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Agevolazioni per chi è senza reddito

7 Gennaio 2019 | Autore:


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Bollette e dentista con tariffe ridotte, bonus famiglia, reddito di cittadinanza, esenzioni dal ticket, aiuti per pagare l’affitto.

Chi è senza lavoro e non ha la possibilità di fare reddito non solo ha il bisogno ma anche il diritto di essere aiutato dallo Stato. La legge prevede, infatti, delle agevolazioni per chi è senza reddito. Benefici che vanno dallo sconto nelle bollette al conto corrente senza spese, dalla no tax area per usufruire di alcuni servizi pubblici all’esenzione dal pagamento del ticket sanitario. Ultimo, ma solo in ordine cronologico, nell’elenco delle agevolazioni, il neonato reddito di cittadinanza.

La sola mancanza di lavoro, però, non dà diritto ad usufruire di tutte le agevolazioni per chi è senza reddito. Se, ad esempio, non hai un’attività che ti garantisce uno stipendio tutti i mesi ma hai dei soldi investiti in beni mobiliari o immobiliari oppure hai ereditato una forte somma di denaro, è ovvio che la tua situazione è diversa da quella di chi non potrebbe vendere alcunché perché non possiede nulla. In altre parole, bisogna dimostrare di avere veramente bisogno di aiuto. E questo lo si fa con la dichiarazione Isee, quella, cioè, che certifica la tua reale situazione economica e finanziaria.

Ciascuna di queste agevolazioni per chi è senza reddito prevede dei limiti e delle condizioni ben precise per poterne usufruire. Non sono destinate soltanto a chi ha un Isee pari a zero ma, comunque, non bisogna oltrepassare una certa cifra. In alcuni casi, inoltre, occorre essere disponibili in maniera concreta a migliorare la propria situazione economica cercando attivamente un lavoro e partecipando a corsi di formazione organizzato dagli enti preposti. Ma entriamo nei dettagli delle agevolazioni per chi è senza reddito.

Agevolazioni per i senza reddito: le bollette

Una delle agevolazioni per i senza reddito è il bonus bollette, cioè degli sconti previsti per le bollette di luce, gas e telefono.

Peer quanto riguarda le prime due, cioè le bollette di luce e gas, si ha diritto ad una riduzione dell’importo a seconda del reddito Isee e del numero delle persone che compongono il nucleo familiare. Nello specifico, non si devono superare gli 8.107,50 euro annui di reddito, mentre chi ha più di 3 figli a carico può usufruire dell’agevolazione se non supera un reddito annuo di 20mila euro. In questo modo, si avrà uno sconto che varia da 125 a 184 euro a seconda di quanto la famiglia sia numerosa.

Discorso simile per le bollette telefoniche. Chi ha un Isee inferiore a 8.111,23 euro ha diritto ad uno sconto del 50% sul canone fisso di accesso alla rete. Non paga, quindi, più di 9,50 euro, purché quel reddito sia certificato dal modello Isee.

Puoi approfondire nelle nostre guide tutto ciò che devi sapere sul bonus energia elettrica, sul bonus gas e sul bonus bolletta telefonica.

Agevolazioni per i senza reddito: i bonus per le famiglie

Ci sono diversi bonus che interessano le famiglie bisognose di agevolazioni per i senza reddito. Vediamo quali sono.

Il bonus bebè

Quest’agevolazione per i senza reddito consiste in un assegno mensile per il primo anno di vita del neonato. La misura è stata prorogata ed aumentata per il 2019. In pratica, il bonus bebè sarà più sostanzioso del 20% per il secondo figlio. Significa che:

  • per il primo figlio, il bonus bebè sarà di 80 euro o di 160 euro al mese a seconda dell’Isee della famiglia;
  • per il secondo figlio darà di 96 euro o di 192 euro al mese, sempre a seconda dell’Isee.

Appunto: qual è il limite dell’Isee per poter beneficiare del bonus bebè? Il reddito familiare non deve superare i 25mila euro annui per avere diritto ad 80 euro mensili (o a 92 per il secondo figlio). Il bonus sarà, però, raddoppiato, se l’Isee non arriva ai 7.000 euro annui.

La domanda per ottenere il bonus bebè va presentata all’Inps per via telematica o tramite il contact center integrato, allegando la certificazione Isee, entro 90 giorni dalla nascita del figlio o dell’ingresso in famiglia del bambino adottato o affidato. Per ogni figlio va presentata una richiesta diversa. Se la domanda giunge in ritardo, non si perde il diritto al bonus bebè ma sì agli arretrati.

Qui puoi trovare altri dettagli interessanti sul bonus bebè.

L’assegno di maternità

Altra agevolazione per i senza reddito in ambito familiare: l’assegno di maternità riconosciuto dal Comune di residenza e pagata dall’amministrazione locale per conto dell’Inps. Destinatarie del beneficio, le mamme che sono disoccupate o che sono casalinghe e non lavorano o non hanno accumulato almeno 3 mesi di contributi nell’ultimo anno e mezzo. L’agevolazione consiste in 5 assegno mensili da 342,62 euro.

Per accedere alla prestazione, l’Isee non deve essere superiore a 17.141,45 euro.

La domanda va presentata al Comune direttamente o tramite patronato entro 6 mesi dalla nascita del bambino o dall’ingresso in famiglia del bimbo adottato o affidato. Bisognerà allegare:

  • copia della certificazione Isee completa di dichiarazione sostitutiva (Dsu);
  • copia del documento di identità della richiedente;
  • copia del codice Iban della richiedente;
  • per le donne extracomunitarie: copia del permesso di soggiorno della richiedente e di quello del bambino.

Il bonus mamma domani

Bonus bebè ed assegno di maternità dei Comuni non vanno confusi con il bonus mamma domani, un’altra delle agevolazioni per i senza reddito. Chiamato anche premio nascita, consiste nell’erogazione in soluzione unica di un beneficio complessivo di 800 euro esentasse dal 7° mese di gravidanza, ma anche in caso di affido o di adozione.

Il bonus mamma domani viene riconosciuto a chi possiede la cittadinanza italiana, europea oppure per le mamme extracomunitarie con regolare permesso di soggiorno.

Il premio di nascita viene erogato sul conto corrente bancario o postale. La domanda (una per ogni nuovo figlio) va presentata all’Inps.

Il bonus figli a carico

Chi ha dei figli a carico può usufruire ancora dell’agevolazione per i senza reddito che consiste in una detrazione dalle tasse. In particolare, saranno considerati a carico i figli fino a 24 anni con un reddito non superiore ai 4mila euro ed i figli con più di 24 anni ed un reddito di 2.840,51 euro.

La soglia dei 4mila euro, però, è efficace dalla dichiarazione dei redditi del 2020 o, se preferisci, dall’anno di imposta 2019. Significa che nella dichiarazione dei redditi 2018 da presentare nel 2019 verranno considerati figli a carico, indipendentemente dall’età, quelli che hanno un reddito fino a 2.840,51 euro.

Il bonus famiglie numerose

Per famiglia numerosa si intende quella in cui ci sono almeno 4 figli a carico. Chi si trova in questa situazione, può usufruire dell’agevolazione per i senza reddito che consente in un’ulteriore detrazione fiscale rispetto a quella di cui abbiamo appena parlato.

La detrazione è di 1.200 euro, al di là del reddito e del numero di mesi in cui ogni figlio risulta a carico. Significa che se, ad esempio, si ha il quarto figlio il 20 dicembre, si ha diritto comunque al bonus per intero.

Se la detrazione è maggiore delle tasse dovute, il beneficio non si azzera con l’imposta ma si crea una sorta di credito a favore del contribuente pari all’importo non fruito. Per fare un esempio: se hai un Irpef di 4mila euro ed hai usufruito di detrazioni per familiari a carico pari a 3.800 euro, il tributo si azzera con appena 200 euro di bonus famiglie numerose. Vuol dire che gli altri 1.000 euro dell’agevolazione possono essere usate come credito d’imposta.

Maggiori dettagli sui bonus famiglie numerose, figli a carico e mamma domani in questa nostra guida sulle agevolazioni per le famiglie.

Il reddito di cittadinanza

La misura più recente tra le agevolazioni per i senza reddito è quella introdotta dalla manovra economica 2019 nota come reddito di cittadinanza. Si tratta di un sussidio per chi vive da solo ed ha un reddito inferiore ai 780 euro mensili. Se del nucleo familiare fa parte anche il coniuge, l’importo aumenta dello 0,4%, mentre se c’è un figlio minore aumenta dello 0,2%.

