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Leggi ingiuste da rispettare

3 Gennaio 2019


Leggi ingiuste da rispettare

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 Gennaio 2019



Disobbedienza civile: quali sono le norme di legge ritenute sbagliate dalla popolazione italiana.

È giusto disobbedire alle leggi ingiuste? Negli Stati totalitari o dittatoriali l’obbedienza è generata quasi esclusivamente dal timore; in uno Stato democratico dovrebbe essere il senso civico a generare rispetto per le regole, anche quando non condivise. Eppure sempre più spesso si teme la “dittatura della maggioranza”, quella cioè generata da chi, avendo vinto le consultazioni elettorali, gestisce la cosa comune in modo assolutistico, proprio al pari di uno Stato totalitario. Il che finisce puntualmente nella negazione dei diritti delle minoranze che, comunque, in quanto anch’esse espressione della popolazione, vanno tutelate. Facciamo un esempio scolastico: in un Paese dove la maggioranza dei cittadini dovesse condividere l’idea di escludere dal voto politico le donne o di controllare il diritto di cronaca della stampa sarebbe tuttavia ingiusta una norma che vada in tal senso. Questo per estremi. Nei fatti, assistiamo speso alla didattica della maggioranza anche nel nostro Paese: si pensi alle nomine negli organi di vertice delle pubbliche amministrazioni o di informazione che vengono puntualmente “gestite” dai nuovi governanti con vere e proprie spartizioni. Si è così diffusa l’idea della disobbedienza civile, come legittima forma di protesta contro le leggi ingiuste da rispettare.

Di qui però la caccia alle leggi ingiuste, caccia che finisce per essere quasi sempre condotta su una base soggettiva e, di fatto, opportunistica. C’è, ad esempio, il rischio che l’automobilista, il quale ritenga inutile un semaforo, attraversi l’incrocio nonostante il rosso. E il timore che un dipendente, valutando spregiudicata e mobbizzante la conduzione dell’azienda presso cui lavora, si faccia rilasciare certificati medici falsi pur di assentarsi e recuperare la propria “dignità” di persona.

In uno Stato democratico non esistono, in verità, leggi ingiuste da rispettare e leggi ingiuste da non rispettare. E questo perché tutte le leggi sono di provenienza parlamentare o governativa, due organi che, direttamente o indirettamente, sono sempre espressione della volontà del popolo. Il cittadino non può erigersi a sultano e arbitro delle norme giuste, ma può solo interferire con il suo voto. Del resto, «Dura lex, sed lex» dicevano i latini: anche se ingiusta la legge deve essere rispettata. Ne va dello Stato democratico e dell’ordine pubblico.

Tanto è vero che il nostro ordinamento prevede un apposito reato per chi si fa giustizia da solo: quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni [1].

In questo particolare momento storico, da più parti vengono invocate le riforme. Riforme sia in materia fiscale che sociale. Stiamo assistendo a una evoluzione dei costumi e della sensibilità popolare che lascia riflettere e fa capire come siamo cambiati. Ai concetti tradizionali di tolleranza si sono sostituiti quelli di sovranismo, al vecchio liberismo si sta contrapponendo un ritorno al protezionismo e allo Statalismo. In un periodo in cui lo Stato sociale sembrava ormai tramontato sono numerose le tentazioni, da più parti politiche, di recuperare forme più o meno marcate di sostegno totale delle fasce più deboli della popolazione.

Leggi ingiuste da rispettare in materia fiscale

Stando alle discussioni e ai commenti sui social, ai post sui blog e alle statistiche raccolte sulla strada il popolo percepisce come leggi ingiuste da rispettare quasi tutte quelle relative al fisco. Ad esempio, il bollo auto viene, tra tutte le imposte, percepita come maggiormente ingiusta. E ciò perché, al pari delle tasse sulla casa, colpisce un bene di prima necessità, indispensabile anche per andare a lavorare.

