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Come si calcola il pignoramento del quinto dello stipendio

3 Gennaio 2019


Come si calcola il pignoramento del quinto dello stipendio

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 Gennaio 2019



Pignoramento presso terzi: come si calcola il quinto pignorabile; esempi pratici. Vale il netto o il lordo? Si tiene conto di eventuali cessioni del quinto? 

Chi non paga i debiti può subire il pignoramento dei propri beni solo a patto che il creditore sia munito di un documento che certifichi ufficialmente il proprio diritto. Questo documento è chiamato “titolo esecutivo” e può consistere solo in una sentenza (anche di primo grado), un decreto ingiuntivo (solo dopo 40 giorni dalla sua notifica o anche prima se dichiarato “provvisoriamente esecutivo”), un contratto di mutuo firmato davanti al notaio, un assegno, una cambiale, qualsiasi altro debito certificato davanti a un pubblico ufficiale, una cartella esattoriale, un attestato di credito della Siae. È il creditore a scegliere quale dei beni del debitore aggredire al fine di riscuotere le somme che gli sono dovute. In questo, non può che riconoscersi una maggiore esposizione al rischio per chi ha un contratto di lavoro dipendente: difatti, si tratta di un reddito facilmente individuabile (a differenza di quello del lavoratore autonomo), pignorabile prima che possa essere speso (a differenza del conto corrente) e in base a una percentuale calcolata sull’intero importo (a differenza della pensione dalla quale va sempre detratto il minimo vitale). Questa percentuale è, nella gran parte dei casi, il 20%, ossia il quinto (salvo alcune eccezioni). Ma come si calcola il pignoramento del quinto dello stipendio? Di tanto parleremo qui di seguito.

A quanto ammonta la trattenuta sullo stipendio in caso di pignoramento?

Lo stipendio può essere pignorato entro i seguenti  limiti:

  • per i crediti alimentari: nella misura autorizzata dal presidente del tribunale o dal giudice delegato;
  • per ogni altro credito nel limite di 1/5 (un quinto);

Se tuttavia il creditore è l’agente della riscossione (Agenzia Entrate Riscossione per i tributi statali, le società private di riscossione per i tributi locali), il pignoramento dello stipendio può avvenire per percentuali differenti:

  • nei limiti di un decimo (10%) se lo stipendio, al netto delle ritenute, non supera 2.500 euro al mese;
  • nei limiti di un settimo (14,2%) se lo stipendio, al netto delle ritenute, si colloca tra 2.500 e 5.000 euro;
  • nei limiti di un quinto (20%) se lo stipendio, al netto delle ritenute, è superiore a 5.000 euro.

Più pignoramenti sullo stesso stipendio

Vediamo ora che succede se si sovrappongono due pignoramenti nello stesso momento. È possibile subire due trattenute di un quinto, lasciando così il debitore solo con tre quinti dello stipendio? Per spiegare come vanno le cose in questi casi dobbiamo prima fare una precisazione.

Tre sono le possibili cause di un pignoramento:

  • alimenti: si tratta di assegni di mantenimento per il coniuge separato o divorziato e per i figli quantificati in sede giudiziale (anche nel caso di omologazione di una accordo di separazione o divorzio) o degli assegni periodici risultanti da provvedimenti del giudice dovuti ai familiari (coniuge, figli, genitori, nuora, nipoti, fratelli e sorelle) che versano in uno stato di grave indigenza;
  • tributi: si tratta dei debiti dovuti nei confronti dell’Agenzia delle Entrate o dell’agente della riscossione per cartelle esattoriali non onorate;
  • debiti ordinari: nei confronti di soggetti privati come banche, fornitori, ecc.

Ebbene, se sullo stesso stipendio concorrono più pignoramenti della stessa causa, è possibile solo una trattenuta di un quinto per volta. Per cui la trattenuta va a soddisfare prima il pignoramento più vecchio e poi, una volta soddisfatto il creditore, quelli successivi. Quindi, se una persona ha un debito di 5mila euro e una trattenuta di 200 euro sullo stipendio per un pignoramento, nel caso dovesse sopraggiungere un altro pignoramento, il secondo potrà scattare solo dopo le 50 mensilità che hanno estinto la prima procedura.

Se invece concorrono due cause di pignoramento tra loro diverse (ad es. agente della riscossione ed ex moglie per l’omesso mantenimento) il pignoramento può estendersi fino a massimo la metà della retribuzione. Questo implica che il pignoramento successivo può aggiungersi a quello precedente. Ad esempio, se sullo stesso stipendio opera il pignoramento dell’agente della riscossione e della banca per l’omesso pagamento di una rata del mutuo, è possibile sommare i due pignoramenti insieme. Se invece si tratta di due fornitori, no.