Tra i requisiti per avere diritto al reddito di cittadinanza c’è quello del limite della dichiarazione Isee, che non deve essere superiore a 9.360 euro l’anno. Ma questo significa che chi non arriva a quella cifra prenderà 780 euro al mese? Non è detto.

Quei soldi li vedrà, ad esempio, chi vive da solo, deve pagare un affitto e non ha un reddito. Perché se, anziché pagare l’affitto, è proprietario di una casa, l’assegno si riduce di 280 euro. Prenderà, cioè, 500 euro. Il colmo: questo il porto è inferiore al vecchio Rei, cioè al reddito di inclusione che ha preceduto quello di cittadinanza. A meno che stia pagando un mutuo: in questo caso, in virtù di una maggiorazione di 150 euro, si troverà un taglio di 130 euro anziché di 280. Insomma: avrà un sussidio pari a 650 euro.

Altri fattori che incidono sul reddito di cittadinanza:

  • il valore del patrimonio immobiliare oltre la prima casa di 30mila euro;
  • il valore del patrimonio mobiliare (quindi titoli, conti correnti, polizze assicurative) fino a 6mila euro per un single e fino a 10mila euro a seconda dei componenti del nucleo familiare.

Il valore è aumentato di 5mila euro per i disabili.

Requisiti indispensabili per accedere al reddito di cittadinanza sono:

  • essere attivamente alla ricerca di un lavoro;
  • partecipare e completare i corsi di formazione;
  • essere involontariamente disoccupati.

Per approfondimenti, trovi qui la guida più completa ed aggiornata sul reddito di cittadinanza.

Agevolazioni per i senza reddito: il conto corrente gratuito

Chi è senza reddito può essere tentato di chiedersi: «Che mi faccio di un conto corrente in banca, se ho poco o nulla da metterci dentro e dovrò affrontare solo delle spese?». Forse sarebbe il caso di essere un po’ più ottimisti. Alla prima parte di quel pensiero, cioè all’avere poco o nulla da metterci dentro, ci può essere una soluzione nel momento in cui si trova un lavoro. Nel frattempo, si può risolvere la parte finale della domanda, cioè quella sui costi del conto corrente. Perché tra le agevolazioni per i senza reddito c’è anche la possibilità di un conto corrente base, regolamentato da un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze [1], che alleggerisce il carico del rapporto con la banca.

Questo tipo di conto prevede unicamente il pagamento di un canone annuo. Al cliente, pertanto, non possono essere addebitati altri costi, né commissioni, né oneri vari, né spese di qualsiasi tipo. In cambio, sarà possibile effettuare solo determinate operazioni. Sulle altre, si pagano le normali commissioni.

Ora la domanda è: non è che nel canone ci sono i costi che poi dicono di non farmi pagare? In teoria no. Perché il canone del conto corrente base non può superare l’importo medio delle spese che si applicano nel semestre precedente per effettuare il numero minimo di operazioni. E per le movimentazioni in più, i osti non devono essere superiori a quelli normalmente applicati. Così dice il decreto. Che insiste: il costo deve essere economico. Perché si sta parlando di un’agevolazione per i senza reddito.

Le operazioni comprese nel canone del conto corrente di base sono:

  • la richiesta dell’elenco movimenti (6 volte all’ano);
  • il prelievo di contanti allo sportello (6 volte all’anno);
  • il prelievo allo sportello Atm della banca o del suo gruppo sul territorio nazionale (numero illimitato):
  • il prelievo allo sportello Atm di un’altra banca sul territorio nazionale (12 volte all’anno);
  • operazioni di addebito diretto (numero illimitato);
  • pagamenti ricevuti tramite bonifico, compresi stipendio e pensione (36 volte all’anno);
  • pagamenti ricorrenti tramite bonifico con addebito sul conto (12 volte all’anno);
  • pagamenti effettuati tramite bonifico con addebito sul conto (6 volte all’anno);
  • versamenti di contanti o di assegni (12 volte all’anno);
  • comunicazioni da trasparenza, comprese le spese postali (1 volta all’anno);
  • invio estratto conto e documento di sintesi (4 volte all’anno);
  • operazioni di pagamento con carta di debito (numero illimitato);
  • emissione, rinnovo e sostituzione di una carta di debito (1 volta all’anno).

