Diritto e Fisco | Articoli

Agenzia Entrate e Riscossione: pagamento canone idrico e ricorso

2 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 Febbraio 2019



Ho ricevuto pochi giorni fa con raccomandata da Agenzia Entrate Riscossione un avviso semplice di pagamento del canone idrico 2013 da me in precedenza contestato con raccomandata, perchè contatore guasto, poi sostituito da tecnici del Comune senza la mia presenza (contatore posto su strada fuori dalla mia proprietà). Ho ripresentato l’istanza per annullare l’avviso che indica una cifra alta rispetto al normale consumo (1.350 euro al posto di circa 450 euro in media). Come posso tutelarmi in via definitiva? A chi devo ricorrere e quando, visto che l’avviso non contiene nessuna indicazione? Il comune con raccomandata mi ha comunicato il guasto al contatore e tale comunicazione è da me conservata.

L’unica via definitiva sarebbe quella del ricorso entro sessanta giorni dalla ricezione dell’avviso di pagamento contro l’agenzia di riscossione e il Comune dinanzi alla Commissione tributaria provinciale competente per territorio (con riguardo alla residenza del lettore).

In quel ricorso questi produrrebbe la documentazione atta a dimostrare il guasto del contatore (attraverso la raccomandata del Comune) così chiedendo al Giudice la rideterminazione dell’importo da pagare per il canone idrico del 2013.

La mancata indicazione nell’avviso di pagamento del termine di impugnazione e dell’organo dinanzi al quale può essere proposto ricorso non inficia la validità dell’atto, ma comporta, sul piano processuale, il riconoscimento della scusabilità dell’errore in cui sia eventualmente incorso il ricorrente, con conseguente riammissione in termini per l’impugnativa, ove si sia tardivamente proposta (Cassazione civile, sez. VI, 03/04/2018, n. 8077).

Tuttavia, l’importo relativamente basso del canone da pagare (€ 1.350,00) potrebbe rendere inopportuno il ricorso, alla luce delle spese legali che bisogna affrontare per la redazione, i contributi e le notifiche, oltre alla partecipazione all’udienza.

L’unica alternativa al ricorso, ad oggi, resta l’istanza in autotutela, magari presentata da un legale, con il quale allegare all’ente riscossore la documentazione ricevuta dall’ente impositore (Comune) che “confessa” il guasto, al fine di ottenere una rideterminazione dell’importo ingiustamente richiesto.

Potrebbe essere presentata anche l’istanza di cui alla legge n. 228 del 2012: con tale richiesta, si indica all’ente riscossore il motivo per cui quel credito richiesto non deve essere pagato dal contribuente.

In questo caso, a differenza dell’istanza in autotutela, l’ente riscossore sarebbe obbligato a rispondere all’istanza entro il termine di 220 giorni dal ricevimento, pena l’annullamento della cartella esattoriale in oggetto.

Tuttavia, i casi per cui solitamente viene accolta tale istanza sono:

– eventuale prescrizione del credito,

– avvenuto pagamento,

– intervenuta sentenza di annullamento dell’importo richiesto,

– sospensione giudiziale o amministrativa.

Questo non significa che il lettore non possa tentare questa strada e magari, approfittando della cattiva organizzazione dell’ente riscossore, annullare la cartella per la mancata risposta dell’agenzia.

È una soluzione economica che potrebbe risultare molto funzionale nel caso specifico.

Ovviamente questo strumento, per essere utilizzato, deve riguardare una cartella di pagamento; se ancora essa non è stata formata, allora tale strumento non potrà essere utilizzato. In questo caso, non resterebbe al lettore che attendere la notifica della cartella esattoriale. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla


scarica gratis il tuo contratto su misura

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA