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Come scaricare l’acquisto di carburante

2 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 Gennaio 2019



Come detrarre i costi per il rifornimento al distributore: benzina, gasolio, fattura elettronica.
Col 2019 vanno definitivamente in pensione le vecchie schede carburante. Dal mese di luglio 2018, i distributori
hanno l’obbligo di emettere la fattura elettronica per permettere ai clienti di scaricare le spese per il carburante: grazie a una moratoria, però, le schede carburante non sono state completamente archiviate già dalla scorsa estate, ma è stato permesso il loro utilizzo fino al 31 dicembre 2018.
Dal 1° gennaio 2019, invece, le spese per il rifornimento si possono scaricare soltanto se il distributore di carburante emette la fattura elettronica. Il pagamento della benzina, del gasolio o del diverso tipo di carburante (metano, gpl), poi, può avvenire soltanto attraverso strumenti di pagamento tracciabili.
Ma procediamo per ordine e vediamo come scaricare l’acquisto di carburante: quali dati si devono fornire al distributore per l’emissione della fattura elettronica, come ricevere e conservare il documento.

Quanto può scaricare il professionista?

I professionisti possono scaricare le spese relative all’acquisto del carburante, se il veicolo è utilizzato nell’esercizio della professione. Non è possibile, però, scaricare il 100% dei costi, a meno che il veicolo non sia ad utilizzo strumentale (è tuttavia difficilissimo dimostrare che un veicolo sia strumentale all’esercizio della professione; potrebbe esserlo in alcuni casi particolari, ad esempio nell’ipotesi dell’avvocato che stabilisce il suo studio mobile in un furgone).
Nella generalità dei casi, il professionista può dedurre il 20% del costo del carburante, e può detrarre il 40% dell’Iva sull’acquisto.

Quanto può dedurre l’impresa?

Anche l’impresa, normalmente, può dedurre 20% del costo del carburante e può beneficiare della detrazione del 40% dell’Iva sull’acquisto. Se il bene, però, è un veicolo strumentale dell’azienda, è possibile dedurre il 100% sia del costo del carburante che dell’Iva applicata.

Quanto può dedurre l’agente di commercio?

Chi esercita l’attività di agente di commercio, invece, può dedurre più di un professionista: difatti, può scaricare l’80% del costo del carburante ed il 100% dell’Iva applicata.

Come si deve pagare il carburante?

Dal 1 luglio 2018, è obbligatorio pagare l’acquisto di carburante con mezzi tracciabili: acquistare in contanti non è vietato, ma comporta la mancata deducibilità della spesa.
In particolare, si può acquistare utilizzando tutte le forme di pagamento esistenti diverse dal denaro contante:
  • carta di credito, prepagata o di debito;
  • bonifico bancario o postale;
  • assegno;
  • addebito diretto in conto corrente;
  • carta carburante, rilasciata dalla compagnia petrolifera a seguito di un contratto di “netting”, che consente il pagamento in un momento diverso rispetto alla cessione.
Per quanto riguarda le modalità di utilizzo delle carte per l’acquisto di carburante, perché sia garantita la detrazione dell’Iva e la deducibilità dei costi il mezzo elettronico di pagamento deve:
  • essere rilasciato da un operatore finanziario soggetto all’obbligo di comunicazione all’anagrafe tributaria;
  • essere intestato al soggetto che esercita l’attività economica.
Secondo il decreto Sviluppo [1],  ossia la norma del 2011 che ha previsto l’esonero dalla tenuta della scheda carburante per chi paga con carta, le ricevute dei pagamenti effettuati con la carta elettronica devono contenere tutti gli elementi per l’individuazione dell’acquisto quali, ad esempio, la data e il soggetto presso il quale è effettuato il rifornimento, nonché l’ammontare del relativo corrispettivo. Questi dati, però, dal 1 gennaio 2019 devono essere obbligatoriamente indicati nella fattura elettronica.

Quali dati si devono fornire al distributore?