Per poter aprire un conto corrente di base è necessario avere un Isee non superiore a 11.600 euro. Per i pensionati, l’importo aumenta a 18.000 euro lordi. In entrambi i casi, occorre dichiarare di non avere un altro rapporto bancario.

Agevolazioni per i senza reddito: l’aiuto per pagare l’affitto

Probabilmente, l’incubo più angosciante per chi è senza reddito è quello di poter perdere la casa. Di essere talmente in difficoltà da non riuscire a pagare l’affitto, rischiando di finire con la famiglia per strada a causa di uno sfratto. Per evitare di arrivare a situazioni come questa, c’è un’agevolazione per i senza reddito che consiste nella possibilità di accedere al Fondo per la morosità incolpevole. Di che si tratta?

Si tratta di un Fondo gestito dalle Regioni e rivolto a chi vive in affitto e si trova in difficoltà economica perché ha perso il lavoro o perché soffre di una grave patologia che gli impedisce di lavorare e, pertanto, di produrre reddito.

Per accedere all’agevolazione occorre avere una dichiarazione Isee inferiore ai 26mila euro e presentare domanda alla Regione di appartenenza.

Sempre per gli inquilini senza reddito o con entrate molto basse c’è un contributo comunale a supporto del canone di locazione. In questo caso, l’Isee deve essere inferiore ai 28mila euro. L’ammontare del contributo dipende dal reddito, dall’importo del canone di affitto e dal numero di componenti del nucleo familiare. Non si avrà diritto a questo contributo se già si prende il reddito di cittadinanza, poiché il primo viene assorbito dal secondo.

Agevolazioni per i senza reddito: bonus per l’istruzione dei figli

Lo Stato si impegna a garantire l’educazione dei bambini e dei ragazzini (come impone la Costituzione) attraverso alcune agevolazioni per i senza reddito nell’ambito dell’istruzione scolastica. Nel dettaglio:

  • l’esenzione dal pagamento delle tasse scolastiche per chi ha un Isee inferiore a 15.748,79 euro;
  • il bonus libri, a cui si accede secondo il limite di reddito stabilito ogni anno da Comuni e Regioni;
  • l’esenzione dal pagamento delle tasse universitarie nelle facoltà statali per chi ha un Isee inferiore a 13mila euro e la riduzione delle tasse universitarie per chi ha un Isee tra 13mila e 30mila euro.

Agevolazioni per i senza reddito: la sanità

In campo sanitario, le agevolazioni per i senza reddito riguardano alcune prestazioni specifiche (come il dentista sociale) e l’esenzione dal pagamento di alcune prestazioni.

In particolare, possono accedere alle cure dentistiche agevolate, pagando delle tariffe più basse rispetto a quelle abituali, i cittadini che:

  • hanno una dichiarazione Isee inferiore a 8mila euro;
  • sono esenti dal ticket sanitario per età o per patologia cronica e invalidante o inabili al lavoro con Isee inferiore a 10mila euro;
  • sono titolari di una social card;
  • sono donne in gravidanza, senza limiti di reddito, ma solo per visite odontoiatriche, ablazione del tartaro (la pulizia dei denti) e l’insegnamento dell’igiene orale.

C’è, poi, l’esenzione dal ticket sanitario per motivi di reddito. Possono usufruirne:

  • chi ha meno di 6 anni e più di 65 ed appartiene ad un nucleo familiare con reddito inferiore a 36.151,98 euro annui;
  • disoccupati e loro familiari a carico con un reddito annuo inferiore a 8.263,31 euro, oppure inferiore a 11.362,05 euro se c’è il coniuge. L’importo aumenta di 516,46 euro per ogni figlio a carico;
  • titolari di pensioni sociali e loro familiari a carico;
  • titolari di pensioni minime con più di 70 anni e loro familiari a carico, con i limiti di reddito sopra citati (reddito annuo inferiore a 8.263,31 euro, oppure inferiore a 11.362,05 euro se c’è il coniuge. L’importo aumenta di 516,46 euro per ogni figlio a carico).

note

[1] DM n. 70/2018 del 03.05.2018.


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