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Escursioni in montagna: 10 pratici consigli

19 Gennaio 2019


Escursioni in montagna: 10 pratici consigli

> Cultura e società Pubblicato il 19 Gennaio 2019



Per scoprire l’incanto del paesaggio montano devi seguire poche semplici regole: il resto lo farà la passione.

Fare escursioni in montagna è un’attività che premia chi la effettua con la possibilità di ammirare panorami stupendi e la sensazione di immergersi completamente nella natura. Tuttavia, proprio per la conformazione dei luoghi in cui vengono svolte, richiedono una serie di precauzioni da prendere e di azioni da eseguire sia prima della partenza che durante l’escursione vera e propria. Non dimenticare che si tratta di un’attività fisica che richiede grande resistenza e particolare attenzione. Vediamo come affrontare in sicurezza le escursioni in montagna: 10 pratici consigli per godere la bellezza della natura nel modo più umano e naturale.

L’attrezzatura

Per tutte le escursioni, da quelle semplici, a bassa quota e con clima mite fino a quelle più impegnative, in quota e con un meteo estremo, devi ricordare di dotare il tuo zaino di una serie di oggetti che ti potrebbero essere molto utili:

  • una torcia elettrica, provvista di batterie funzionanti;
  • un coltellino multiuso;
  • un telo termico;
  • un cellulare con GPS;
  • un fischietto segnalatore;
  • una cartina topografica;
  • una bussola e un altimetro;
  • occhiali da sole e crema protettiva;
  • kit di primo soccorso, con garze, cerotti, disinfettante e tutto ciò che può essere utile in considerazione del tipo di percorso.

In qualche occasione potrebbe essere utile un coltello di dimensioni un po’ più grandi rispetto al classico coltellino svizzero e, nell’immaginario collettivo, scatta l’idea che portare con sé una lama più lunga costituisca un reato. Ebbene, non è così. La legge non reputa determinante la lunghezza della lama ma solo l’esistenza o meno di un valido motivo per possederla. Sei curioso di conoscere meglio la normativa? Qui troverai tutte le informazioni su questo argomento.

L’alimentazione

Prima e durante la tua escursione in montagna devi fare molta attenzione all’alimentazione e all’idratazione. Ricordati sempre che quando inizi a provare la sensazione di sete e di fame è già tardi. Devi assumere liquidi, acqua, succhi di frutta, tè e mangiare regolarmente cibi leggeri e digeribili, prima e durante la camminata e/o l’ascensione in modo da compensare il fabbisogno energetico. Mentre cammini hai bisogno di zuccheri che sono la fonte energetica da cui il nostro corpo attinge, ma non devi pensare di risolvere soltanto con cioccolato e bevande zuccherate. Questi alimenti fanno aumentare la glicemia in modo brusco, ma così aumenta bruscamente anche la produzione di insulina che fa calare nuovamente la glicemia. Per evitare questi sbalzi devi affidarti a cibi che mantengono la stabilità dei livelli di glucosio nel sangue, come cereali e fichi secchi.

Il cibo del posto

Durante un’escursione non è raro imbattersi in bacche, frutti o funghi che ti possono sembrare appetibili e che vorresti raccogliere. Per ciò che riguarda i funghi, ricorda di informarti preventivamente sulle leggi locali. Le normative da seguire, anche per evitare multe che possono essere molto salate, cambiano non solo da una regione all’altra ma anche da zona a zona.

La normativa nazionale [1] prevede una serie di regole, tra cui il limite massimo di peso dei funghi che si possono raccogliere, il divieto di uso di strumenti che potrebbero rovinare il terreno e le fioriture future, l’obbligo di cogliere i funghi usando tutte le precauzioni per mantenerli interi e di trasportarli in un cestino di vimini e non nelle buste di plastica, così da consentire la caduta delle spore.

Non consumare funghi se non sei certo della loro commestibilità e affidati al giudizio dei micologi esperti. Generalmente, presso le aziende sanitarie, almeno nei mesi autunnali, vengono aperti dei centri di controllo micologico in cui personale specializzato controllerà gratuitamente il tuo raccolto.

Se, infine, la tua escursione non supera i 2000 metri di altitudine, potrai godere della dolcezza di mirtilli, more, lamponi selvatici e fragoline di bosco. Ma anche per questi prodotti ricorda di controllare le disposizioni locali: quasi ogni provincia ha fissato limiti ben precisi per la raccolta, sia per residenti che per non residenti.

