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Sciatica, posso assentarmi per malattia?

3 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 Gennaio 2019



Il lavoratore con la sciatalgia può chiedere al medico curante l’assegnazione di giornate di riposo?
La sciatica, o sciatalgia, è un problema fastidioso, che in diversi casi può acuirsi ed aggravarsi, causando dei dolori molto forti. Si tratta dell’infiammazione del nervo sciatico, il più grande e il più lungo nervo del corpo umano: parte infatti dalla parte bassa della schiena e percorre tutta la gamba (passa dietro la coscia e il ginocchio, e si distribuisce davanti e dietro l’arto inferiore), fino ad arrivare al piede (dove si ripartisce tra dorso e pianta).
L’infiammazione del nervo sciatico è piuttosto frequente, perché può essere causata da diversi fattori: un’ernia del disco o altri problemi alla colonna vertebrale, un’infiammazione muscolare, un trauma. Risulta particolarmente a rischio chi, per lavoro, solleva pesi o torce la schiena frequentemente, chi ha il diabete (perché causa il deterioramento dei nervi periferici), chi ha uno stile di vita sedentario, chi soffre di artrite o di una patologia della colonna vertebrale, chi ha subito un trauma a natiche, cosce o gambe.
A seconda della gravità del problema, per il lavoratore può risultare difficile stare in piedi, camminare, o addirittura stare seduto a lungo, a causa della compressione che la muscolatura esercita sul nervo.
Se l’attività lavorativa svolta richiede la permanenza in una posizione incompatibile con i dolori della sciatalgia, o richiede dei movimenti che il lavoratore non può eseguire a causa dell’infiammazione, il dipendente può assentarsi per malattia? In altre parole, se sono un lavoratore dipendente, per la sciatica posso assentarmi per malattia?
Questo dipende dalle particolari condizioni in cui si trova il lavoratore e dalla compatibilità del suo stato di salute con lo svolgimento dell’attività, quindi dipende sia dal tipo di attività svolta che dalla gravità della sciatalgia.
Il lavoratore col nervo sciatico infiammato, in ogni caso, non può assentarsi di testa sua, ma deve preventivamente consultare il medico curante, che deciderà se assegnare qualche giornata di riposo o meno. Ma procediamo per ordine e vediamo come si deve comportare il lavoratore dipendente con la sciatalgia.

Visita del medico curante per la sciatalgia

In primo luogo, il lavoratore deve recarsi dal proprio medico curante, o da un medico specialista convenzionato con il servizio sanitario nazionale, e sottoporsi ad un’accurata visita. All’esito del controllo il medico stabilisce, oltre alle cure necessarie, l’opportunità o meno di assegnare al dipendente qualche giorno di riposo dal lavoro a causa dell’infiammazione del nervo sciatico. Il professionista può anche prescrivere degli esami e delle terapie; in alcuni casi è addirittura necessaria la sottoposizione a un intervento chirurgico.
Nel caso in cui il dipendente debba assentarsi dal lavoro, il medico invia all’Inps un certificato telematico. Il lavoratore, ricevuto il certificato medico, deve comunicare il protocollo telematico del documento al datore di lavoro, preventivamente avvertito dell’assenza.
Il medico potrebbe anche ritenere che non sia necessario assentarsi dal lavoro, e prescrivere unicamente delle terapie e degli accorgimenti per affievolire il dolore durante l’attività svolta, ad esempio per alleggerire la compressione del nervo infiammato.

Visita fiscale per sciatalgia

Nel caso in cui il medico stabilisca l’opportunità di assegnare delle giornate di malattia al dipendente, questi deve restare a disposizione del medico dell’Inps durante le fasce di reperibilità per la visita fiscale. Ricordiamo che la visita fiscale è un controllo sanitario effettuato dal medico inviato dall’Inps, volto a verificare le condizioni di salute del dipendente assente ed a verificare la correttezza della diagnosi e della prognosi , cioè la congruità delle giornate di assenza prescritte dal medico curante e e l’esattezza dell’analisi delle condizioni di salute del lavoratore.
Di norma, diagnosticare la presenza del nervo sciatico infiammato, sono sufficienti le informazioni provenienti dal racconto dei sintomi effettuato dal paziente, l’esame obiettivo e l’anamnesi.

Che cosa succede se il medico fiscale mi vuol far rientrare al lavoro?

Il medico fiscale potrebbe reputare opportuno il rientro anticipato dalla malattia, ossia potrebbe giudicare lo stato di salute del dipendente non incompatibile con l’attività lavorativa. In quest’ipotesi, se il dipendente contesta il referto della visita fiscale, la decisione finale sul suo caso spetta al coordinatore medico della sede Inps di appartenenza.
Il giudizio del medico fiscale, difatti, non è considerato gerarchicamente superiore a quello del medico curante, ma i due referti hanno la stessa valenza.

Che cosa succede se guarisco in anticipo dalla sciatalgia?

Se il lavoratore guarisce prima del tempo dall’infiammazione del nervo sciatico, può rientrare anticipatamente in servizio. Deve però richiedere al medico curante il certificato di guarigione. In mancanza di quest’ultimo certificato, perde l’indennità di malattia, mentre il datore di lavoro può subire delle sanzioni per non aver rispettato la normativa in materia di salute e sicurezza, impiegando un dipendente temporaneamente inabile al lavoro.

Posso assentarmi per le cure e gli esami per la sciatica?

Se il lavoratore si deve assentare per una visita medica, ma il controllo dura solamente per poche ore, nella generalità dei casi non può beneficiare dello stesso trattamento previsto per le assenze per malattia.

Se, però, deve sottoporsi a un esame o a una terapia che, pur avendo una durata di poche ore, è urgente e impossibile da svolgere in un orario differente da quello di servizio, oppure risulta talmente invasivo da richiedere una convalescenza (anche se di poche ore), il dipendente ha diritto a un permesso retribuito come la malattia.

Alcuni contratti collettivi riconoscono la possibilità di chiedere dei permessi specifici per sottoporsi a visite, esami e cure: il contratto collettivo della Scuola, ad esempio, riconosce a docenti e Ata la possibilità di assentarsi per un totale di 18 ore ogni anno scolastico, beneficiando dello stesso trattamento economico previsto per le assenze per malattia.

Se il contratto collettivo dell’interessato non prevede dei permessi specifici per le visite mediche, il dipendente può usufruire del monte ore dei permessi retribuiti, come rol ed ex festività o banca ore.


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