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Vendita di immobile: procedure di sanificazione e offerta di acquisto

8 Febbraio 2019
Vendita di immobile: procedure di sanificazione e offerta di acquisto

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 Febbraio 2019



In seguito al decesso di una persona ci sono una pluralità di beni immobili del de cuius sui quali i vari eredi non hanno trovato accordo (oramai da anni). Per questo motivo il giudice ha nominato un curatore che si occupasse della gestione dei beni. Sono interessato all’acquisto di uno di questi immobili (una civile abitazione) e tutti gli eredi, sebbene in conflitto tra loro per l’eredità, si sono mostrati favorevoli nel trovare un accordo per la cessione in mio favore. Mi hanno detto di rivolgermi al curatore, che però oramai da un anno deve compiere attività di sanificazione catastale su tale casa e continua a tergiversare, non rendendo possibile la formulazione da parte mia di una offerta di acquisto. Quali azioni posso compiere affinché il curatore si attivi per compiere le procedure di sanificazione catastale necessarie per poter presentare così una offerta di acquisto?

L’azione più incisiva potrebbe essere compiuta dagli eredi, interessati ad incassare le somme derivanti dalla vendita dell’immobile.

Questi potrebbero, infatti, depositare un’istanza al giudice della procedura chiedendo la sostituzione del curatore con un altro, e giustificando la richiesta sulla base dell’inoperatività dello stesso.

Tale potere è previsto dall’art. 782 del codice di procedura civile il quale stabilisce che l’amministrazione del curatore si svolge sotto la vigilanza del giudice. Questi, quando lo crede opportuno, può prefiggere, con decreto, termini per la presentazione dei conti della gestione, e può in ogni tempo revocare o sostituire il curatore. Gli atti del curatore che eccedono l’ordinaria amministrazione debbono essere autorizzati dal giudice.

Tuttavia, prima di avviare tale azione definitiva, sarebbe opportuno fare un altro tentativo bonario, magari inviando una pec al curatore, su carta intestata di un legale, rappresentando l’opportunità di attivarsi nelle procedure di sanificazione più volte richieste, stante l’interesse del lettore ad acquisire l’immobile con un’offerta d’acquisto.

Tale lettera potrebbe essere inviata sia dagli eredi (con un tono un pò più minaccioso che faccia trapelare una conseguenza giuridica negativa negli occhi del curatore), sia dal lettore,  in toni decisamente più tranquilli, alla luce del fatto che, ad oggi, è terzo ai diritti delle parti e dell’eredità giacente, nutrendo solo un mero interesse legittimo alla questione. Infatti, in questa fase, il lettore non potrà intervenire all’interno del processo riguardante l’eredità giacente, dovendo attendere la volontà espressa dagli eredi, unici legittimati ad intervenire drasticamente con il curatore.

Questo, però, non significa che il lettore non potrà fare nulla: di certo, una lettera al curatore sarebbe un buon punto di partenza. Se poi, quest’ultimo dovesse fare orecchie da mercante, non resterebbe che convincere gli eredi (che non avranno remore sul punto) a presentare istanza per la revoca del curatore.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla


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