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Assegno di ricollocazione 2019

13 Maggio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Maggio 2019



Assegno di ricollocazione Rdc e Cigs: come funziona, a chi spetta e come si chiede il nuovo aiuto contro la disoccupazione.

Dal 29 gennaio 2019 e sino al 31 dicembre 2021, per i disoccupati percettori di Naspi, non è più possibile richiedere l’assegno di ricollocazione, chiamato anche Adr Naspi; l’assegno può essere invece richiesto dai percettori del reddito di cittadinanza (Adr Rdc) e di cassa integrazione straordinaria (Adr Cigs).

In passato, invece, potevano beneficiare della misura i disoccupati che percepivano la Naspi (l’indennità di disoccupazione per i lavoratori dipendenti) da almeno 4 mesi senza aver trovato un nuovo lavoro.

Possono comunque ricevere l’assegno di ricollocazione, ancor prima di aver perso il lavoro, i lavoratori in cassa-integrazione straordinaria (Cigs); ne hanno diritto anche i beneficiari del Rei, cioè del reddito d’inclusione, ed i beneficiari del reddito di cittadinanza.

Il trattamento spettante è un assegno sino a 5mila euro, riconosciuto per ogni disoccupato o cassintegrato che trova un impiego a tempo determinato, sino a 2.500 euro per chi trova un lavoro a termine superiore ai 6 mesi e sino a 1.250 euro, nelle regioni meno sviluppate, per chi trova un lavoro a termine superiore ai 3 mesi.

Attenzione, però: l’assegno di ricollocazione non è liquidato direttamente ai beneficiari del reddito o ai cassintegrati, ma è riconosciuto sotto forma di voucher spendibile presso i centri o le agenzie per l’impiego, o presso i delegati della Fondazione consulenti per il lavoro, che possono incassarlo solo se riescono a trovare una nuova occupazione al beneficiario della misura.

La misura dell’assegno, poi, varia non solo a seconda della durata del contratto di lavoro concluso dal disoccupato, ma anche del suo profilo di occupabilità, che dipende dall’età, dal sesso, dall’istruzione, dall’esperienza e dalla residenza: in pratica, più è difficile collocare il lavoratore, più è alto l’assegno per chi trova lavoro, sino a 5mila euro.

Per le aziende che assumono sono previsti diversi incentivi, sia nel caso in cui l’interessato sia un disoccupato, che nel caso in cui sia un cassintegrato o un percettore del reddito di cittadinanza.

Ma procediamo per ordine e vediamo come funziona l’assegno di ricollocazione 2019 per chi trova lavoro: a chi spetta, come si calcola, quali benefici per le aziende che assumono.

Chi ha diritto all’assegno di ricollocazione 2019?

Hanno diritto all’assegno di ricollocazione sino a 5mila euro tutti coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza, cioè il nuovo sussidio contro la povertà. L’adesione alla ricollocazione è volontaria e l’erogazione del voucher non fa perdere e non riduce il reddito: si decade dal sussidio, però, se non si attiva il servizio di assistenza intensiva alla ricollocazione.

Per i percettori del reddito, l’assegno ha una durata di 6 mesi, prorogabile di altri 6 mesi qualora vi siano importi residui.

Hanno diritto all’assegno, inoltre, coloro che sono in Cigs e aderiscono alla ricollocazione anticipata, che deve essere autorizzata da un apposito accordo sindacale con l’azienda. Il lavoratore in Cigs ha diritto all’assistenza intensiva per la ricerca del posto di lavoro per almeno 6 mesi, sino a un massimo di 18 mesi complessivi. Infine, hanno diritto alla ricollocazione anche i beneficiari del Rei, il reddito d’inclusione.

A quanto ammonta l’assegno di ricollocazione 2019?

L’assegno di ricollocazione parte da un minimo di 250 euro e può arrivare, come anticipato, sino a 5mila euro. L’ammontare dell’assegno dipende dal profilo di occupabilità dell’interessato, cioè dalla difficoltà nel trovare un nuovo impiego: le probabilità di essere ricollocati sono collegate a diversi fattori, come sesso, età, esperienza professionale, livello d’istruzione e collocazione geografica.

