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Inps: domanda di congedo straordinario e cambio di residenza

2 Febbraio 2019
Inps: domanda di congedo straordinario e cambio di residenza

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 Febbraio 2019



Se inoltro all’INPS la domanda di congedo straordinario, questa può essere accettata essendo in essere la seguente situazione? Mio padre 83enne con invalidità come da documentazione allegata, è l’unico convivente con mia madre riconosciuta invalida al 100% con verbale definitivo INPS ai sensi dell’articolo 20 comma 1 della legge 3 Agosto 2009 n° 102. Io, unico figlio, sono in possesso del permesso per l’assistenza ai familiari riferito all’articolo 33 comma 3 legge 104/92 e non sono residente con mia madre. Ho dunque la necessità del cambio di residenza prima dell’inoltro della domanda ma in attesa dell’esito (accettata o respinta), potrei richiedere la dimora temporanea?

In virtù del quesito posto, è opportuno esporre sinteticamente quanto segue:

Congedo straordinario: i presupposti

Con il congedo straordinario, il lavoratore dipendente può astenersi dalla dovuta prestazione lavorativa, poiché è necessario assistere un familiare affetto da disabilità, accertata e qualificata secondo la legge in materia [1].

In sostanza, nel caso anzidetto, il lavoratore avrebbe diritto fino a due anni di assenza dal lavoro, indennizzati mensilmente nella misura dell’ultimo stipendio percepito, prima del congedo richiesto.

Si tratta, quindi, di una misura eccezionale, non cumulabile anche nel caso in cui i familiari da assistere dovessero essere malauguratamente molteplici, e che può essere goduta solo in presenza di determinati e specifici presupposti.

Ad esempio, se il lavoratore dipendente è il figlio della persona disabile, affinché possa usufruire del descritto diritto, è necessario:

– che il coniuge (o altra figura equivalente, quale la persona unita civilmente) e i genitori del disabile, siano deceduti oppure affetti a loro volta da una patologia invalidante;

– che sia convivente con il familiare bisognoso di assistenza.

Ebbene, a proposito di quest’ultimo requisito, cioè la convivenza, è stato chiarito [2] che come tale deve intendersi quella comunemente e tecnicamente definita come la dimora abituale di una persona [3] e cioè la residenza, anche se è stato precisato che il lavoratore non debba necessariamente vivere nello stesso appartamento e che possa anche risiedere in un altro immobile facente parte dello stesso edificio e/o avente il medesimo numero civico [4].

CASO CONCRETO

Il lettore potrebbe essere in possesso dei requisiti per ottenere il congedo straordinario, ma in quest’ottica, l’intenzione di spostare semplicemente la dimora

temporanea presso l’appartamento dei suoi genitori, in attesa che la domanda di congedo venga esaminata ed accettata, potrebbe determinare il rigetto della medesima.

La convivenza anagrafica con il familiare disabile da assistere appare, infatti, un requisito indispensabile ed inderogabile, neanche temporaneamente, per accedere a questa misura straordinaria di assistenza e di assenza giustificata ed indennizzata dal posto di lavoro. Non è nemmeno sufficiente spostare il proprio domicilio o eleggere domicilio ai sensi di legge [5].

Pertanto è consigliabile per il lettore spostare la sua residenza presso l’appartamento dei suoi genitori o, in alternativa, in un altro immobile del medesimo edificio, prima di inoltrare la domanda di congedo straordinario.

Si ricordi, inoltre, che il descritto requisito dovrà permanere per tutta la durata del periodo di congedo richiesto, altrimenti decadrebbe dal predetto beneficio. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Marco Borriello

note

[1] Legge 104/1992.

[2] Circ. Inps 32/2012

[3] Art. 43 cod. civ.

[4] Msg. Inps 6512/2010

[5] Msg. Inps 19583/2009


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