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Diritto alla pensione: quota 100, contributi figurativi e contributi volontari

2 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 Febbraio 2019



Ipotizzando che il diritto alla pensione quota 100 si maturi con 62 (età)+38 (contributi) di cui max 2 anni di figurativi e visto il mio estratto conto posso sapere quante settimane mi mancano per soddisfare i requisiti, ipotetici, di cui sopra?Le eventuali settimane mancanti potrei coprirle con dei versamenti di contributi volontari che potrei far decorrere da una data antecedente al momento della richiesta. A quale spesa dovrei far fronte? I contributi volontari potranno essere in misura tale da coprire esclusivamente il periodo mancante oppure bisogna soddisfare un numero minimo di settimane?  

In base all’estratto conto prodotto in allegato dal lettore, la situazione è la seguente:

– 62 anni di età già compiuti;

– 715 settimane di contributi al 31/12/1992, eliminando le maggiorazioni per lavoro agricolo (che non dovrebbero valere ai fini del diritto alla quota 100) ed i periodi sovrapposti che valgono solo ai fini della misura della pensione;

– 156 settimane di contributi dal 01/01/1993 al 31/12/1995;

-1144 settimane dal 01/01/1996 al 08/01/2018;

Totale settimane di contributi utili alla quota 100 accreditati al 08/01/2018: 2.015

Corrispondenti a:

38,75 ai fini della quota, pari a 38 anni e 9 mesi di contribuzione.

Si pone tuttavia la problematica che riguarda l’utilizzabilità dei contributi figurativi. Nel caso in cui la contribuzione figurativa utile alla quota 100 risulti pari ad un massimo di 2 anni, si dovrebbero togliere dal requisito contributivo maturato ai fini della quota 100 58 settimane di contributi, mentre 104 settimane di contributi figurativi sarebbero comunque utilizzabili.

Il nuovo requisito contributivo valido ai fini della quota 100 sarebbe dunque pari a 1.957 settimane, corrispondenti a 37,63 ai fini della quota, pari a 37 anni e 7 mesi di contribuzione.

Nell’ipotesi in cui, dunque, sia possibile utilizzare 2 anni di contribuzione figurativa, ai fini della quota 100 il lettore dovrebbe versare 5 mesi di contribuzione volontaria.

Nel caso in cui, invece, non sia possibile utilizzare i contributi figurativi in modo assoluto (si tratta di una proposta minoritaria, ma che potrebbe comunque essere attuata), il lettore dovrebbe versare 2 anni e 5 mesi di contribuzione volontaria.

Quale sarebbe il costo dei versamenti volontari?

I contributi volontari si calcolano sull’imponibile relativo alle ultime 52 settimane di contribuzione obbligatoria (per la precisione, di lavoro effettivo); l’aliquota che deve essere applicata, per chi ha richiesto l’autorizzazione al versamento dopo il 31 dicembre 1995, è pari al 33% (per l’anno 2018), per i lavoratori dipendenti iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria (Ago); fanno eccezione i soli dipendenti appartenenti ad alcuni fondi speciali (Elettrici, Poste, Fondo Volo, Telefonici, Autoferrotramvieri).

Nel caso specifico, la retribuzione delle ultime 52 settimane lavorate ammonta a 997,07 euro; considerando l’aliquota del 33%, l’importo mensile della contribuzione volontaria ammonterebbe dunque a 329,03 euro.

Ipotizzando la copertura di 5 mensilità, nel caso in cui sia possibile utilizzare sino a 2 anni di contributi figurativi ai fini della quota 100, il costo della contribuzione volontaria sarebbe dunque pari a 7.128, 50 euro (329,03 x 4,333 x 5). Considerando, però, che i versamenti richiesti per i contributi volontari sono, per la generalità delle gestioni previdenziali, trimestrali, il lettore dovrebbe coprire 6 mesi di contribuzione, con un onere dunque pari a 8.554,12 euro (329,03 x 4,333 x 6).

Ipotizzando, invece, la copertura di 2 anni e 6 mesi di contribuzione, il costo complessivo ammonterebbe a 42.770,61 euro (329,03 x 4,333x 30).

Per quanto riguarda i periodi che è possibile coprire mediante il versamento dei contributi volontari, si tratta dei periodi scoperti da contribuzione, o con contribuzione ridotta, successivi alla presentazione della domanda: su richiesta, è possibile coprire anche i 6 mesi precedenti alla domanda, se scoperti il lettore  potrebbe dunque giungere in via pressoché immediata al requisito utile alla quota 100, non appena saldato il semestre pregresso alla domanda.

Nel caso in cui, invece, i contributi figurativi non possano essere fatti valere in modo assoluto ai fini della quota 100, il lettore potrebbe versare comunque soltanto 6 mesi relativi ai periodi pregressi scoperti, e dovrebbe attendere 2 anni per raggiungere il requisito richiesto.

L’eventuale entrata in vigore della cosiddetta pace contributiva non potrebbe essergli utile, in questo caso, dato che si tratterà di un riscatto di periodi scoperti successivi al 1995, mentre i periodi in cui è presente contribuzione figurativa non possono essere considerati scoperti.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci


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