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Pensione 2019: indennizzo Inps commercianti

7 Gennaio 2019 | Autore:


> Business Pubblicato il 7 Gennaio 2019



Torna l’indennizzo dell’Inps per i commercianti che hanno chiuso l’attività: prepensionamento a 57 anni per le donne e a 62 anni per gli uomini.

Hai chiuso da poco l’attività e sei senza lavoro? Forse non sai che anche i commercianti e gli agenti di commercio, se possiedono determinati requisiti, hanno diritto a una sorta di disoccupazione, o meglio di prepensionamento, da parte dell’Inps, chiamata indennizzo per chiusura attività.

Il sussidio è pari al trattamento minimo di pensione, ed è riconosciuto a partire dal compimento dei 57 anni di età per le donne e dei 62 anni per gli uomini, sino al raggiungimento dell’età pensionabile (cioè dell’età per la pensione di vecchiaia, che è uguale per uomini e donne), ossia sino ai 67 anni.

La possibilità di ottenere l’indennizzo, preclusa per 2 anni, è stata recentemente riattivata grazie alla legge di Bilancio 2019 [1]

Ma procediamo per ordine e vediamo come funziona la pensione 2019 indennizzo Inps commercianti: chi ne ha diritto, a quanto ammonta e come viene pagata.

Come funziona l’indennizzo per chiusura attività?

L’indennizzo per cessazione attività è un sussidio mensile, equiparabile ad una sorta di disoccupazione o prepensionamento, d’importo pari al trattamento minimo di pensione nella gestione artigiani e commercianti, ossia, per l’anno 2019, pari a 513,01 euro al mese: la funzione dell’indennizzo è quella di accompagnare il lavoratore che ha cessato l’attività sino alla pensione. Al raggiungimento dell’età pensionabile, l’indennità è convertita in pensione diretta.

Quali sono i requisiti per ottenere l’indennizzo commercianti 2019?

Per ottenere l’indennità è necessario possedere i seguenti requisiti:

  • essere stati titolari, esercenti o coadiutori di un’attività di commercio al minuto, o di somministrazione di alimenti e bevande;
  • essere stati titolari o coadiutori di un’attività commerciale su aree pubbliche;
  • essere stati agenti od i rappresentanti di commercio;
  • aver chiuso l’attività, ossia aver richiesto la cancellazione dell’attività alla Camera di commercio e aver restituito la licenza commerciale al Comune di residenza;
  • risultare iscritti da almeno 5 anni presso la Gestione speciale Inps Commercianti, al momento di presentazione della domanda;
  • avere almeno 57 anni di età al momento di presentazione della domanda, se donne;
  • possedere almeno 62 anni di età al momento di presentazione della domanda, se uomini.

Per provare la chiusura dell’attività ed avere diritto al riconoscimento dell’indennizzo, occorre:

  • l’eventuale riconsegna al Comune, dove ha sede la ditta, dell’autorizzazione per l’esercizio dell’attività commerciale al minuto o di somministrazione di alimenti e bevande;
  • la cancellazione dell’attività dal registro delle imprese presso la Camera di commercio (tramite Comunica);
  • per gli agenti ed i rappresentanti di commercio, la cancellazione dal ruolo provinciale tenuto presso la Camera di commercio.

Sino a quando si ha diritto all’indennizzo per chiusura attività?

L’indennizzo spetta dal momento di presentazione della domanda sino al raggiungimento dell’età utile alla pensione di vecchiaia, ossia sino ai 67 anni, nuova età pensionabile dal 1° gennaio 2019, in base agli adeguamenti alla speranza di vita media.

Ricordiamo che l’età pensionabile, per gli iscritti alla gestione Inps commercianti, negli anni passati era la seguente:

  • 66 anni e 1 mese d’età, entro il 31 dicembre 2017, per le donne;
  • 66 anni e 7 mesi d’età, entro il 31 dicembre 2017, per gli uomini;
  • dal 2018 in poi, il requisito di età per la pensione di vecchiaia è stato parificato ed era pari a 66 anni e 7 mesi per tutti, sino al 31 dicembre 2018.