Perché il distributore possa emettere la fattura elettronica per la deducibilità dell’acquisto di carburante, è necessario preventivamente registrare la modalità di ricezione delle fatture elettroniche nel sito Fatture e corrispettivi dell’agenzia delle Entrate.
In particolare, si deve indicare alle Entrate se si preferisce ricevere la fattura tramite pec (posta elettronica certificata), in questo caso il proprio codice destinatario sarà composto da tanti zeri, oppure se si dispone già di un canale di ricezione (ad esempio, attraverso un intermediario, o grazie a un apposito software) e di un codice destinatario proprio.
Si deve dunque fornire al distributore il proprio codice fiscale, la partita Iva, l’indirizzo, il codice destinatario o la pec.
Per velocizzare le operazioni, dal sito Fatture e corrispettivi si può scaricare il codice QR generato dall’agenzia delle Entrate, contenente tutti i dati utili alla fatturazione elettronica. Il distributore, con l’apposita applicazione, può leggere il codice QR e registrare immediatamente tutti i dati.

Quali dati devono essere indicati nella fattura elettronica?

Nella fattura elettronica che il distributore deve emettere, oltre ai dati identificativi di chi effettua l’acquisto è opportuno anche indicare la targa del mezzo e il chilometraggio, nell’apposito campo della fattura elettronica “mezzo trasporto“, per collegare l’acquisto del carburante al veicolo, ai fini della deducibilità del costo.
Diversamente, bisogna indicare questi dati nell’operazione di pagamento: i dati saranno visibili nell’estratto conto della carta utilizzata.

Come si scaricano i costi del carburante per l’auto aziendale?

I dipendenti in trasferta con l’auto aziendale possono chiedere la fattura elettronica per l’acquisto del carburante a nome dell’azienda anche se hanno effettuato il pagamento con la propria carta di credito (e non con quella dell’impresa). L’importante è che la spesa sia riconducibile all’azienda con strumenti tracciabili e che i dipendenti vengano rimborsati, anche in questo caso, con strumenti tracciabili.

Come si riceve la fattura del carburante?

Il benzinaio non è tenuto a consegnare la fattura elettronica emessa. La fattura arriverà al cliente tramite pec, se è stato indicato l’indirizzo di posta elettronica certificata come canale di ricezione, oppure arriverà nel canale telematico dell’agenzia delle Entrate, se è stato indicato il codice destinatario.

Come si conserva la fattura elettronica per l’acquisto di carburante?

La fattura elettronica emessa dal distributore può essere conservata attraverso l’apposito servizio dell’agenzia delle Entrate: per utilizzarlo, è necessario sottoscrivere l’apposito accordo di servizio nel sito Fatture e corrispettivi delle Entrate. In alternativa, ci si può avvalere di un apposito servizio di archiviazione digitale.

Chi è esonerato dalla fattura elettronica per l’acquisto di carburante?

Chi aderisce ai regimi fiscali agevolati dei contribuenti minimi e forfettario non è soggetto all’emissione della fattura elettronica per scaricare i costi del carburante. Tuttavia, per quanto riguarda i contribuenti aderenti al forfettario, bisogna ricordare che non possono scaricare nessun tipo di spesa (ad eccezione delle perdite pregresse e dei contributi previdenziali). Per loro, quindi, la ricezione della fattura elettronica è un adempimento completamente inutile.

note

[1] Dl 70/2011.


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5 Commenti

  1. BUONGIORNO, AVETE DATO MOLTI CHIARIMENTI IN MERITO ALLA FATTUIRA ELETTRONICA MA NEL MIO CASO, VISTO CHE SONO UN AGENTE DI COMMERCIO E USO DA DIVERSI ANNI LA ESSOCARD PER CUI NON EFFETTUO PAGAMENTI NE CON CONTANTI E NE CON CARTE DI CREDITO, CHIEDO COME MI DEVO COMPORTARE ?
    CREDO CHE LA RISPOSTA POTREBBE INTERESSARE MOLTI “COLLEGHI” AGENTI DI COMMERCIO.
    GRAZIE 1000.

  2. come faccio a ricevere fattura non dai distributori ma dall ufficio delle entrate?

    1. Nel nostro articolo Come scaricare l’acquisto di carburante https://www.laleggepertutti.it/32144_carburante-come-scaricare-le-spese-fattura-elettronica scopri come detrarre i costi per il rifornimento al distributore: benzina, gasolio, fattura elettronica. Come si riceve la fattura elettronica per il carburante? Il destinatario può ricevere la fattura attraverso: la posta elettronica certificata (Pec); la procedura web messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate; l’apposita app per smartphone o altro dispositivo mobile; uno specifico software da installare sul pc. L’emittente può anche utilizzare un sistema di cooperazione applicativa, noto come Sdicoop, oppure una rete di terminali remoti collegati tramite un protocollo ftp, ma in questo modo procedure e adempimenti si complicano notevolmente.

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