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Simulazione calcolo Isee

6 Gennaio 2019 | Autore:


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Come si compila la Dsu per l’attestazione della situazione economica del nucleo familiare. I dati ed i moduli a seconda dell’agevolazione da richiedere.

Hai la possibilità di usufruire di un’agevolazione oppure tuo figlio deve iscriversi all’università? Se è ancora piccolo, devi mandarlo all’asilo o alla mensa scolastica delle elementari? Per queste e per altre cose è necessario presentare la dichiarazione Isee, quella, cioè, che certifica la tua situazione economica e patrimoniale. Ti chiederai, però, come si fa il calcolo Isee per compilare la dichiarazione a seconda del motivo per cui devi presentarla. Ci sono, infatti, diversi tipi di dichiarazione Isee, o per meglio dire di Dsu, la dichiarazione unica sostitutiva che viene chiesta per beneficiare di una prestazione assistenziale o per rateizzare una cartella esattoriale: ordinaria, corrente, destinata all’università, riguardante un minorenne ed altro ancora. Può essere utile, allora, vedere una simulazione del calcolo Isee in modo da renderti conto di che cosa deve contenere quella dichiarazione.

Compilare la dichiarazione sostitutiva unica che riporta il calcolo dell’Isee non è un’impresa impossibile, anche se in molti preferiscono appoggiarsi ad un patronato o ad un professionista nel timore di sbagliare qualcosa. Quel che è importante è non barare mettendo dei dati falsi per tentare di avere un’agevolazione che, altrimenti, andrebbe persa: la dichiarazione Isee viene sottoposta a diversi controlli incrociati da parte dell’Inps e dell’Agenzia delle Entrate. Ed anche non volendo farlo apposta, un errore nella compilazione può compromettere l’accesso ad un beneficio a cui si ha diritto. Per questo motivo, la simulazione del calcolo Isee si rende ancora più interessante. Vediamo di capire tutto sull’Isee e sulla Dsu.

Calcolo Isee: che cos’è?

Isee sta per «indicatore della situazione economica equivalente». In pratica è l’indice che rivela la ricchezza o la povertà di un nucleo familiare sulla base dei dati relativi al patrimonio e al reddito di ogni componente della famiglia.

Questo indice viene espresso attraverso la dichiarazione sostitutiva unica, nota anche come Dsu. Documento che contiene, oltre all’indicatore economico, anche quelli sulla situazione reddituale (l’Isr) e sulla situazione patrimoniale (l’Isp).

Calcolo Isee: dove si presenta la dichiarazione?

Ci sono diversi modi per presentare la dichiarazione con il calcolo Isee. Molti contribuenti si rivolgono ad un Caf o ad un professionista, forse perché poco pratici con i numeri oppure per paura di sbagliare qualcosa. Tuttavia, è possibile compilare e presentare la dichiarazione attraverso il servizio online dell’Inps: tenendo a portata di mano tutti i dati richiesti e le credenziali di accesso al portale dell’Istituto (codice Pin, carta nazionale dei servizi o identità digitale Spid) si può seguire passo a passo il sistema che aiuta nella compilazione della dichiarazione. Ed è quello che vedremo tra poco con la simulazione del calcolo Isee.

Calcolo Isee: quali informazioni servono?

Come già detto, la dichiarazione Isee deve riportare i dati relativi al reddito prodotto da tutti i componenti del nucleo familiare nell’anno di riferimento e al patrimonio che ciascuno di essi possiede.

Nel dettaglio, quindi, la Dsu dovrà contenere, oltre ai dati anagrafici di tutti i membri del nucleo familiare:

  • i redditi del nucleo: stipendi ma anche eventuali indennità di disoccupazione o Naspi, reddito di cittadinanza o altre prestazioni assistenziali (come ad esempio quelle per disabilità), affitti percepiti, ecc.;
  • gli immobili posseduti;
  • le informazioni sul patrimonio mobiliare e/o finanziario: titoli, conti correnti, carte di credito o prepagate, polizze assicurative, ecc.

Calcolo Isee: quali tipi di dichiarazione esistono?

Non esiste, come abbiamo anticipato, un solo modello di dichiarazione Dsu per riportare il calcolo dell’Isee. Il documento da presentare cambia a seconda della finalità per cui si compila la dichiarazione.

Dichiarazione Isee corrente

Si tratta di una dichiarazione Isee con l’aggiornamento dei redditi e dei trattamenti percepiti negli ultimi 12 mesi nel caso in cui ci siano state delle variazioni rilevanti come, ad esempio, in seguito alla perdita del posto di lavoro.

Se il periodo di 12 mesi si riduce a 2 mesi per la perdita, la sospensione o la riduzione dell’attività lavorativa di un dipendente a tempo indeterminato, l’Inps moltiplica i redditi per 6 in modo da rapportarli all’interno anno

Dichiarazione Isee Mini

La dichiarazione Isee Mini, che si presenta con il modello MB1, è quella di base da compilare qualunque sia la necessità del contribuente. Questa dichiarazione, infatti, contiene i dati del nucleo familiare e dell’abitazione.

Per quanto riguarda il nucleo, è possibile precisare nel modulo alcune situazioni particolari per chiedere un’agevolazione, come ad esempio se contiene:

  • figli minorenni ed almeno uno dei genitori che ha svolto attività di lavoro d’impresa per almeno 6 mesi nell’anno di riferimento della dichiarazione;
  • un solo genitori con figli minorenni (serve il modello MB2 se ci sono dei genitori non conviventi o non coniugati);
  • almeno tre figli (anche maggiorenni) degli stessi genitori oppure di uno stesso componente e del suo coniuge.

Per quanto concerne, invece, l’abitazione, bisogna precisare se si tratta di una casa di proprietà oppure se il nucleo vive in affitto, in comodato, o in altro modo. Se ci sono dei coniugi con residenza diversa, serve indicare qual è la residenza familiare scelta.

Dichiarazione Isee minorenni

Quando si compila la dichiarazione Isee minorenni si deve tener conto del fatto che viene considerato appartenente al nucleo familiare anche il genitore non convivente o non coniugato che ha riconosciuto il figlio o i figli. Tuttavia, questo genitore è escluso dal nucleo se:

  • è sposato con una persona diversa dall’altro genitore;
  • ha dei figli con una persona diversa dall’altro genitore;
  • deve versare degli assegni periodici per il mantenimento dei figli su ordine di un giudice;
  • è stato escluso dalla potestà sui figli o allontanato dalla residenza di famiglia;
  • risulta economicamente ed affettivamente estraneo ai figli dietro accertamento dell’autorità competente in materia di servizi sociali.

La dichiarazione Isee minorenni tiene conto del genitore sposato o che ha figli con un’altra persona ma considerando la scala di equivalenza del nuovo nucleo familiare.

Dichiarazione Isee università

Altra situazione che si pone spesso nelle famiglie è quella di chiedere un’agevolazione sui costi universitari di uno o più figli. In questo caso, occorre compilare la dichiarazione Isee università, ovvero l’Iseeu che si trova all’interno del modulo MB2.

Dichiarazione Isee sociosanitario

Il modulo MB3 è quello relativo alla dichiarazione Isee necessaria per accedere ad un’agevolazione di tipo sociale o sanitaria, come può essere il ricovero in una casa di riposo, l’assistenza domiciliare, i servizi per i disabili, ecc. È necessario, quindi, che nel nucleo familiare ci sia una persona non autosufficiente o, comunque, con una situazione di svantaggio provata e certificata.

Calcolo Isee: entro quando va fatto?

Finora, la dichiarazione Isee scadeva a metà gennaio di ogni anno. Dal 2019, però, la data è stata spostata al 31 agosto dell’anno successivo. Superata quella data, quindi, la dichiarazione non viene più ritenuta valida ma deve essere aggiornata con riferimento all’anno precedente (e non ai due anni precedenti come succedeva fino al 2018).

C’è, però, un’eccezione: per quanto riguarda l’Isee corrente è possibile presentare una nuova dichiarazione anche se ce n’è già una in corso di validità.

Calcolo Isee: come si compila?

Nel caso tu voglia fare a meno del Caf o del professionista per compilare la dichiarazione Isee, devi accedere con le tue credenziali al portale dell’Inps e andare nella pagina Isee post-riforma 2015.

Fatto questo, troverai un riquadro con su scritto: «Acquisizione-Compilazione della dichiarazione sostitutiva unica». Ecco, è lì che devi cliccare per cominciare il calcolo Isee.

Il sistema ti chiederà poi di inserire il codice fiscale, di acconsentire al trattamento dei dati personali e di riportare i tuoi dati anagrafici. Al clic successivo, dovrai scegliere se compilare la dichiarazione sostitutiva Mini (cioè quella in forma ridotta) oppure quella integrale che contiene un maggior numero di informazioni.

La dichiarazione Mini è la più semplice da compilare. Di norma non devono essere compilati tutti i moduli che ci sono nella Dsu ma solo il modulo MB1 ed il modulo FC1. Sono quelli che riportano le informazioni necessarie per ottenere l’Isee Mini, cioè la dichiarazione che viene richiesta quando:

  • non si devono richiedere delle prestazioni che riguardano l’università o i corsi di dottorato di ricerca;
  • non ci sono nel nucleo familiare persone disabili o non autosufficienti;
  • non ci sono nel nucleo familiare dei figli da genitori non coniugati tra loro e non conviventi;
  • non ci sono nel nucleo familiare persone che non sono tenute a presentare la dichiarazione dei redditi o sospese dagli adempimenti tributari per un evento eccezionale.

Chi deve chiedere un’agevolazione per una prestazione socio-sanitaria o per un corso di dottorato di ricerca utilizzando il nucleo familiare ristretto (cioè richiedente, coniuge e figli) deve compilare il modulo MB1 rid e non il modulo MB1.

Calcolo Isee: i dati del nucleo familiare

Sei sempre di fronte alla tua pagina del sito Inps nella quale vuoi compilare la dichiarazione sostitutiva unica, cioè la Dsu, con il calcolo Isee. È il momento di inserire i dati del nucleo familiare. Per questo, dovrai fare riferimento al modulo FC1. Va sempre compilato, per qualsiasi tipo di prestazione da richiedere e, come abbiamo visto, anche per la dichiarazione Mini.

Armati di pazienza, perché non puoi tralasciare alcun componente del nucleo familiare. Per ciascuno di loro dovrai indicare una tra queste attività svolte:

  • dipendente subordinato a tempo indeterminato;
  • dipendente a tempo determinato o con contratto di apprendistato;
  • lavoratore con contratto di somministrazione o interinale;
  • lavoratore o disoccupato con sostegno al reddito come cassa integrazione, solidarietà, lavori socialmente utili, Aspi, ecc.;
  • collaboratore;
  • lavoratore autonomo, libero professionista o imprenditore;
  • lavoratore con voucher, occasionale, tirocinante o stagista;
  • non occupato;
  • pensionato;
  • casalingo.

Fatto questo, nella nostra simulazione del calcolo Isee restiamo nel modulo FC1. Troverai altri 5 quadri da compilare. In particolare:

  • il quadro FC2 in cui riportare i dati sul patrimonio mobiliare di ciascun componente del nucleo familiare. Si tratta, dunque, di conti correnti, titoli, carte di credito, depositi vari, ecc. Tra i dati richiesti, la giacenza media annua ed il saldo al 31 dicembre scorso. Entrambe le informazioni si trovano sull’ultima comunicazione della banca relativa all’anno trascorso;
  • il quadro FC3 che si riferisce al patrimonio immobiliare di ciascun componente del nucleo familiare. Quindi case e terreni;
  • il quadro FC4 contiene le informazioni sui redditi non rilevabili dalle banche dati di Inps e Agenzia delle Entrate, come possono essere quelli che arrivano da un’attività o da un affitto all’estero;
  • il quadro FC5 riguarda eventuali assegni periodici erogati o percepiti dal coniuge, ad esempio all’ex moglie o marito oppure ai figli;
  • il quadro FC6, infine, raccoglie la targa dei veicoli posseduti da ciascun componente del nucleo familiare, vale a dire le auto dei coniugi, la moto del figlio o anche la barca a vela se si ha quella fortuna.

Se all’interno del nucleo familiare c’è una persona disabile o non autosufficiente, dovrai compilare invece il modulo FC2, che contiene il quadro FC7, precisando le sue condizioni fisiche, se riceve delle prestazioni a domicilio e quali spese vengono sostenute per i servizi alla persona.

Calcolo Isee: i parametri

Diamo ancora qualche indicazione per fare la dichiarazione sostitutiva unica prima di arrivare ad una simulazione vera e propria del calcolo Isee.

Alla base di tutto c’è il rapporto tra l’indicatore della situazione economica (cioè l’Ise, con una sola «e») ed il parametro che si ricava da una scala di equivalenza stabilita sul numero dei componenti del nucleo familiare. Così:

  • per 1 componente, il parametro è 1,00;
  • per 2 componenti, il parametro è 1,57;
  • per 3 componenti, il parametro è 2,04;
  • per 4 componenti, il parametro è 2,46;
  • per 5 componenti, il parametro è 2,85.

E se il nucleo familiare è composto da 6 o più persone? In questo caso, è prevista una maggiorazione di 0,35 per ogni componente in più oltre il quinto. Significa che:

  • per 6 componenti, il parametro è di 3,20;
  • per 7 componenti, il parametro è di 3,55;
  • per 8 componenti, il parametro è di 3,90.

E così via. Sono, però, previste ulteriori maggiorazioni in caso di:

  • componente del nucleo familiare con disabilità media, grave o non autosufficiente: + 0,5;
  • nucleo familiare con tre figli: + 0,2;
  • nucleo familiare con quattro figli: + 0,35;
  • nucleo familiare con almeno cinque figli: + 0,5;
  • nucleo familiare con figli minorenni: + 0,2;
  • nucleo familiare con almeno un figlio di meno di 3 anni compiuti ed entrambi i genitori o l’unico presente ha svolto attività di lavoro o di impresa per almeno 6 mesi nell’anno di riferimento del reddito dichiarato: + 0,3. La maggiorazione viene applicata anche per il nucleo composto da un solo genitore non lavoratore e da figli minori. La maggiorazione tiene conto del genitore non convivente e non coniugato con un’altra persona e che abbia riconosciuto i figli.

Ultima precisazione: il parametro della scala di equivalenza è pari a 1 per il componente del nucleo familiare che percepisce una prestazione sociosanitaria continuativa a domicilio oppure in convivenza anagrafica ma non è considerato un nucleo a sé stante.

Calcolo Isee: come si fa la Dsu

Veniamo, dunque, ad una simulazione vera e propria di un calcolo Isee ordinario. Bisogna partire dalla Dsu, cioè dalla dichiarazione sostitutiva unica. Prendiamo come esempio una famiglia media di quattro persone: padre, madre e due figli conviventi. Uno dei due figli vive in un’altra città, in cui ha finito gli studi universitari ed ha iniziato a lavorare ma ha mantenuto la residenza insieme ai genitori ed al fratello. Dati e numeri sono puramente a titolo esemplificativo.

Nel quadro A si dovrà inserire la composizione del nucleo familiare con dati anagrafici e codice fiscale di ciascuno dei componenti:

  • Rossi Mario, codice fiscale, data e luogo di nascita, sesso;
  • Bianchi Maria, codice fiscale, data e luogo di nascita, sesso;
  • Rossi Edoardo, codice fiscale, data e luogo di nascita, sesso;
  • Rossi Laura, codice fiscale, data e luogo di nascita, sesso.

Nel quadro B si dovrà inserire l’indirizzo dell’abitazione principale, precisando se la casa è di proprietà, se si vive in affitto, in comodato, ecc. Nella nostra simulazione, barriamo la casella della casa di proprietà.

Poi arriviamo ai quadri relativi ai singoli componenti del nucleo familiare. Cominciamo con quelli di Mario Rossi.

Il suo quadro FC1 riporterà di nuovo nome, cognome e codice fiscale ed il rapporto che ha con il dichiarante. In questo caso, essendo lui stesso il dichiarante, inseriremo in quello spazio la lettera D. Nello stesso quadro riportiamo la cittadinanza, un numero di telefono (facoltativo) e l’attività lavorativa che, per noi, sarà quella di lavoratore dipendente a tempo indeterminato.

Nel suo quadro FC2 mettiamo i dati relativi al patrimonio mobiliare e, in particolare:

  • il tipo di rapporto con la banca (01 per conto corrente);
  • l’identificativo del rapporto;
  • il codice fiscale dell’operatore finanziario, cioè in questo caso della banca;
  • il saldo al 31 dicembre scorso: nel nostro esempio è di 6.250 euro;
  • la giacenza media sul conto durante lo scorso anno: mettiamo 9.500 euro.

Sulla riga più in basso, dovremo fare la differenza tra saldo e giacenza media, quindi ci verranno – 3.250 euro.

Il quadro FC3 lo lasciamo vuoto perché la casa in cui abita Mario Rossi con la famiglia non è intestata a lui, quindi non è di sua proprietà.

Lo stesso facciamo con i quadri FC4 e FC5 perché non ha altri redditi o assegni percepiti.

