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Pensione 2019: indennizzo Inps commercianti

6 Giugno 2019 | Autore:
Pensione 2019: indennizzo Inps commercianti

Torna l’indennizzo dell’Inps per i commercianti che hanno chiuso l’attività: prepensionamento a 57 anni per le donne e a 62 anni per gli uomini.

Hai chiuso da poco l’attività e sei senza lavoro? Forse non sai che anche i commercianti e gli agenti di commercio, se possiedono determinati requisiti, hanno diritto a una sorta di disoccupazione, o meglio di prepensionamento, da parte dell’Inps, chiamata indennizzo per chiusura attività.

Il sussidio è pari al trattamento minimo di pensione, ed è riconosciuto a partire dal compimento dei 57 anni di età per le donne e dei 62 anni per gli uomini, sino al raggiungimento dell’età pensionabile (cioè dell’età per la pensione di vecchiaia, che è uguale per uomini e donne), ossia sino ai 67 anni.

La possibilità di ottenere l’indennizzo, preclusa per 2 anni, è stata recentemente riattivata grazie alla legge di Bilancio 2019 [1]

Ma procediamo per ordine e vediamo come funziona la pensione 2019 indennizzo Inps commercianti: chi ne ha diritto, a quanto ammonta e come viene pagata.

L’Inps, a questo proposito, ha recentemente pubblicato una circolare con le istruzioni operative, nella quale chiarisce che i requisiti richiesti devono essere posseduti alla data della domanda [6].

Come funziona l’indennizzo per chiusura attività?

L’indennizzo per cessazione attività è un sussidio mensile, equiparabile ad una sorta di disoccupazione o prepensionamento, d’importo pari al trattamento minimo di pensione nella gestione artigiani e commercianti, ossia, per l’anno 2019, pari a 513,01 euro al mese: la funzione dell’indennizzo è quella di accompagnare il lavoratore che ha cessato l’attività sino alla pensione.

Al raggiungimento dell’età pensionabile, l’indennità è convertita in pensione diretta.

Quali sono i requisiti per ottenere l’indennizzo commercianti 2019?

Per ottenere l’indennità è necessario possedere i seguenti requisiti:

  • essere stati titolari, esercenti o coadiutori di un’attività di commercio al minuto, o di somministrazione di alimenti e bevande;
  • essere stati titolari o coadiutori di un’attività commerciale su aree pubbliche;
  • essere stati agenti od i rappresentanti di commercio;
  • aver chiuso l’attività, ossia aver richiesto la cancellazione dell’attività alla Camera di commercio e aver restituito la licenza commerciale al Comune di residenza;
  • risultare iscritti da almeno 5 anni presso la Gestione speciale Inps Commercianti, al momento di presentazione della domanda;
  • avere almeno 57 anni di età al momento di presentazione della domanda, se donne;
  • possedere almeno 62 anni di età al momento di presentazione della domanda, se uomini.

Per provare la chiusura dell’attività ed avere diritto al riconoscimento dell’indennizzo, occorre:

  • l’eventuale riconsegna al Comune, dove ha sede la ditta, dell’autorizzazione per l’esercizio dell’attività commerciale al minuto o di somministrazione di alimenti e bevande;
  • la cancellazione dell’attività dal registro delle imprese presso la Camera di commercio (tramite Comunica);
  • per gli agenti ed i rappresentanti di commercio, la cancellazione dal ruolo provinciale tenuto presso la Camera di commercio.

Sino a quando si ha diritto all’indennizzo per chiusura attività?

L’indennizzo spetta dal momento di presentazione della domanda sino al raggiungimento dell’età utile alla pensione di vecchiaia, ossia sino ai 67 anni, nuova età pensionabile dal 1° gennaio 2019, in base agli adeguamenti alla speranza di vita media.

Ricordiamo che l’età pensionabile, per gli iscritti alla gestione Inps commercianti, negli anni passati era la seguente:

  • 66 anni e 1 mese d’età, entro il 31 dicembre 2017, per le donne;
  • 66 anni e 7 mesi d’età, entro il 31 dicembre 2017, per gli uomini;
  • dal 2018 in poi, il requisito di età per la pensione di vecchiaia è stato parificato ed era pari a 66 anni e 7 mesi per tutti, sino al 31 dicembre 2018.

