Diritto e Fisco | Articoli

Inps: diritto alla pensione e assegno per invalidi civili totali e parziali

2 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 Febbraio 2019



Sono invalida 100% riconosciuta INPS, revisione triennale, con handicap grave.  Ho 28 anni di contributi, ma non negli ultimi 5 anni, quindi l’Inps non mi ha riconosciuto la pensione di inabilità piena, ma solo un assegno di 280 euro mensili, che non so se sia comunque una pensione di inabilità oppure un assegno ordinario, o altro. Da giugno scorso ho iniziato a lavorare in telelavoro con un contratto da dipendente: ho ancora diritto all’assegno dell’Inps?

La lettrice si chiede se, essendo in possesso dell’invalidità civile riconosciuta in misura pari al 100%, il lavoro in qualità di dipendente precluda il diritto alla pensione, che per il 2018 è pari a 282,55 euro mensili.

Questa pensione, detta anche assegno per invalidi civili totali, è una prestazione di assistenza, proprio come l’assegno per invalidi civili parziali (dal 74 al 99%). Pur avendo le due prestazioni lo stesso importo, però, i requisiti per averne diritto sono differenti.

In particolare, mentre l’assegno per invalidi civili parziali richiede lo stato di disoccupazione ed un reddito non superiore a 4853,29 euro annui, la pensione per invalidi civili totali:

– non richiede lo stato di disoccupazione;

– richiede il possesso di un reddito annuo massimo pari a 16.664,36 euro annui.

Pertanto, se il reddito della lettrice derivante dall’attività lavorativa, assieme ad eventuali altri redditi, non supera l’ammontare annuo di 16.664,36 euro, la stessa ha diritto alla pensione d’invalidità civile in misura piena.

Annualmente, al fine d’informare l’Inps sulla sua situazione reddituale, la lettrice è tenuta a presentare il modello Red, una sorta di dichiarazione dei redditi semplificata che si deve inviare entro il 31 marzo di ciascun anno. In questa dichiarazione, l’invalido deve specificare tutti i redditi prodotti nell’anno, compresi quelli esenti, che non si dichiarano nel 730 o nel modello Redditi (che ha sostituito il modello Unico).

Nel caso in cui la lettrice dovesse superare la soglia di reddito annuale per la pensione d’inabilità civile, entro 30 giorni deve inviare un’immediata comunicazione all’Inps del venir meno dei requisiti richiesti per il diritto alla prestazione.

La comunicazione può essere inviata attraverso il patronato, o il servizio online, disponibile nel portale dell’Inps, “Verifica dati socio-economici e reddituali per la concessione delle prestazioni economiche”, modello AP 70. Lo stesso modello può essere utilizzato per comunicare il sopraggiungere di un’eventuale situazione di incompatibilità.

La lettrice non è invece tenuta, al contrario di chi percepisce l’assegno per invalidi civili parziali, ad inviare il modello IcLav, riguardo allo svolgimento di attività lavorativa: gli invalidi civili totali, difatti, non essendo obbligati a possedere lo stato di disoccupazione, non devono inviare quest’ulteriore dichiarazione annuale.

Articolo tratto dalla consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci


scarica gratis il tuo contratto su misura

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA