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Condominio: consumo involontario e distacco da impianto centralizzato

2 Febbraio 2019
Condominio: consumo involontario e distacco da impianto centralizzato

Quinto ed ultimo piano esteso a totale pianta edificio, staccato con tubazioni intercettate ad anello prima dell’entrata in appartamento dal 2002. I consumi dell’impianto centralizzato sono diminuiti. Devo pagare il calore involontario? Nel condominio vi sono altri otto appartamenti.

Al quesito che il lettore ha posto ha dato risposta il Tribunale di Roma con due sentenze.

Nella prima sentenza (la n. 18.748 dell’11 ottobre 2016) è stato precisato che la percentuale del consumo involontario deve essere ripartita tra tutti i condomini, compresi quelli che si sono distaccati e che non utilizzino l’impianto centralizzato (in base a quello che stabiliscono le norme Uni 10200).

Nella seconda sentenza (la n. 8.737 del 4 maggio 2017) il giudice romano ha chiarito che è ormai un orientamento consolidato della giurisprudenza (cioè un orientamento stabile delle sentenze che si occupano di questo specifico problema) quello per cui il distacco dall’impianto centralizzato non fa venir meno l’obbligo, per il condomino che si è distaccato, di contribuire alle spese di manutenzione della caldaia e ad una quota delle spese di consumo del carburante a titolo di consumo involontario.

Riassumendo e semplificando si può dire che queste due sentenze stabiliscono che anche il condomino che si è distaccato è tenuto a pagare le spese relative ai consumi involontari collegati alla dispersione dell’impianto centralizzato ed il motivo è che anche gli appartamenti con impianto autonomo, che non sono cioè allacciati all’impianto centralizzato, beneficiano del calore che si disperde nel sistema di distribuzione fino al punto di distacco delle tubazioni.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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