Nel quadro FC6, invece, inseriamo il tipo ed numero di targa del veicolo posseduto da Mario Rossi: la lettera A, che corrisponde ad un’automobile, e la targa.

Infine, luogo, data e firma.

Veniamo a Maria Bianchi. Anche lei cittadina italiana e lavoratrice dipendente a tempo indeterminato, dati che andranno sul quadro FC1, insieme alla lettera P (altra persona del nucleo) nello spazio dedicato al suo rapporto con il dichiarante.

Nel quadro FC2 non cambia nulla perché ha solo il conto corrente cointestato con il coniuge, quindi le informazioni sono le stesse.

Cambia, invece, il quadro FC3 perché è lei la proprietaria dell’abitazione in cui vive il nucleo familiare. Si riportano, quindi, la lettera F (fabbricato) la quota posseduta ed il valore ai fini Imu. Tra casa e pertinenze (alcune al 50%) il valore totale è di 58mila euro.

Vuoti anche i quadri FC4 e FC5, si arriva al quadro FC6, dove si inserisce tipo e numero di targa dell’auto intestata alla moglie.

Luogo, data e firma.

Terzo componente del nucleo familiare: Edoardo Rossi. Come detto, abita e lavora altrove ma non ha spostato ancora la residenza, quindi fa parte ancora del nucleo familiare ai fini Isee.

Oltre ai suoi dati anagrafici, fiscali e lavorativi nel quadro FC1, dovrà inserire nel quadro FC2 il rapporto finanziario (01 anche in questo caso) con un saldo al 31 dicembre di 7.600 euro ed una giacenza media sul conto di 2.000 euro.

Non possiede altri redditi, la casa in cui abita non è sua e non ha un’auto intestata, quindi gli altri quadri resteranno vuoti.

Luogo, data e firma.

Infine, Laura Rossi. Si tratta di una studentessa universitaria che non possiede né guadagna alcunché. Quindi, per lei va compilato solo il quadro FC1 precisando nel quadro FC2 di non aver avuto nell’anno precedente alcun rapporto finanziario.

Luogo, data e firma.

Calcolo Isee: come viene fatto

La dichiarazione sostitutiva ordinaria (Dsu) viene inviata all’Inps, il quale calcola ed attesta l’Isee, cioè l’indicatore della situazione economica equivalente, in base alle informazioni che ha ricevuto ed ai relativi parametri oltre che a quelle ricavate dalla propria banca dati e da quella dell’Agenzia delle Entrate.

Il primo indicatore è quello relativo alla situazione reddituale, che comprende:

  • somma dei redditi dei componenti del nucleo;
  • reddito figurativo del patrimonio mobiliare del nucleo;
  • detrazioni per spese e franchigie del nucleo.

Il secondo indicatore riguarda la situazione patrimoniale, composta da:

  • patrimonio mobiliare del nucleo;
  • detrazione patrimonio immobiliare;
  • patrimonio immobiliare del nucleo;
  • detrazione patrimonio immobiliare.

Infine, viene indicato l’Ise, cioè l’indicatore della situazione economica.

Completano l’attestazione dell’Inps il parametro calcolato in base al numero dei componenti del nucleo e le eventuali maggiorazioni, il che determina il valore della scala di equivalenza che abbiamo visto in precedenza.

Calcolo Isee: quando è pronta l’attestazione?

L’attestazione frutto del calcolo Isee effettuato dall’Inps dopo che l’Istituto ha ricevuto la dichiarazione sostitutiva unica (la Dsu) non è subito pronta ma viene consegnata al dichiarante dopo circa una settimana. Devi considerare che l’Inps:

  • acquisisce i dati dell’anagrafe tributaria nel sistema informativo Isee entro 4 giorni;
  • calcola e consegna il tuo Isee entro il secondo giorno successivo.

Calcolo Isee: che succede se sbaglio qualche dato?

Può darsi che, nonostante tutte queste indicazioni e le istruzioni che vengono date per fare la dichiarazione sostitutiva unica ed il relativo calcolo Isee, si commetta qualche errore durante la compilazione dei vari moduli. Così come può succedere che i dati presenti nelle banche dati dell’Agenzia delle Entrate e dell’Inps non siano corretti.

In casi come questi, niente panico. Basta rettificare attraverso l’Isee integrativo, cioè il modulo FC3, quadro FC8, inserendo i dati esatti nella sezione II.

Attenzione, però: dopo 10 giorni dalla data in cui l’attestazione dell’Inps è arrivata al contribuente non è possibile effettuare l’Isee integrativo.