Dal 2021 il requisito dovrebbe essere incrementato, per tutti, a 67 anni e 3mesi; tuttavia, se l’Istat riscontrerà un decremento dell’aspettativa di vita, il requisito resterà fermo a 67 anni.

Come si chiede l’indennizzo per chiusura attività?

Per richiedere l’indennizzo è necessario compilare il modello Ap95 e predisporre gli allegati richiesti nel modulo, che si trova all’interno del sito web dell’Inps. La domanda può essere presentata sia tramite i servizi web dell’Inps, per chi possiede il pin, la carta nazionale dei servizi o l’identità unica digitale Spid, che attraverso un patronato o un intermediario abilitato.

Secondo quanto riportato nella recente circolare Inps [6], la domanda diretta ad ottenere l’indennizzo ai sensi della legge di bilancio 2019 deve essere indirizzata alla sede territorialmente competente e presentata telematicamente all’Inps, direttamente dal cittadino in possesso delle credenziali di accesso (pin Inps, Spid o carta nazionale dei servizi) tramite il servizio “Domanda Indennità commercianti”, accessibile dal sito www.inps.it cliccando su “Tutti i servizi”, “Domanda indennità commercianti”, oppure tramite patronato o tramite il call center Inps (raggiungibile al numero 803.164 oppure 06.164.164 per chi chiama da cellulare.

Le domande già presentate, a decorrere dal 1° gennaio 2019, utilizzando il vecchio modello, non dovranno essere ripresentate e saranno ricaricate d’ufficio tenendo conto della data della domanda originariamente presentata.

L’istruttoria delle domande è effettuata dalle sedi Inps secondo l’ordine cronologico di presentazione.

Da quando parte l’indennizzo per chiusura attività?

Si ha diritto all’indennità a partire dal primo giorno del mese successivo a quello in cui la richiesta è stata presentata, sino alla data di compimento dell’età pensionabile, come appena esposto.

Durante il periodo d’indennizzo spettano i contributi per la pensione?

Durante il periodo d’indennizzo sono accreditati i contributi figurativi per il raggiungimento del diritto alla pensione, mentre questi contributi non sono utili alla misura della pensione, cioè non aumentano l’assegno.

Si può lavorare con l’indennizzo per chiusura attività?

L’indennizzo è incompatibile con qualsiasi attività lavorativa, sia autonoma che dipendente oppure occasionale: se l’interessato inizia una nuova attività, deve comunicarlo all’Inps entro 30 giorni.

Cessata l’attività di lavoro che ha determinato la decadenza dell’indennizzo, non sarà possibile né ripristinare l’erogazione del sussidio, né presentare una nuova domanda per la stessa attività cessata.

L’indennizzo è compatibile con la pensione?

In merito ai rapporti tra indennizzo e pensione diretta, il sussidio è compatibile con l’erogazione di qualsiasi trattamento pensionistico diretto, ad esclusione della pensione di vecchiaia.

L’indennizzo è difatti compatibile:

  • con la pensione di anzianità;
  • con la pensione anticipata [2];
  • con la pensione d’inabilità e l’assegno ordinario d’invalidità [3];
  • con l’assegno sociale (ma, di fatto, comporta la revoca dell’assegno sociale, perché l’indennizzo supera, nella maggior parte dei casi, la soglia di reddito massima per fruire dell’assegno).

Se l’interessato matura il diritto alla pensione anticipata durante il godimento dell’indennizzo, grazie ai contributi figurativi accreditati, può accedere alla pensione anticipata e continuare ad usufruire dell’indennizzo fino al mese di compimento dell’età pensionabile.

Com’è tassato l’indennizzo per chiusura attività?

L’indennizzo non è esentasse ma è assoggettato a tassazione, cioè interamente imponibile Irpef. L’indennità non dà diritto all’erogazione di assegni familiari; su di essa non possono essere effettuate trattenute sindacali.

Niente indennizzo per chi ha chiuso prima del 2019

Una recente circolare dell’Inps [6] ha fornito un’interpretazione della legge di Bilancio 2019 [1] molto contestata, escludendo di fatto dall’indennizzo tutti coloro che hanno chiuso l’attività tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2018. Contro quest’interpretazione si stanno attivando sindacati e associazioni di categoria: è stato richiesto un incontro presso il Ministero del Lavoro con i rappresentati del Governo, perché sia sollecitata la revisione della Circolare Inps, nella speranza che questo vincolo, peraltro non menzionato dalla legge, possa essere superato.

note

[1] Art.1, Co.283-284, L.145/2018

[2] Inps Mess. N. 4832/2014.