Sempre in ambito fiscale c’è poi il famigerato Canone Rai. Qui però c’è un equivoco di fondo, alimentato peraltro dallo stesso Stato. Il nome dato all’imposta fa ritenere che si tratti di un abbonamento alla tv pubblica; sicché qualcuno ha ritenuto di non dover pagare perché privo di alcun interesse alle reti Rai. In realtà si tratta di una tassa sull’apparecchio televisivo in sé, a prescindere dall’uso che se ne faccia.

Quanto all’imposta sulla casa, in origine unica (Ici) e poi sdoppiata (Imu e Tasi), il governo Renzi ha previsto la detrazione dall’abitazione principale, venendo incontro al diffuso malcontento.

C’è chi percepisce come ingiusto pagare l’imposta sulla spazzatura per la casa disabitata. Ma in realtà, dimostrando che nell’immobile non sono previste utenze ed è di fatto inabitato, il versamento non è dovuto.

Leggi ingiuste da rispettare in materia di famiglia

Il controverso assegno di mantenimento è stato spesso ritenuto fonte di ingiustizia ai danni dei mariti, ridotti sul lastrico. Qualcuno si è così sentito nel diritto di “disobbedire”, facendosi licenziare per poi lavorare in nero o smettendo di pagare il mutuo per far pignorare la casa assegnata all’ex moglie. Così la legge ha previsto un vero e proprio reato per chi interrompe il versamento dell’assegno alla donna o ai figli.

La Cassazione ha, di recente, in linea coi tempi, modificato il proprio orientamento stabilendo che l’assegno divorzile non deve più mirare a garantire all’ex coniuge lo stesso tenore di vita che aveva durante la convivenza ma solo lo stretto indispensabile per mantenersi; fermo restando che, se è ancora giovane e in età per lavorare, non gli è dovuto nulla nonostante il suo stato di disoccupazione. Vien così fatta salva la posizione della casalinga che, per anni, ha rinunciato al lavoro per badare alla casa.

Leggi ingiuste da rispettare in materia di proprietà

L’usucapione è, tra tutte le leggi in materia di proprietà, quella ritenuta più ingiusta. Anche qui però si tratta di un equivoco generato dall’ignoranza. L’istituto infatti non mira a consentire il passaggio di proprietà a favore di chi si appropria illegittimamente del bene altrui, ma di chi lo sfrutta nella piena consapevolezza (per oltre 20 anni) dell’effettivo titolare. È un po’ come riconoscere la proprietà a chi si impossessa di un oggetto abbandonato a terra dal proprietario.

Sempre in materia di proprietà viene spesso criticato un eccesso di tutela nei confronti dell’inquilino moroso che non vuol lasciare l’appartamento. La colpa è delle lungaggini della giustizia e delle numerose moratorie sugli sfratti concessi dai precedenti governi.

Finiamo la rassegna con la legittima difesa: è giusto prendere la pistola e sparare al ladro che entra in casa? Sì, se questo minaccia l’altrui incolumità; no se invece è venuto solo per rubare. Possiamo sintetizzare così il concetto di legittima difesa. Senonché è quasi impossibile conoscere in anticipo le intenzioni del malvivente, senza contare che, a trovarsi a tu per tu con un ladro è normale perdere il controllo e premere il grilletto anche quando il pericolo è lontano. Ecco perché i numerosi tentativi di riforma di un istituto ritenuto non sufficientemente garante della sicurezza dei cittadini.

Leggi ingiuste da rispettare in materia di lavoro

Spesso si sente dire che lo Stato non ha soldi per sostenere i disoccupati. Come si sentirebbe un senza lavoro se sapesse che i soldi a lui destinati vengono invece sperperati o dati a chi non ne ha diritto? È questa la sensazione che si ha quando si viene a sapere che la Naspi viene erogata anche a chi è stato licenziato per una sua grave colpa, ossia per un comportamento doloso. Se un dipendente ruba dall’azienda e viene licenziato ottiene il sussidio di disoccupazione al pari invece di chi si è fatto i calli una vita ed ha perso il posto non per sua colpa. Sono le ingiustizie dell’attuale sistema lavorativo che abbiamo già criticato in Assegno di disoccupazione senza andare a lavorare.

note

[1] Art. 392 e 393 cod. pen.


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