totalizzazione dei contributi [1], al momento della pensione: attraverso la totalizzazione dei contributi si possono sommare gratuitamente i versamenti accreditati presso la gestione Separata ai versamenti accreditati presso le altre gestioni, ai fini del diritto alla pensione; per quanto riguarda l’importo della pensione, ogni gestione calcola la sua quota di prestazione col sistema contributivo, normalmente penalizzante rispetto al calcolo contributivo o misto; con la totalizzazione si ottiene la pensione di vecchiaia, per la quale sono richiesti 66 anni di età, almeno 20 anni di contributi e una finestra di attesa di 18 mesi, o la pensione di anzianità, con 41 anni di contributi e una finestra di attesa di 21 mesi;
  • il cumulo dei contributi [2], al momento della pensione: attraverso il cumulo dei contributi si possono sommare gratuitamente i contributi accreditati presso la gestione Separata ai contributi accreditati presso le altre gestioni, ai fini del diritto alla pensione; per quanto riguarda l’importo della pensione, ogni gestione calcola la sua quota di prestazione col proprio sistema (che nel Suo caso, come osservato, sarebbe comunque contributivo);
  • il computo dei contributi: per chi si avvale del computo, tutti i contributi posseduti nelle altre casse confluiscono presso la gestione Separata e sono assoggettati al calcolo contributivo; per avvalersi del computo, però, è necessario possedere almeno un contributo accreditato al 31 dicembre 1995 (sono necessari meno di 18 anni di versamenti alla stessa data), e 15 anni di contributi complessivi, di cui almeno 5 accreditati dal 1° gennaio 1996.

Si possono ricongiungere presso l’Inpdap i contributi versati all’Inps?

Per quanto riguarda i contributi accreditati presso l’Inps Fpld (fondo pensione lavoratori dipendenti) per gli anni di lavoro prima dell’immissione in ruolo, la ricongiunzione è possibile previa domanda all’Inpdap, ma è a titolo oneroso [3], ossia a pagamento.

In ogni caso, è bene sapere che, per riunire alle annualità accreditate presso l’Inpdap gli anni di contributi versati presso l’Inps, è possibile richiedere il cumulo e la totalizzazione dei contributi, che non comportano costi.

Quanto costa la ricongiunzione da Inps a Inpdap?

Per calcolare il costo della ricongiunzione, per quanto riguarda i periodi soggetti al sistema retributivo, è necessario effettuare un primo calcolo della pensione considerando i soli contributi presenti nella gestione di destinazione, poi un secondo calcolo della pensione considerando tutti i contributi dell’interessato, come se risultassero accreditati nel fondo prescelto.

Bisogna poi fare la differenza tra i due calcoli per ottenere l’ammontare del beneficio conseguito. Una volta determinato il beneficio, questo si deve moltiplicare per un apposito coefficiente che cambia in relazione all’età, al sesso e all’anzianità contributiva del lavoratore: si ottiene, così, la riserva matematica.

Dalla riserva matematica si devono sottrarre i contributi trasferiti nella gestione di destinazione, rivalutati al tasso composito del 4,50% annuo. Infine, se la ricongiunzione è effettuata dall’Inps verso l’Inpdap (o viceversa), l’onere così ottenuto deve essere diviso per due; il costo della ricongiunzione può essere liquidato in un’unica soluzione o rateizzato, con l’applicazione degli interessi.

Per quanto concerne i contributi da ricongiungere soggetti al calcolo contributivo, la determinazione dell’onere di ricongiunzione è più semplice. Bisogna infatti:

  • prendere come riferimento la retribuzione pensionabile degli ultimi 12 mesi;
  • moltiplicare la retribuzione per gli anni da ricongiungere e per l’aliquota contributiva (33% per la generalità delle gestioni dei lavoratori dipendenti);
  • sottrarre dall’onere così ottenuto i contributi da trasferire.

Il costo della ricongiunzione, in ogni caso, è considerato un onere deducibile: diminuisce, cioè, il reddito da sottoporre a tassazione (reddito imponibile Irpef).

Come si chiede la ricongiunzione da Inps a Inpdap?

Per presentare domanda di ricongiunzione, si deve accedere al sito dell’Inps con le proprie credenziali (pin dispositivo, spid o carta nazionale dei servizi), e recarsi alla sezione: “Prestazioni e Servizi / Gestione dipendenti pubblici: servizi per Lavoratori e Pensionati/ Ricongiunzione onerosa: domanda”.

Una volta nella sezione, cliccando su “accesso” si entra nel modulo online di domanda di ricongiunzione, che va compilato e inviato telematicamente. In alternativa alla procedura online, ci si può avvalere dell’aiuto di un patronato.

Nella domanda devono essere indicati:

  •  tutti i periodi da ricongiungere, per semplificare l’evasione della richiesta;
  •  le gestioni previdenziali presso cui sono accreditati i periodi da trasferire;
  •  la data presunta del pensionamento, per consentire l’individuazione delle domande più urgenti.

La legge [4] fissa termini precisi per la definizione delle richieste di ricongiunzione. In particolare:

  • entro 60 giorni dalla domanda la gestione accentrante (l’ex Inpdap, nel caso esposto) deve richiedere la conferma dei periodi da ricongiungere;
  •  entro 90 giorni dalla predetta richiesta le gestioni previdenziali presso cui sono accreditati i periodi da trasferire devono fornire la relativa risposta;
  •  entro 180 giorni dalla domanda di ricongiunzione deve essere calcolato e richiesto all’interessato l’onere a suo carico;
  •  entro 60 giorni l’interessato deve versare il relativo importo, oppure dimostrare l’accettazione dei costi della ricongiunzione e la scelta del pagamento rateale (si può dilazionare l’onere in un massimo di 120 rate), con il versamento delle prime tre rate;
  • entro 60 giorni dalla richiesta dell’ente accentrante, la gestione interessata deve trasferire le somme corrispondenti ai contributi ricongiunti, maggiorate di interessi al tasso annuo composto del 4,50%.

I termini sopra elencati hanno però carattere ordinatorio e non perentorio.

note

[1] D.lgs. 42/2006.

[2] Art.239 e ss. L.228/2012.

[3] Art.2 L. 29/1979.

[4] Art.5 L. 29/1979.


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