Dal 2021 il requisito dovrebbe essere incrementato, per tutti, a 67 anni e 3mesi; tuttavia, se l’Istat riscontrerà un decremento dell’aspettativa di vita, il requisito resterà fermo a 67 anni.

Come si chiede l’indennizzo per chiusura attività?

Per richiedere l’indennizzo è necessario compilare il modello Ap95 e predisporre gli allegati richiesti nel modulo, che si troverà a breve all’interno del sito web dell’Inps. La domanda può essere presentata sia tramite i servizi web dell’Inps, per chi possiede il pin, la carta nazionale dei servizi o l’identità unica digitale Spid, che attraverso un patronato o un intermediario abilitato.

Da quando parte l’indennizzo per chiusura attività?

Si ha diritto all’indennità a partire dal primo giorno del mese successivo a quello in cui la richiesta è stata presentata, sino alla data di compimento dell’età pensionabile, come appena esposto.

Durante il periodo d’indennizzo spettano i contributi per la pensione?

Durante il periodo d’indennizzo sono accreditati i contributi figurativi per il raggiungimento del diritto alla pensione, mentre questi contributi non sono utili alla misura della pensione, cioè non aumentano l’assegno.

Si può lavorare con l’indennizzo per chiusura attività?

L’indennizzo è incompatibile con qualsiasi attività lavorativa, sia autonoma che dipendente: se l’interessato inizia una nuova attività, deve comunicarlo all’Inps entro 30 giorni.

L’indennizzo è invece compatibile:

  • con la pensione di anzianità;
  • con la pensione anticipata [2];
  • con la pensione d’inabilità e l’assegno ordinario d’invalidità [3];
  • con l’assegno sociale (ma, di fatto, comporta la revoca dell’assegno sociale, perché l’indennizzo supera, nella maggior parte dei casi, la soglia di reddito massima per fruire dell’assegno).

Se l’interessato matura il diritto alla pensione anticipata durante il godimento dell’indennizzo, grazie ai contributi figurativi accreditati, può accedere alla pensione anticipata e continuare ad usufruire dell’indennizzo fino al mese di compimento dell’età pensionabile.

Com’è tassato l’indennizzo per chiusura attività?

L’indennizzo non è esentasse ma è assoggettato a tassazione, cioè interamente imponibile Irpef. L’indennità non dà diritto all’erogazione di assegni familiari; su di essa non possono essere effettuate trattenute sindacali.

note

[1] Art.1, Co.283-284, L.145/2018

[2] Inps Mess. N. 4832/2014.

[3] Inps Mess. n. 7384/2014.

[4] Inps Circ. n. 20/2002.


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7 Commenti

  1. Una cosa non mi e’ chiara. Occorre cessare l’attivita’ nel corso del 2019 oppure rientra anche chi ha chiuso l’attivita’ il 31 Dicembre 2018 ?

  2. avendo ceduto l,attività nel 2016 posso chiedere il sussidio di disoccupazione per commercianti?

  3. Anche io ho cessato l’attività nel 2017. Ho i requisiti. Posso chiedere l’indennizzo per chiusura attività?

  4. Ma ad oggi non ci sta il modello Ap95/2019 quindi siamo tutti impossibilitati ad usufruire del beneficio che a suo dire partiva il 1 Gennaio ed invece se tutto va bene percepiremo la prima rata ad Aprile sempre che per Marzo ci faranno la cortesia di aggiornare il modulo e far partire ste benedette domandine.-

  5. Buongiorno, ho chiuso l’ attività a Febbraio 2019..presentato domanda tramite patronato l ‘8 marzo 2019….risultato: reiezione…..il motivo :il termine per la presentazione della domanda scadeva il 31/01/2017.
    Quindi è come se la prestazione non sia stata riattivata? Il decreto è in vigore?In effetti sul sito dell’INPS l’informativa è ferma al 2016….
    Attendo spiegazioni…grazie mille

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