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Fondo garanzia prima casa: cos’è e come richiederlo?

6 Gennaio 2019 | Autore:
Fondo garanzia prima casa: cos’è e come richiederlo?

Il Fondo di garanzia come strumento di facilitazione del credito per l’acquisto e la ristrutturazione della prima casa con particolare riguardo alle famiglie in difficoltà, ai giovani e alle fasce più deboli.

Sei un vedovo con un figlio minorenne a carico e vuoi ristrutturare la tua prima casa? Hai meno di 35 anni e stai pensando di comprare un immobile da adibire a prima casa per te e tua moglie? Sei un lavoratore part-time under 35 e vuoi migliorare l’efficienza energetica della tua prima casa? Non tutti sanno che per questi casi il nostro legislatore ha previsto uno strumento molto importante al fine di andare incontro alle necessità di coloro che si trovano ad affrontare le difficoltà legate alla richiesta di un mutuo per acquistare, ristrutturare o migliorare l’efficienza energetica di un immobile da adibire o già adibito a prima casa. Lo Stato italiano infatti, ha istituito nel 2013 presso il Ministero dell’Economia, il Fondo di garanzia per i mutui prima casa, gestito dalla Consap (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici), che ha iniziato ad operare concretamente nel 2015. Grazie a questo Fondo è lo Stato che diventa garante dei cittadini ed è così possibile accendere ad un mutuo senza bisogno di ulteriori garanzie da parte di familiari o di terzi soggetti. Sono state previste inoltre, una serie di agevolazioni fiscali che unitamente al Fondo, hanno consentito in quattro anni effettivi di operatività di portare a termine un notevole numero di operazioni di mutuo. I dati ci danno l’idea del successo riscosso da tale iniziativa: da gennaio 2015, ovvero da quando il Fondo di garanzia è diventato operativo, al 31 marzo 2018, le richieste ammissibili sono state 58.501 con un importo pari a 3,3 miliardi di euro. A Marzo 2018 le domande sono state di otre 300 al giorno attraverso 175 banche aderenti all’iniziativa. Il 58% delle operazioni di mutuo hanno riguardato giovani nella fascia di età compresa tra i 20 e i 35 anni, per un controvalore di circa 10,1 miliardi di euro. Questo strumento di facilitazione del credito dunque, ha finora portato ottimi risultati sia per i cittadini ed in particolar modo per gli under 35 sia per il mercato immobiliare residenziale che negli ultimi anni aveva registrato una significativa riduzione delle compravendite immobiliari e dei valori di mercato. Vediamo quindi, nel dettaglio il Fondo di garanzia prima casa: cos’è e come richiederlo.

Fondo di garanzia prima casa

ll Fondo di garanzia per i mutui prima casa prevede il rilascio di garanzie a copertura del 50% della quota capitale per mutui ipotecari per un massimo di 250.000 euro, erogati per l’acquisto o anche per gli interventi di ristrutturazione e l’accrescimento dell’efficienza energetica, degli immobili, non di lusso, già adibiti o da adibire a prima casa.

La garanzia del Fondo può essere richiesta anche per mutui ipotecari fino al 100% del valore dell’immobile, se tale offerta è presente presso la banca erogatrice del mutuo.

Possono fare richiesta per accedere a tale Fondo tutti quei soggetti che al momento di presentazione della domanda di mutuo ad una delle banche aderenti all’iniziativa, non risultino proprietari di altri immobili ad uso abitativo, fatta eccezione di quelli ricevuti per successione anche se in comunione con altri coeredi e per quelli concessi in uso gratuito da genitori o fratelli.

I beneficiari del Fondo di garanzia per i mutui prima casa

I beneficiari del Fondo garanzia per i mutui prima casa ovvero coloro che possono accedere all’agevolazione, appartengono ad alcune specifiche categorie di risparmiatori e più precisamente sono:

  • giovani coppie sposate o conviventi che hanno costituito un nucleo familiare da almeno due anni, di cui almeno uno dei due deve essere sotto i 35 anni al momento della presentazione della domanda;
  • famiglie monogenitoriali, cioè nuclei familiari con un solo genitore non coniugato, separato, divorziato o vedovo e con almeno un figlio minorenne a carico;
  • lavoratori con meno di 35 anni in possesso di un contratto di lavoro atipico (ad esempio coloro che hanno un contratto di lavoro a tempo determinato di inserimento o part-time o a progetto o ancora occasionale);
  • inquilini che vivono in alloggi di proprietà degli Istituti autonomi case popolari (IACP) ovvero dell’Azienda territoriale edilizia residenziale pubblica (ATERP).

La procedura di adesione non prevede l’esclusione di alcuna categoria.

Tuttavia in fase di valutazione e rilascio delle garanzie, in presenza di più domande pervenute nella stessa giornata, il gestore del Fondo, cioè la Consap, attribuirà priorità alle categorie sopra indicate.

Tutte le altre richieste saranno considerate in base all’ordine di arrivo che sarà indicato da un apposito codice attribuito al momento della consegna delle domande.

I requisiti degli immobili ammessi al Fondo di garanzia 

Gli immobili per potere essere ammessi al Fondo garanzia per i mutui prima casa devono possedere determinati requisiti.

