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Caos Tari: la guida per ottenere i rimborsi

23 Novembre 2017 | Autore:
Caos Tari: la guida per ottenere i rimborsi

Ecco le istruzioni ufficiali del Governo per chiedere i rimborsi della Tari versata in eccesso

Come abbiamo già avuto modo di spiegare (leggi:Tari illegittima: in arrivo i rimborsi dal 2014), il Ministero dell’Economia ha finalmente diffuso la circolare sul “Caos Tari” [1]. Il pasticcio della bollette gonfiate è ormai noto a tutti. La novità, però, è che sono arrivate anche le istruzioni ufficiali del Governo, che spiegano qual è stato l’errore che molti Comuni hanno commesso e come presentare la richiesta di rimborso della Tari illegittimamente versata. Vediamo, dunque, qual è stato l’errore di calcolo sulla Tari; cosa bisogna controllare prima di chiedere il rimborso; come fare richiesta di rimborso e di cosa si può chiedere la restituzione.

Tari gonfiata: qual è stato l’errore

Il caos Tari è stato ingenerato da un errore di calcolo. In particolare, l’errore è consistito nel non aver considerato – ai fini del calcolo della quota variabile della Tari – le pertinenze (quali: cantine, box, solai, garage, ecc.) insieme all’abitazione principale (per maggiori approfondimenti, leggi anche: Tari più cara per errore: come ottenere il rimborso). In sostanza, se il Comune ha applicato più volte la quota variabile della Tari, vale a dire una volta all’abitazione principale ed una o più volte alle pertinenze il calcolo è stato fatto in maniera scorretta. In tal caso, sicuramente il contribuente avrà pagato più del dovuto ed avrà diritto, dunque, al rimborso di quanto pagato in eccedenza.

Rimborso Tari: cosa bisogna controllare?

Prima di richiedere il rimborso Tari è importante controllare l’avviso di pagamento, vale a dire la bolletta. Ciò in quanto, in realtà, il regolamento comunale molte volte è confusionario e non esplicito o può prevedere un’applicazione corretta che però non si è verificata nella pratica, risultando così smentita dalla bolletta. Se si nutrono dei dubbi, quindi, la cosa più sicura ed anche più semplice da fare è quella di verificare “cosa dice” la bolletta in ordine a come è stata realmente applicata la quota variabile. Se la quota variabile è stata applicata non una volta, ma due o più volte (a seconda delle pertinenze), allora spetterà il rimborso.

Tari gonfiata: come fare richiesta di rimborso

La richiesta di rimborso può essere fatta anche subito (per saperne di più, leggi: Rimborso Tari: può essere chiesto subito). Se ci si rende conto che la Tari è stata gonfiata sarà necessario fare richiesta di rimborso. L’istanza di rimborso non prevede particolari difficoltà burocratiche: non è previsto un modello standard e non c’è bisogno dell’avvocato. La richiesta di rimborso, infatti, può essere presentata in carta semplice e deve contenere delle informazioni fondamentali, vale a dire:

  • l’identificativo dell’immobile;
  • l’importo pagato;
  • la cifra di cui si chiede la restituzione;
  • i dati catastali delle pertinenze che hanno ingenerato l’errore.

Tari illegittima: di cosa si può chiedere la restituzione?

Secondo la Circolare del Ministero dell’Economia il rimborso Tari può guardare indietro solo fino al 2014. Quindi, le annualità per le quali si potrà richiedere il rimborso della Tari sono quelle del 2014; 2015; 2016;2017. Ciò in quanto la Tari è “nata” proprio nel 2014, oltre che per altre motivazioni meglio spiegate nell’articolo: Tari gonfiata: scatta la corsa al rimborso


note

[1] Ministero dell’Economia e delle Finanze, circolare n. 1 del 20.11.2017, prot. n. 41836/2017.

Autore immagine: Pixabay.com


1 Commento

  1. Ma non sarebbe facilissimo se i Comuni che hanno fatto gli errori di calcoli scaricassero al prossimo invito di pagamento della TARI?? E IL CASO E´RISOLTO!!!!!.

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