Ad ogni modo, se ti rendi conto che la dichiarazione validata dall’Inps da tempo presenta qualche errore, è possibile farne una nuova con le dovute variazioni.

Calcolo Isee: la simulazione online

A scanso di ulteriori equivoci, l’Inps dà la possibilità di fare una simulazione del calcolo Isee online sul proprio sito, attraverso un servizio che permette di sapere la situazione economica del nucleo familiare.

Lo strumento è gratuito e vi si accede senza Pin collegandosi alla pagina servizi2.inps.it/servizi/iseeriforma/frmsimordhome.aspx.

Vediamo come funziona la simulazione online del calcolo Isee sul sito dell’Inps.

Una volta entrati nella pagina, i primi dati da inserire nella parte superiore sono l’anno di riferimento ed il numero di componenti del nucleo familiare. Mettiamo, ad esempio, il 2019 ed i nostri soliti 4 componenti (padre, madre e due figli).

Ci viene chiesto subito dopo, nella sezione A il dato relativo ai figli minorenni. Le opzioni sono:

  • in presenza di figli minorenni, entrambi i genitori, o l’unico genitore presente, hanno svolto attività di lavoro o di impresa per almeno sei mesi nell’anno di riferimento dei redditi dichiarati;
  • il nucleo e composto esclusivamente da genitore solo con i suoi figli minorenni;
  • nel nucleo familiare sono presenti figli di età inferiore a tre anni.

Barriamo la prima opzione, perché Laura Rossi non ha ancora compiuto i 18 anni.

La sezione A sarà completata, perché nel nostro nucleo familiare non ci sono almeno tre figli minorenni, quindi non dobbiamo compilare quei campi.

La sezione B ci chiede la tipologia di abitazione. Selezioniamo l’opzione «di proprietà o altro diritto reale di godimento». Se, invece, vivi in affitto, nel campo successivo devi indicare l’importo del canone di locazione.

Nella sezione C dobbiamo, invece, indicare il nostro patrimonio immobiliare. Nel primo campo, inseriamo il valore complessivo ai fini Imu della casa di abitazione del nucleo. Scriviamo i 58mila euro riportati per la casa di proprietà di Maria Bianchi sulla Dsu. Se possediamo altri immobili, dovremo fare altrettanto nel campo sottostante.

Questa sezione chiede anche la quota capitale residua complessiva del mutuo che stiamo pagando per la casa. È un dato facoltativo, riservato solo a chi, appunto, sta pagando un mutuo. Noi abbiamo la fortuna di averlo già pagato, quindi lo lasciamo in bianco.

La sezione D è quella relativa al patrimonio mobiliare. Bisogna inserire il valore complessivo dei rapporti finanziari del nucleo ma considerando, per ciascun componente, il maggior valore tra:

  • la somma dei saldi al 31 dicembre dei depositi e dei conti correnti (tra Mario ed Edoardo Rossi, il totale era di 13.850);
  • la somma delle giacenze medie degli stessi rapporti finanziari (il totale era di 11.500).

Il maggior valore è 13.850, quindi scriviamo questo nell’apposito campo. Non abbiamo altro patrimonio mobiliare, quindi andiamo avanti.

Arriviamo alla sezione E, la penultima. È quella che ci chiede i redditi netti del nucleo familiare riferiti al secondo anno precedente quello della simulazione, vale a dire al 2017 in questo caso. A quei tempi lavoravano solo i genitori, quindi poniamo che il reddito netto complessivo sia stato di 52mila euro, a ragione di 2.000 euro netti al mese per 13 mensilità per due persone.

Ed eccoci all’ultimo clic: quello sull’icona «simula Isee». Troveremo questa sintesi:

  • indicatore della situazione reddituale simulata (Isrs): 52.000 euro;
  • indicatore della situazione patrimoniale simulata (Isps): 3.666,67 euro;
  • indicatore della situazione economica simulata (Ises): 52.733,33 euro;
  • valore della scala di equivalenza simulata: 2,66.

Infine, il dato che stavamo cercando: Isee ordinario simulato: 19.824,56 euro.

Nota molto importante: la simulazione del calcolo Isee online sul sito dell’Inps si basa su dati dichiarati dal contribuente e, quindi, fornisce solo una simulazione e non un’attestazione Isee vera e propria, valida soltanto se certificata dall’Istituto dopo aver presentato la Dsu.


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