Diritto e Fisco | Articoli

Insulti alla moglie: quando è reato?

22 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 Gennaio 2019



Insultare la moglie: quali sono le conseguenze? Cosa rischia chi offende il coniuge? Quando c’è il reato di maltrattamenti e quando quello di stalking?

Il diritto penale si occupa di punire tutte quelle condotte che, a causa della loro gravità, meritano una risposta sanzionatoria decisamente più forte della semplice sanzione amministrativa; prendi il caso della rapina: la persona che utilizza violenza per impossessarsi dei beni altrui merita senz’altro il carcere. Fino a qualche anno fa, il diritto penale puniva anche l’ingiuria, cioè l’offesa arrecata all’onore e alla dignità di una persona. Certo, la sua punizione, essendo demandata al giudice di pace, consisteva in conseguenze di poco conto: al massimo un’ammenda. Tuttavia, nell’ottica di una “pulizia” ed eliminazione dei delitti inutili, la cui offensività è davvero minima, il legislatore del 2016 ha ben pensato di abrogare questo reato il quale, pertanto, oggi è punito solamente dal punto di vista civile. Cosa vuol dire? Significa che non potrai più denunciare chi ti ingiuria, ma potrai comunque citarlo in tribunale per ottenere il risarcimento del danno; in caso di condanna, poi, il responsabile verrà anche condannato a pagare una somma a favore dello Stato. Che l’ingiuria non costituisca più reato è cosa probabilmente a te già nota; quello che forse non sai, però, è che il ripetersi di insulti ed offese gravi, quando hanno come vittima sempre la medesima persona, può costituire un altro reato, ben più grave: quello di maltrattamenti. È quanto ha stabilito la Suprema Corte: le ingiurie reiterate alla moglie costituiscono il delitto di maltrattamenti in famiglia, punito con la reclusione sino a sei anni! Questo significa che, se l’ingiuria di per sé è stata abrogata, la condotta denigratoria e offensiva continua ad essere punita se idonea ad integrare un’altra fattispecie di reato. Se l’argomento ti interessa prosegui nella lettura: ti parlerò degli insulti alla moglie e di quando è reato.

Insulti alla moglie: è reato?

Gli insulti alla moglie costituiscono reato? Di per sé, no: non esiste un delitto che porti questo nome, anche alla luce del fatto che l’ingiuria, come detto, è stata abrogata. Tuttavia, quando gli insulti sono reiterati e continui nel tempo, ed hanno come vittima il coniuge o la persona comunque convivente, possono integrare il delitto di maltrattamenti in famiglia: è quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, secondo cui la persona che insulta e offende il coniuge, ledendone l’integrità morale, risponde del reato appena citato [1].

Insulti alla moglie: quando è reato di maltrattamenti?

Per comprendere meglio quando gli insulti alla moglie costituiscono reato, devo spiegarti brevemente in cosa consiste il delitto di maltrattamenti. Secondo il codice penale, chi maltratta una persona della famiglia o comunque convivente, o una persona sottoposta alla sua autorità o a lui affidata per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza, custodia, o per l’esercizio di una professione, è punito con la reclusione da due a sei anni [2].

Come si evince dal disposto normativo, la legge non specifica cosa debba intendersi per maltrattamenti: la legge ha cura solamente di individuare, quale elemento essenziale per la realizzazione dell’illecito, il requisito della convivenza o, comunque, della vicinanza dovuto a ragioni educative, d’istruzione, di cura. Questo significa che può rispondere di maltrattamenti non solo il coniuge, ma anche il fratello, il padre, il  compagno convivente, l’insegnante delle scuole, ecc.

Per pacifico orientamento dottrinale e giurisprudenziale, i maltrattamenti di cui parla la norma vanno intesi nel senso più ampio del termine: in essi, quindi, non vanno ricondotti solamente i comportamenti di violenza fisica (percosse, lesioni, ecc.), ma anche i soprusi psicologici o verbali. Ciò che è insito nel concetto di maltrattamenti, però, è l’abitualità della condotta illecita: in altre parole, non basta un solo insulto, una sola percossa oppure un’altra azione violenta per integrare il reato di cui ti sto parlando. Ciò che occorre è che la condotta colpevole sia ripetuta nel tempo.

Da tanto si evince che anche gli insulti alla moglie costituiscono il reato di maltrattamenti, quando si ripetono e sono idonei a ledere l’onore e la dignità della vittima. Pertanto, ogni tipo di vessazione, se reiterata e prolungata, e sempre se sussistono i requisiti della convivenza, possono dar luogo al reato di maltrattamenti.

Insulti alla moglie: quando non è reato?

Al contrario, gli insulti alla moglie non costituiscono reato quando, seppur gravemente offensivi, sono sporadici. In un episodio di qualche anno fa, la Corte di Cassazione ha escluso il reato di maltrattamenti in un caso che ha visto come protagonista un marito che, in tre diverse occasioni, aveva rivolto pesanti offese a sfondo sessuale alla moglie, per giunta in presenza della figlia minore [3]. Il reato è stato escluso per via dell’assenza dell’abitualità della condotta: secondo i supremi giudici, infatti, gli insulti alla moglie erano stati sporadici e, considerata anche l’abrogazione del delitto di ingiuria, non erano idonei ad integrare alcuna ipotesi criminosa.

Insulti alla ex moglie: è reato?

Gli insulti alla ex moglie possono costituire il reato di maltrattamenti solamente in presenza del requisito indispensabile della convivenza; in caso contrario, in assenza di suddetto elemento, non si potrà avere né il delitto di ingiuria (abrogato) né quello di maltrattamenti. Ciò non significa che gli insulti alla ex moglie la facciano passare liscia al responsabile: ed infatti, se le offese sono ripetute nel tempo e si concretizzano in una sorta di persecuzione ai danni dell’ex coniuge, può integrarsi il reato di stalking [4].

note

[1] Cass., sent. n. 54053/2018.

[2] Art. 572 cod. pen.

[3] Cass., sent. n. 24375/2016.

[4] Art. 612-bis cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA