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Ho investito un cane: l’assicurazione paga?

1 Gennaio 2019


Ho investito un cane: l’assicurazione paga?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 Gennaio 2019



Chi risarcisce i danni in caso di incidente stradale causato da attraversamento della strada da parte di un cane randagio o privato?

Mentre stavi percorrendo di notte la strada che costeggia la tua città, un cane si è piantato sul più bello in mezzo alla corsia. Il tuo istinto animalista ti ha portato a sterzare d’urgenza per non investirlo. A causa però della manovra repentina, sei finito sul marciapiedi e lì hai centrato in pieno un palo della luce. Il cofano ora è tutto sfasciato. Per fortuna il motore non si è rotto ma il radiatore e la carrozzeria vanno cambiati. Chi ti paga i danni per l’incidente causato dal cane? Sei assicurato e hai letto sul tuo contratto – così come del resto richiesto dalla legge stessa sull’assicurazione obbligatoria – che la polizza rc-auto ti copre da tutti i sinistri derivanti dalla «circolazione»; non si fa alcuna menzione circa la necessità di uno scontro con un’altra auto. Avendo dunque sbattuto contro uno ostacolo non per colpa tua ed avendo soprattutto mantenuto un’andatura adeguata ai limiti ti chiedi giustamente: «ho investito un cane: l’assicurazione paga?».

A tale quesito cercheremo di dare una risposta quanto più esaustiva qui di seguito. Dunque mettiti comodo perché dobbiamo spiegarti alcuni concetti fondamentali riguardanti sia l’assicurazione obbligatoria, sia la responsabilità in caso di investimento di animali.

Ho investito un cane: di chi è la colpa?

Se hai investito un cane non è innanzitutto detto che qualcuno ti debba risarcire. Se la causa dell’incidente è stata la tua imprudenza – magari perché viaggiavi troppo veloce o perché eri distratto – a dover pagare il proprietario, affranto dal dolore, sarai proprio tu. E ricorda: secondo la Cassazione, gli animali sono «esseri senzienti». Quindi il risarcimento a tuo carico può essere anche cospicuo. Leggi sul punto Cane investito: a quanto ammonta il risarcimento danni. Chiaramente, per rischiare una richiesta di risarcimento è necessario che il cane fosse “di proprietà” di qualcuno. Inoltre, l’animale non deve essere sfuggito inavvertitamente al padrone (nel qual caso questi sarà corresponsabile del danno). Per i randagi non si deve pagare, né si risponde di alcun reato se malauguratamente dovesse morire (la norma penale infatti punisce solo l’uccisione dolosa, fatta per motivi futili o di crudeltà).

Se invece la colpa dell’incidente non è tua ma del cane che ha attraversato sul più bello la strada o si è materializzato subito dopo una curva puoi pretendere un risarcimento solo nella misura in cui riesci a dimostrare di aver subìto un danno. Questioni di principio non sono ammesse. Anche il semplice spavento, se non ha comportato problemi fisici, non ha rilievo. Ma a chi va inoltrata la richiesta di pagamento dei danni? È quello che cercheremo di comprendere qui di seguito.

Investimento cane: l’assicurazione paga i danni?

L’assicurazione copre solo i danni derivanti dalla circolazione. Il concetto di «circolazione» non è legato però solo allo scontro tra due veicoli in movimento. Uno di questi può anche essere fermo (si pensi a un camion che sta scaricando in seconda fila o a un’auto parcheggiata male, in modo da non essere ben visibile). Tuttavia, condizione necessaria e sufficiente per attivare una polizza è che il responsabile sia il titolare o il conducente di un altro veicolo a motore (auto, moto). L’assicurazione non paga se un pedone ti fa sbandare o se la causa dell’incidente è un cane.

Ma allora chi paga per i danni da investimento del cane?

Il responsabile per l’incidente causato da un cane

Il vero responsabile per l’incidente causato da un cane è il suo padrone o, in caso di cane randagio, il soggetto preposto al servizio di accalappiacani (a seconda di ciò che prevede la legge regionale, il Comune o l’Asl).

Nel caso di cane “privato”, quindi, la domanda di risarcimento va fatta a chi portava a spasso l’animale (anche se non ne è il proprietario). Difatti, il codice civile [1] stabilisce che il detentore di un animale risponde, in via oggettiva, di tutti i danni causati dall’animale stesso. In questi casi c’è sempre il rischio che il responsabile non voglia pagare, nel qual caso bisognerà fargli causa. E, se il cane era scappato dal recinto o al guinzaglio e il padrone dovesse essere sconosciuto, bisognerà reperirne i dati all’anagrafe canina, in base al tatuaggio impresso sull’animale, cosa non facile da reperire se il quadrupede è scappato. Insomma, recuperare i soldi è davvero difficile.

Le cose non vanno meglio se ci si scontra con un cane randagio. Qui infatti la Cassazione [1] ha detto che non basta la semplice prova dell’incidente e della causa dello stesso (l’attraversamento improvviso del cane) ma bisogna anche dimostrare quale dovere il Comune ha violato. Il che significa doversi impelagare in una causa di quasi impossibile vittoria, nella quale l’infortunato deve provare che l’ente era al corrente della presenza di un cane randagio in zona e che, ciò nonostante, non ha attivato il proprio servizio di accalappiacani. Cosa assolutamente impossibile per chi, magari, non è del luogo e non ha mai affrontato, prima del giorno “infausto”, il pericolo. Di tanto avevamo già dato atti in Cani randagi: addio risarcimenti per morsi e danni.

note

[1] Art. 2052 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 18954/17 del 31.07.2017.


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