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Consulente tecnico d’ufficio: compenso solo se motivato

28 Marzo 2013 | Autore:
Consulente tecnico d’ufficio: compenso solo se motivato

Il giudice ha l’onere di motivare il provvedimento di liquidazione del consulente tecnico d’ufficio

Il Testo Unico delle spese di giustizia [1] prevede un onere, a carico di entrambe le parti del giudizio prima della sentenza finale, di pagamento del compenso spettante al Consulente Tecnico d’Ufficio (C.T.U.) nominato dal Giudice per risolvere questioni o aspetti che richiedono specifiche conoscenze tecniche necessarie per risolvere la controversia.

A tutela delle parti, la stessa legge pone a carico del giudice l’onere di motivare il proprio provvedimento di liquidazione delle spese e del compenso del CTU: concetto ribadito da una recente sentenza della Cassazione Civile [2] chiamata a pronunciarsi su un caso.

Il giudice oltre che rispettare determinati parametri per la liquidazione, deve anche motivare adeguatamente il provvedimento di liquidazione del compenso, illustrando i criteri logici adottati per la determinazione, tanto più quando le parti del giudizio sono numerose; egli deve inoltre evidenziare, anche se in modo succinto, quelle che sono le modalità di computo del compenso.


Quando siamo parte in un giudizio e riceviamo un provvedimento del Giudice che liquida il compenso del consulente tecnico ove riteniamo che lo stesso non sia congruo e appare scarsamente motivato, possiamo, in giudizio, opporci alla pretesa di pagamento. È fondamentale tuttavia non fare scadere i termini per l’impugnazione.

note

[1] D.p.r. n. 115/2002.

[2] Cass. sent. n. 3964 del 18.2.2013.


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