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Danno da fermo tecnico: cos’è e come si calcola

6 Gennaio 2019


Danno da fermo tecnico: cos’è e come si calcola

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 Gennaio 2019



Il danno da fermo tecnico è costituito dal danno che subisce il proprietario di un bene, quale l’automobile o un appartamento, per non averlo potuto utilizzare nel periodo necessario a ripararlo.

Un’auto sbanda e ti viene addosso. Il cofano della tua macchina è in buona parte danneggiato. Sei costretto a portarla dal carrozziere per farla riparare. In tutto ci vogliono due settimane durante le quali devi utilizzare un’auto a noleggio. Se ne vanno quasi mille euro.

I tubi dell’acqua dell’appartamento sopra al tuo sono danneggiati: questo causa delle infiltrazioni di umidità che ti costringono a rifare la pittura della stanza da letto e del soggiorno. Finché non se ne va l’imbianchino e, con lui, la puzza di vernice, ti vedi obbligato a dormire in hotel coi tuoi familiari: un conto di trecento euro in tutto.

Chi ti paga per questi disagi? Si chiama danno da fermo tecnico ed è una specifica voce di risarcimento che la giurisprudenza ha ormai ammesso. In buona sostanza, per comprendere cos’è e come si calcola il danno da fermo tecnico devi considerare il disagio economico e personale che subisci per non poter utilizzare un tuo bene di primaria necessità nel tempo necessario a ripararlo. Ebbene, questo disagio ha un valore e, se riesci a dimostrarlo con una valida prova, il responsabile dell’incidente o delle infiltrazioni di acqua deve risarcirti.

Cos’è il danno da fermo tecnico?

Possiamo definire il danno da fermo tecnico come quel pregiudizio economico subito dal proprietario di un bene, bene che non può essere utilizzato per un certo tempo (più o meno lungo) a causa del danno prodotto da un’altra persona.

Ritorniamo all’esempio della macchina che, a seguito dell’incidente stradale, deve restare ferma dal battilamiere. Durante questo periodo, il mezzo continua a produrre spese: il bollo auto, il premio all’assicurazione, la naturale perdita di valore del veicolo a seguito del sinistro. Ci sono poi i disagi o le spese che deve affrontare il danneggiato: dall’auto sostitutiva (per chi se la può permettere) alla necessità di prendere i mezzi pubblici (con conseguente perdita di tempo ulteriore da poter invece dedicare al riposo o alla famiglia).

Nell’esempio dell’appartamento pregiudicato dalle infiltrazioni di acqua, il danno da fermo tecnico è evidente se l’immobile viene utilizzato per attività commerciali (si pensi a una palestra) o professionali (lo studio medico o di un dentista): in tal caso, l’inquilino perde clienti e lavoro. Se si tratta di un appartamento sarà costretto a stare altrove, a spostare mobili, ecc.

Quando spetta il danno da fermo tecnico?

La Cassazione ha di recente affermato [1] che, per ottenere il risarcimento da fermo tecnico, è necessario dimostrare il danno subito.

Il danno non si può presumere per il solo fatto che c’è stato l’evento (l’incidente o le infiltrazioni). Il danno da fermo tecnico è risarcibile solo quando sia fornita prova specifica della perdita economica conseguita direttamente. Ciò significa per il caso dell’autovettura che il risarcimento per il suo mancato uso è da dirsi riconosciuto solo se la derivante perdita patrimoniale può essere dimostrata.

Insomma, l’indennizzo non è automatico ma richiede la prova.

La prova però non deve essere diretta necessariamente a quantificare l’importo del pregiudizio. Nell’esempio dell’auto in riparazione, non è possibile quantificare il disagio per un’ora di ritardo nel rientro serale a casa dal lavoro, per via dei pochi mezzi pubblici. Eppure bisogna comunque dar prova che effettivamente il danneggiato è stato costretto a prendere il pullman e che l’orario della corsa è scomodo. In questi casi il giudice può liquidare il risarcimento “in via equitativa”, ossia sulla base di quanto gli appare giusto nel caso concreto. La liquidazione equitativa del danno è, secondo la Cassazione [2], consentita soltanto a condizione che sia obiettivamente impossibile o particolarmente difficile dimostrare, nel suo preciso ammontare, il danno di cui è peraltro provata con certezza la sussistenza.

Come si calcola il danno da fermo tecnico?

La prova del danno da fermo tecnico può essere facilmente recuperata quando si tratta di spese vive affrontate a causa del fermo tecnico: l’auto sostitutiva in noleggio, costi di trasporto, una camera di hotel, ecc. In tal caso si parla di danno emergente. Dimostrare il danno emergente è facile: basta presentare al giudice la fattura o i documenti che comprovano la spesa.

Più difficile è invece dimostrare il lucro cessante, che si ha quando, a causa del fermo tecnico, il danneggiato non riesce a guadagnare. Il lucro cessante deriva dall’impossibilità di svolgere il proprio lavoro a causa del fermo. Si pensi all’esempio dello studio dell’avvocato bloccato a causa della riparazione dei tubi o all’auto di un tassista.

Per stabilire come si calcola il danno da fermo tecnico bisogna quindi valutare:

  • quali prove ha in mano il danneggiato per dimostrare il disagio e il danno;
  • quanti giorni di fermo sono stati necessari;
  • qual è il danno emergente dimostrabile;
  • qual è il lucro cessante dimostrabile.

note

[1] Cass. sent. n. 13718/17.

[2] Cass. sent. n. 127/2016.


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