Il percorso 

Prima di partire per un’escursione devi studiarne il percorso. Esistono moltissime guide che suggeriscono itinerari e sentieri, ma la domanda che ti devi sempre porre è se il percorso sia effettivamente adatto alle tue capacità fisiche e alle tue caratteristiche di escursionista. Ti puoi orizzontare osservando la lettera che, generalmente, contraddistingue il sentiero:

  • T segnala un sentiero turistico. Il dislivello in salita, su percorsi ben evidenti e delimitati come le mulattiere, è compreso tra i 300 e 600 metri e si può percorrere in 3-4 ore. Questo tipo di sentieri è adatto a chi, pur non avendo grande esperienza, ha comunque una minima preparazione fisica;
  • E identifica un sentiero adatto agli escursionisti. Il dislivello in salita arriva fino ai 1000 metri e richiede fino a 6 ore di tempo per percorrerlo. Adatto a chi ha già un po’ di esperienza, può presentare tratti impegnativi;
  • EE e EEA segnalano un sentiero per gli escursionisti esperti e per gli escursionisti esperti attrezzati. Il dislivello supera i 1000 metri e il tempo di percorrenza supera le 6 ore. Le difficoltà da superare sono più impegnative e richiedono confidenza con la montagna, una buona tecnica supportata da un’attrezzatura adatta e un’adeguata preparazione fisica.

La segnaletica

La segnaletica relativa ai sentieri di montagna è molto varia, come colori, codici e sigle, essendo sovente affidata alla fantasia di chi si occupa del loro posizionamento. Esiste, tuttavia, una codifica ufficiale del CAI, Club alpino italiano che prevede per la segnaletica verticale il color bianco o legno con la punta rossa e la coda bianca e rossa. Sulla coda del cartello è indicato il codice numerico del sentiero e il tempo medio di percorrenza, calcolato considerando di percorrere, in salita, un dislivello di 250-300 metri l’ora.

La segnaletica orizzontale è tracciata sui sassi o sui tronchi degli alberi e anch’essa è in bianco e rosso. Un rettangolo di questi due colori o il classico segnale a bandiera, posizionati in prossimità dei bivi e a intervalli successivi regolari, indicano la continuità del sentiero. Se sei su un sentiero in una zona aperta e priva di rilevanti elementi naturali di riferimento, puoi trovare infilati nel terreno i picchetti segnavia, colorati nei soliti bianco e rosso e che riportano il numero del sentiero.

Un altro tipo di segnaletica è l’ometto di pietre. Si tratta di una torretta di sassi impilati, alta 40-50 centimetri. Una costruzione naturale ben inserita nell’ambiente che rappresenta un’efficiente segnalazione oltre ad essere il simbolo stesso della montagna. Quando passerai vicino a un ometto ricorda di aggiungere una pietra. La leggenda vuole che sia di buon auspicio per il percorso.

L’andatura

La montagna è un ambiente difficile e anche pericoloso se non lo si affronta con la giusta cadenza. In salita devi cercare il tuo passo, il tuo ritmo. Un’escursione su un sentiero ripido deve essere affrontata con calma; non devi partire come se dovessi fare una gara contro il tempo. Mentre procedi devi assumere una posizione verticale, con il baricentro perpendicolare ai piedi. Non sbilanciarti all’indietro! Una camminata efficiente e sicura prevede che il corpo sia inclinato leggermente in avanti. Se non sei già allenato devi capire come respirare per non affaticarti troppo.

Respira regolarmente: inspira con il naso ed espira con la bocca e, se ti senti affaticato, non cercare di andare avanti ugualmente ma fai una sosta. Le soste, però, devono essere brevi per evitare il raffreddamento generale della muscolatura.

Adotta il passo che riesci a mantenere senza sforzi eccessivi e arriverai tranquillamente al punto che avevi previsto. La discesa è senz’altro meno faticosa della salita dal punto di vista dello sforzo fisico, ma altrettanto impegnativa e la puoi affrontare sfruttando qualche trucchetto.

Ad esempio, se il percorso è molto ripido, proverai la sensazione che le tue gambe e le tue ginocchia non ti sostengano alla perfezione. Per evitare la spiacevole impressione che le tue gambe stiano cedendo non devi avanzare appoggiando sul terreno come fai normalmente, prima il tallone e poi la punta del piede, ma devi procedere in modo leggermente diagonale, proprio con la stessa tecnica che usi per frenare sugli sci.

Il meteo

In montagna, non solo in alta quota, le condizioni meteorologiche cambiano molto velocemente. Quindi, non improvvisare e prima di partire per un’escursione informati sulle previsioni locali e ricorda che si tratta sempre di previsioni e non di certezze. A questo proposito è interessante leggere qui un articolo che illustra le caratteristiche delle previsioni meteo (a breve, medio e lungo termine) e in cui puoi trovare quali sono i tuoi diritti nel caso di previsioni sbagliate.