In particolare il Fondo di garanzia può essere erogato solo se:

  • l’immobile ad uso abitativo è ubicato in Italia;
  • l’immobile non è di lusso. Pertanto, non sono possono accedere al Fondo di garanzia quegli immobili che rientrano nelle categorie catastali A1, relativa alle abitazioni di tipo signorile, A8, che ricomprende le ville e A9, che è riferita ai castelli e ai palazzi di eminenti pregi artistici o storici;
  • l’immobile è destinato ad uso esclusivamente abitativo, fatta eccezione di quegli immobili provenienti da successioni o concessi in comodato d’uso gratuito da genitori e fratelli.

Limitazioni per l’accesso al Fondo di garanzia per i mutui prima casa

Perché si possa accedere al Fondo di garanzia il mutuo ipotecario non deve avere importo superiore ai € 250.000 e deve essere stato concesso da una banca o da un intermediario finanziario aderente all’iniziativa in base al protocollo di intesa firmato tra il ministero dell’Economia e l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) nel 2014.

L’elenco delle banche aderenti all’iniziativa

L’elenco degli Istituti di Credito che aderiscono all’iniziativa può essere reperito sul sito Consap e su quello dell’ABI.

Come fare domanda per accedere al Fondo di garanzia per i mutui prima casa

Prima di presentare la domanda per accedere al Fondo di garanzia per i mutui prima casa bisogna verificare se la propria banca rientra tra quelle aderenti all’iniziativa, consultando i siti sopra indicati oppure ci si può rivolgere direttamente alla proprio istituto di credito.

Ad oggi le banche e gli istituti di credito aderenti all’iniziativa rappresentano circa il 63% degli sportelli bancari.

Il modulo per la richiesta

Il modulo per la richiesta si può scaricare da internet sul sito del Dipartimento del Tesoro oppure su quello della Consap e delle banche aderenti all’iniziativa.

La documentazione da allegare alla domanda

Alla domanda vanno allegati i seguenti documenti:

  • un documento d’identità;
  • un documento di autocertificazione ISEE;
  • una certificazione che attesti che la persona che fa richiesta non sia proprietario di alcun immobile;
  • una copia del contratto di lavoro.

Qualora il mutuo venga richiesto per la ristrutturazione o per gli interventi di efficienza energetica la banca tra la documentazione da presentare, può richiedere l’attestazione di prestazione energetica (APE).

Il procedimento per l’accesso al Fondo di garanzia

Una volta presentata la domanda, la banca o l’intermediario, effettuati i controlli sul possesso dei requisiti prescritti, trasmette il modulo in via telematica alla Consap, che gestisce il Fondo di garanzia.

La Consap a sua volta, attribuisce un numero di protocollo con l’anno, il mese, il giorno, l’ora e il minuto di presentazione della richiesta, che serve a stabilire una priorità nel caso di scarsità di fondi.

Entro 15 giorni lavorativi, la banca comunica ai richiedenti l’ammissione al Fondo oppure nel caso in cui non ci fosse la disponibilità economica, la non ammissibilità della domanda.

Se la risposta è positiva, e quindi, se viene confermato l’accesso al Fondo di garanzia, nei 30 giorni successivi viene erogato il mutuo e inizia la garanzia dello Stato. Va comunque evidenziato che per potere accedere alla agevolazioni del Fondo di garanzia per i mutui prima casa, spetta sempre alle banche l’ultima parola. Pertanto, anche se aderenti all’iniziativa, queste devono comunque prima accettare la domanda di mutuo, potendo in alcuni casi anche rigettarle.

Le banche e gli intermediari nel momento in cui viene confermato l’accesso al Fondo di garanzia si impegnano a non chiedere ai mutuatari garanzie aggiuntive oltre all’ipoteca sull’immobile ed alla garanzia fornita dallo Stato.

La banca tenuto conto delle condizioni economiche del richiedente, può definire che il tasso effettivo globale (TEG) non superi quello globale medio (TEGM), il cui valore è aggiornato ogni 3 mesi dal ministero dell’Economia e Finanze.

Cosa succede se il richiedente non riesce a pagare la rate del mutuo

Nell’ipotesi in cui il richiedente non dovesse riuscire a pagare anche in parte, le rate del mutuo, la banca invia un sollecito di pagamento e avverte la Consap.

Trascorso un anno, se il cliente continua a non pagare, la banca o l’intermediario può chiedere alla Consap di coprire le rate mancati con il Fondo di garanzia. In tal caso il rimborso dovrebbe avvenire nei 30 giorni successivi alla richiesta.

Da tale momento in poi il cliente sarà obbligato non più nei confronti della banca bensì del Ministero dell’Economia per il pagamento delle rate arretrate. Su queste rate verranno calcolati gli interessi legali dal giorno in cui la Consap ha effettuato il pagamento alla banca. Spetterà alla Consap agire nei confronti del cliente per il recupero forzoso delle somme tramite iscrizione a ruolo o cartella esattoriale.

Nei casi di temporanea indisponibilità, licenziamento, disoccupazione, cassa integrazione, decesso o handicap grave il cliente può sempre richiedere la sospensione del pagamento delle rate mutuo prima casa per un massimo di 18 mesi.



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