Come si esegue il pignoramento dello stipendio?

Ci sono due modi per pignorare lo stipendio:

  • prima che il datore di lavoro lo versi al dipendente, e quindi in capo all’azienda;
  • oppure dopo la materiale erogazione sul conto corrente, e quindi in capo alla banca o alle poste.

In entrambi i casi, il pignoramento non può mai avvenire oltre la misura di cui abbiamo parlato nei presenti paragrafi.

Pignoramento dello stipendio presso l’azienda

Quando il pignoramento dello stipendio viene effettuato prima che il datore versi la busta paga al dipendente, il creditore notifica l’atto di pignoramento sia al datore stesso che al debitore (la legge non dice se la notifica debba essere contestuale o se debba essere effettuata prima nei confronti di un soggetto e poi dell’altro; nel silenzio, di solito il creditore procede nello stesso momento).

Dopo il ricevimento dell’atto di pignoramento, l’azienda deve inviare al creditore, con raccomandata o posta elettronica certificata, una dichiarazione in cui indica:

  • se ha  debiti nei confronti del debitore esecutato;
  • a quanto questi debiti ammontano e l’eventuale presenza di ulteriori pignoramenti.

Nell’atto di pignoramento è indicata la data di un’udienza in cui il debitore, volendo, può comparire per controllare l’andamento della procedura o presentare eventuali opposizioni. In tale udienza il giudice, verificata la dichiarazione dell’azienda, assegna le somme pignorate al creditore e ordina al datore, da quel giorno innanzi, a effettuare una trattenuta di un quinto sullo stipendio del dipendente fino ad estinzione integrale del debito.

Se il datore non invia la dichiarazione può essere convocato dal giudice per rilasciarla in udienza.

Pignoramento dello stipendio presso la banca o alle poste

Anche in questo caso, l’atto di pignoramento viene notificato sia al debitore che al terzo (in questo caso la banca o le poste). Il terzo invia al creditore una dichiarazione in cui certifica se sul conto ci sono somme pignorabili (ossia se il conto è attivo).

Per la parte di stipendi accreditati in data anteriore al pignoramento, il pignoramento è possibile solo per l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale.

In pratica l’operazione da effettuare è la seguente:

stipendio mensile – (453 x 3 = 1.359 euro) = somma pignorabile

Ad esempio, posto che il triplo dell’assegno sociale è € 1.359,00, se la retribuzione ammonta a € 2.000,00, può essere pignorata la parte di retribuzione che eccede € 1.359,00; se invece la retribuzione ammonta a € 1.300,00, essa non può essere oggetto di pignoramento.

Per le mensilità di stipendio accreditate dopo la data del pignoramento, è pignorabile lo stipendio entro massimo un quinto (un decimo o un settimo invece nel caso di agente della riscossione per stipendi rispettivamente inferiori a 2.500 euro o a 5.000 secondo quanto abbiamo detto in apertura di questo articolo).

Come si calcola il quinto pignorabile dello stipendio: esempi pratici

Per calcolare su quale parte di stipendio va calcolato il quinto sottoposto a pignoramento bisogna considerare solo il netto percepito dal dipendente, ossia lo stipendio materialmente erogato da cui sono già detratte:

  • le imposte (in quanto trattenute alla fonte, ossia dall’azienda);
  • le ritenute previdenziali (anche queste trattenute dal datore e versate all’Inps per l’accredito dei contributi pensionistici).

Quindi se il dipendente si vede accreditare mensilmente 1.000 euro, il quinto pignorabile ammonterà a 200 euro.

Non si sottrae il minimo vitale che invece è previsto per le pensioni. Quindi il 20% pignorabile (ossia un quinto) si applica su tutto il netto dello stipendio anche se questo dovesse essere molto basso.

Il pignoramento del quinto dello stipendio è possibile anche per buste paga insufficienti al debitore a mantenersi.

Il pignoramento del quinto vale sia per lo stipendio del dipendente full time che part time, sia per quello a tempo indeterminato che a tempo determinato.

Se il lavoratore ha in corso una cessione del quinto dello stipendio, il quinto pignorabile si calcola al lordo di tale cessione. Difatti la cessione del quinto è un atto volontario, non è altro che una spesa volontariamente eseguita dal debitore. Quindi se una persona percepisce uno stipendio di 1.000 euro su cui viene effettuata una cessione del quinto di 200 euro, il quinto pignorabile è ugualmente di 200 euro.


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2 Commenti

  1. Salve, un informazione se è possibile, con famiglia a carico (moglie e 3 figli), la busta paga di 700 è pignorabile, se è si di quanto, oppure ce un importo minimo di busta paga che non è pignorabile?

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