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Bollo auto per chi non ha reddito

1 Gennaio 2019


Bollo auto per chi non ha reddito

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 Gennaio 2019



Così chi possiede un’auto evade il bollo auto. Le esenzioni previste dalla legge e quelle invece “trasversali”.

Perché non hai pagato l’ultimo bollo dell’auto? Ti sei dimenticato o ti sei confuso con l’assicurazione? Ora che lo sai potresti andare a sanare il debito o, in alternativa, sperare che alla Regione nessuno se ne accorga. Del resto, il bollo auto è l’imposta che si prescrive prima: solo tre anni (che iniziano a decorrere, tuttavia, dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello del versamento). Ma se non hai pagato il bollo auto perché non avevi soldi è inverosimile che ora tu abbia anche quelli per pagare la mora con gli interessi. E allora ti chiederai: esiste qualche esenzione del bollo auto per chi non ha reddito? Chi non ha lavoro o lo ha perso perché, magari di recente, è stato licenziato è tenuto a versare l’imposta sull’automobile al pari di tutti gli altri contribuenti?

Di certo saprai che esistono imposte che non vanno pagate da chi è nullatenente (in realtà l’elenco è molto ridotto e puoi trovarlo in questo articolo Quali tasse paga chi è senza soldi?). Ad esempio, sull’Irpef esistono degli scaglioni di reddito sotto i quali il contribuente – grazie a un meccanismo di detrazioni – non deve versare nulla allo Stato. E saprai anche che non si pagano le tasse sull’abitazione principale. Ebbene, cosa prevede la legge in materia di esenzioni sul bollo auto? Ecco alcuni chiarimenti sul tema.

Bollo auto: si paga ancora?

Nonostante i tentativi di riforma del bollo auto, anche a livello europeo, da quando tale imposta è stata riformata (non viene più tassata la circolazione ma la proprietà) a dover pagare sono tutti i contribuenti intestatari di un veicolo, anche se non lo usano. Addirittura, di recente, la Corte Costituzionale ha anche ritenuto legittime le leggi regionali che impongono il pagamento del bollo a chi ha l’auto sotto “fermo amministrativo” da parte dell’Agente della Riscossione.

Come evadere il bollo auto

Molti contribuenti si sono chiesti, in passato, come evadere il bollo auto ritenendola una imposta ingiusta in quanto gravante su un bene di prima necessità (in realtà ad essere tassati sono anche gli alimenti e, a lungo, lo è stata la prima casa). Così si è provato a evadere l’imposta ricorrendo allo stratagemma della targa estera: le auto immatricolate fuori dall’Italia infatti non devono corrispondere l’imposta. Senonché il recente decreto sicurezza ha cambiato l’articolo 93 del Codice della strada stabilendo il divieto di  circolare in Italia con un veicolo immatricolato in un altro Paese a chi risiede nel nostro Paese da oltre 60 giorni. Questo vale anche se l’auto è intestata a un’altra persona, come un parente.

A questo punto ti chiederai come fa la polizia a sapere che sono trascorsi 60 giorni. Di solito ci si riferisce a un precedente controllo su strada o, magari, a una telecamera che ti ha fotografato mentre attraversavi le Ztl o sei passato veloce davanti all’autovelox.

C’è chi invece evade il bollo auto semplicemente confidando nella lentezza dell’amministrazione nel recuperare l’imposta. E così, non pagando, si fa leva sulla prescrizione che, come detto, per il bollo auto è assai breve. Se la Regione, nel giro di tre anni, non ti invia un atto di sollecito (interrompendo così i termini di prescrizione) il debito viene cancellato. O meglio, dovrebbe essere cancellato; ma a conti fatti, a meno che tu non presenti un ricorso alla Commissione Tributaria, difficilmente l’ente locale rinuncia alla riscossione. A volte è stato sufficiente un ricorso in autotutela per segnalare l’avvenuta prescrizione del diritto di credito.

Esenzioni bollo auto

Veniamo finalmente alle esenzioni previste per chi è proprietario di un’auto e non vuole pagare il bollo.

Chi non ha soldi deve pagare il bollo auto. E questo anche se riesce a dimostrare che la macchina gli è stata regalata da un parente o da un genitore. L’auto è infatti, di per sé, un indice di ricchezza (anche elevata): chi ne ha il possesso deve infatti pagare l’assicurazione, la benzina, la manutenzione ordinaria e quella straordinaria, i vari parcheggi e, a volte, il garage. Quindi si tratta di un bene indice di capacità contributiva, quella stessa capacità cui la Costituzione ricollega l’imposizione fiscale.

I senza reddito faranno bene, quindi, a rifiutare regali così costosi se non vogliono versare le imposte.

Le esenzioni però esistono, non sono un miraggio, ma si rivolgono ad altre categorie di contribuenti. Ad esempio i portatori di handicap: gli invalidi, infatti, titolari della famosa “legge 104”, che hanno ottenuto anche il relativo pass, non devono pagare il bollo (ma devono pagare la sosta sulle strisce blu).

Ecco a quali categorie di disabilità  è riconosciuta l’esenzione.

  • disabilità con patologia che comporta ridotte o impedite capacità motorie permanenti
  • disabilità con patologia che comporta grave limitazione della capacità di deambulazione
  • disabilità mentale o psichica
  • disabilità per cecità o sordità.

Ad essere esenti dal bollo auto sono anche coloro che hanno immatricolato il mezzo da almeno 30 anni.

Ci sono infine le esenzioni regionali per le auto ibride ed elettriche che variano da territorio in territorio. Leggi sul punto: Bollo auto: le esenzioni regionali.

Che succede se non pago il bollo auto?

Se non hai reddito e non hai pagato il bollo auto subisci le conseguenze che subisce ogni altro contribuente. Innanzitutto la Regione potrà inviarti un accertamento con l’invito a pagare l’imposta arretrata, oltre alla mora e agli interessi. Se non lo fai al più presto, la Regione iscrive a ruolo il proprio credito e incarica la locale società di Riscossione Esattoriale al recupero del proprio credito. Riceverai, a questo punto, entro due anni dall’iscrizione a ruolo, la cartella di pagamento con gli ulteriori interessi nel frattempo maturati. Se la cartella arriva dopo due anni dall’iscrizione a ruolo è nulla per intervenuta decadenza.

A questo punto le conseguenze possono diventare più gravi. Difatti, la misura tipicamente utilizzata per costringere i contribuenti a pagare gli arretrati del bollo auto è il fermo. In pratica, viene inviato un preavviso con l’invito a versare l’imposta entro 30 giorni; in difetto, viene iscritto il fermo auto al Pra (senza darne comunicazione al proprietario); da quel momento il mezzo non può più circolare, a pena di confisca.

In più, per il recupero delle somme, l’Esattore può procedere a pignorare il conto in banca, il quinto dello stipendio o della pensione.

Per bloccare il fermo e impedire l’esecuzione forzata è possibile chiedere una rateazione della cartella. Con la ricevuta di versamento della prima rata si ottiene la sospensione del fermo (bisogna portare la ricevuta all’Esattore che consegnerà, a sua volta, una quietanza da inoltrare al Pra). Solo al versamento dell’ultima rata il fermo viene definitivamente cancellato.


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