Intanto, durante il cammino, il consiglio è che tu ponga la massima attenzione ai mutamenti del cielo per cogliere i segnali precursori di un peggioramento.

Ad esempio, se in una giornata serena si formano nubi a forma di lente su una vetta o se da essa si innalza il “fumo” è probabile che arrivi molto vento, mentre se, dopo una giornata piovosa, il cielo si schiarisce a partire da ovest il tempo dovrebbe essere in miglioramento. Se, nonostante tutte le precauzioni, vieni sorpreso da un temporale scendi subito di quota e, se non trovi un rifugio, evita di fare da parafulmine. Cerca di rimanere accovacciato, lontano dagli alberi, dalle altre persone e da eventuali paletti di metallo come sono quelli che delimitano i sentieri.

I compagni

Un’escursione in montagna non è un’attività che si fa da soli. Tra i tuoi compagni di escursione ci dovrebbe sempre essere qualcuno più esperto e allenato, in grado di risolvere i piccoli problemi che si possono presentare e, soprattutto, da cui puoi imparare i segreti che trasformano un’escursione in un momento di vera felicità. Se tra i tuoi amici non ci sono persone così, cercane tra gli iscritti al CAI che spesso organizza escursioni di varia difficoltà.

All’interno del gruppo non devi né sottovalutarti né sopravvalutarti; ciascuno ha le proprie capacità e le proprie caratteristiche. Non cercare di emulare i più esperti né di limitare le tue performance per rimanere vicino ai meno esperti. Trova il tuo ritmo e mantienilo.

I bambini

Organizzare un’escursione portando con te bambini piccoli richiede qualche accorgimento in più. Innanzitutto, se vuoi che camminare insieme in montagna diventi una piacevole abitudine familiare, è necessario che abitui i tuoi figli fin da piccolissimi.

Naturalmente, se i tuoi figli hanno un’età fino ai 3 anni è necessario che tu acquisti uno zaino specifico per trasportarli. Già a partire dai 4 anni, puoi fare brevi e facili escursioni su terreni pianeggianti.

Dai 7 o 8 anni in su l’unico problema che ti si presenta è quello di motivarli, rendendo la camminata un gioco da fare tutti insieme.

Qui sarà la tua fantasia a entrare in gioco: puoi raccontare storie di cavalieri e dame, di alieni sbarcati sul pianeta, di esploratori alla ricerca di tesori o, semplicemente, puoi proporre loro una gita alla ricerca di animali e piante da fotografare.

Ti preoccupano gli adolescenti? Niente paura: una notte in rifugio o in tenda sotto le stelle soddisferà la loro voglia di avventura, ancora di più se conosci qualche storia dell’orrore da raccontare davanti a un falò.

Il rispetto 

La montagna non ha regole scritte, ma esistono delle norme di comportamento da seguire nell’assoluto rispetto degli altri escursionisti e dell’ambiente che oggi è nostro e domani sarà dei nostri figli.

Non dimenticare di mettere qualche bustina nel tuo zaino: la potrai usare per riportare a valle i rifiuti. Se ti trovi su un sentiero stretto e vuoi fare una sosta, fermati da un lato per non intralciare gli altri e, se qualcuno ha un passo più veloce del tuo, lascialo passare e riprendi con tranquillità la tua camminata.

Non danneggiare inutilmente le piante e non disturbare gli animali. Non è necessario toccarli, insegnalo anche ai tuoi figli: meglio una splendida foto da mostrare orgogliosamente agli amici al ritorno. Infine, prova a spegnere il cellulare e a non usare le cuffie. Soltanto così potrai ascoltare la voce della montagna e te ne innamorerai.

note

[1] L. n. 352 del 23.08.1993, integrata dal DPR n. 376 del 14.07.1995.


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2 Commenti

  1. ancora non sono riuscito ad organizzare un’escursione in montagna, ma ho sempre voluto farlo e questi consigli mi torneranno utili. vorrei sapere se mi affido ad un’agenzia di viaggi e sono loro ad organizzarmi l’escursione con un operatore turistico, qualora dovessero esserci problemi, chi paga? grazie

    1. L’agenzia viaggi deve risarcire qualsiasi danno subito dal turista a causa del pacchetto turistico e, quindi, anche per l’organizzazione di escursioni guidate: non rileva il fatto che la responsabilità sia solo di un altro prestatore di servizi (colui che materialmente ha organizzato e predisposto l’escursione), salvo il diritto di rivalersi nei confronti di costui. È quanto chiarito dal tribunale di Firenze con una sentenza. Per maggiori informazioni puoi leggere il nostro articolo: Escursioni in vacanza, risarcisce l’agenzia viaggi https://www.laleggepertutti.it/134292_escursioni-in-vacanza-risarcisce-lagenzia-viaggi

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