L’ammontare dell’assegno dipende inoltre dalla durata del nuovo contratto di lavoro:

  • da mille a 5mila euro se il disoccupato trova un nuovo impiego a tempo indeterminato, apprendistato compreso;
  • da 500 a 2.500 euro se il disoccupato viene collocato con un contratto a termine di almeno 6 mesi;
  • da 250 a 1.250 euro se il disoccupato, appartenente alle regioni meno sviluppate (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia) instaura un rapporto a termine tra i tre e sei mesi.

Come funziona l’assegno di ricollocazione per i cassintegrati?

Entro 30 giorni dalla chiusura degli accordi di ricollocazione tra azienda e sindacati, il lavoratore cassintegrato può attivare il percorso di ricollocazione anticipata: l’assegno è riconosciuto per retribuire i servizi per il lavoro per le attività effettuate, dalla formazione alla riqualificazione fino all’accompagnamento verso il nuovo impiego.

Se il cassintegrato trova un nuovo lavoro, il precedente rapporto si risolve e sono riconosciuti degli incentivi sia al lavoratore che all’azienda che lo assume.

Innanzitutto, al lavoratore possono essere corrisposti degli incentivi all’esodo: fino alle prime nove mensilità, in base a quanto previsto dalla normativa, le somme sono completamente esentasse. Nel caso in cui l’azienda riconosca ulteriori mensilità, per rendere più conveniente l’uscita dal lavoro, anche le somme aggiuntive sono trattate come incentivi all’esodo.

Per il lavoratore c’è poi un secondo bonus, pari al 50% della cassa integrazione residua: ad esempio, se l’interessato viene assunto dopo 6 mesi ed ha ancora diritto a 18 mesi di Cigs, beneficia di un incentivo pari a 9 mensilità di integrazione salariale, oltre allo stipendio che percepisce dal nuovo datore di lavoro.

Quali sono gli incentivi per le aziende che assumono?

Sono previsti degli incentivi anche per le aziende che assumono il lavoratore beneficiario di assegno di ricollocazione. In particolare:

  • se ad essere assunto è un lavoratore in Cigs, spetta uno sgravio contributivo del 50%, fino a un tetto massimo di 4.030 euro annui; lo sgravio spetta per 12 mesi, se il lavoratore firma un contratto a termine, o per 18 mesi, se firma un contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti;
  • se ad essere assunto è un disoccupato, possono spettare numerosi incentivi: dal bonus occupazione mezzogiorno, al bonus assunzione giovani, al bonus donne e over 50 disoccupati; per conoscerli tutti: Incentivi occupazione 2019;
  • se ad essere assunto è un beneficiario del reddito di cittadinanza, al datore spettano le mensilità non ancora godute del sussidio, sino a un massimo di 18; l’intervento deve essere ancora definito con un apposito decreto.

Come fare domanda per l’assegno di ricollocazione?

Per quanto riguarda la procedura per ottenere l’assegno di ricollocazione, questa è differente a seconda della categoria a cui appartiene il beneficiario, beneficiario di Rdc, cassintegrato o avente diritto al Rei.

Per quanto riguarda i beneficiaridi Rdc, i percettori del sussidio sono tenuti a stipulare il Patto per il lavoro con il centro per l’impiego: decorsi 30 giorni dalla data di liquidazione della prestazione, ricevono dall’Anpal l’assegno di ricollocazione (Adr) da spendere presso i centri per l’impiego o presso i soggetti accreditati, come le agenzie per il lavoro o i delegati della fondazione Lavoro (consulenti del lavoro).

A pena di decadenza dal reddito di cittadinanza, inoltre, il beneficiario deve attivare il servizio di assistenza intensiva alla ricollocazione: in pratica, deve scegliere il soggetto erogatore del servizio di assistenza e fissare la data del primo appuntamento, entro 30 giorni dal riconoscimento dell’assegno.

Se il soggetto erogatore prescelto non si attiva nella ricollocazione del beneficiario, questo deve rivolgersi ad un altro soggetto erogatore.

Per i cassintegrati, è necessario aderire a un apposito percorso di formazione e ricollocazione; la domanda deve essere presentata telematicamente attraverso il portale Anpal, all’indirizzo “adrcigs.anpal.gov.it”.

Per i beneficiari di Rei, la procedura per ottenere l’assegno si attiva nell’ambito del progetto personalizzato che il nucleo familiare beneficiario deve seguire.


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