[3] Inps Mess. n. 7384/2014.

[4] Inps Circ. n. 20/2002.

[6] Inps circ. n. 77/2019.


39 Commenti

  1. Una cosa non mi e’ chiara. Occorre cessare l’attivita’ nel corso del 2019 oppure rientra anche chi ha chiuso l’attivita’ il 31 Dicembre 2018 ?

  2. Anche io ho cessato l’attività nel 2017. Ho i requisiti. Posso chiedere l’indennizzo per chiusura attività?

        1. L’indennizzo viene corrisposto per tutto il mese precedente la decorrenza della pensione di vecchiaia?

      1. Salve, l’erogazione comincia dal primo giorno del mese successivo alla data di presentazione della domanda all’Inps, se sussistono tutti i requisiti.

    1. In pratica si è creata una finestra di due anni 2017/2018 di non aventi diritto. Visto che la legge è ormai strutturale, gli ex commercianti che hanno dismesso in quei due anni resteranno ” esodati “. Occorre organizzarsi

      1. Segnalo che è stato costituito un gruppo Facebook
        Esodati indennizzo commercianti
        Per tutti quelli del biennio 2017 2018 che sono rimasti esclusi…venite ad iscrivervi!

  3. Ma ad oggi non ci sta il modello Ap95/2019 quindi siamo tutti impossibilitati ad usufruire del beneficio che a suo dire partiva il 1 Gennaio ed invece se tutto va bene percepiremo la prima rata ad Aprile sempre che per Marzo ci faranno la cortesia di aggiornare il modulo e far partire ste benedette domandine.-

  4. Buongiorno, ho chiuso l’ attività a Febbraio 2019..presentato domanda tramite patronato l ‘8 marzo 2019….risultato: reiezione…..il motivo :il termine per la presentazione della domanda scadeva il 31/01/2017.
    Quindi è come se la prestazione non sia stata riattivata? Il decreto è in vigore?In effetti sul sito dell’INPS l’informativa è ferma al 2016….
    Attendo spiegazioni…grazie mille

  5. salve sarei grato se qualcuno mi potesse dare una risposta ho chiuso l’attività il31/03/2018 e compirò 62 anni il 19/04/2019 ho diritto alla rottamazione della licenza e indennizzo pensione di 513 euro grazie

    1. Forse non sai che anche i commercianti e gli agenti di commercio, se possiedono determinati requisiti, hanno diritto a una sorta di disoccupazione, o meglio di prepensionamento, da parte dell’Inps, chiamata indennizzo per chiusura attività. Il sussidio è pari al trattamento minimo di pensione, ed è riconosciuto a partire dal compimento dei 57 anni di età per le donne e dei 62 anni per gli uomini, sino al raggiungimento dell’età pensionabile (cioè dell’età per la pensione di vecchiaia, che è uguale per uomini e donne), ossia sino ai 67 anni. La possibilità di ottenere l’indennizzo, preclusa per 2 anni, è stata recentemente riattivata grazie alla legge di Bilancio 2019. Leggi il nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/268828_pensione-2019-indennizzo-inps-commercianti e scopri come funziona la pensione 2019 indennizzo Inps commercianti: chi ne ha diritto, a quanto ammonta e come viene pagata.

      1. vi ringrazio per la risposta ma non ho risolto il problema perchè io ho chiuso nel marzo 2018 e compio 62 anni il 19/04/2019 stamattina sono andato all’inps e mi è stato detto che dovrebbe spettarmi , di rivolgermi al patronato,dove sono andato questo pomeriggio loro non hanno ricevuto nessuna direttiva e hanno espresso dei dubbi per il motivo che ho chiuso nel 2918 e non avevo compiuto 62 anni)sapete dirmi se ci rientro vi ringrazio infinitamente per la vostra gentilezza pinna francesco

        1. Salve, come descritto nell’articolo, bisogna possedere almeno 62 anni di età al momento di presentazione della domanda all’Inps, se uomini, come disposto dall’art.1, co.283, legge di Bilancio 2019.
          La legge, difatti, richiama il DLgs. 207/1996, che così recita:
          “L’indennizzo spetta ai soggetti che, nel periodo compreso tra il 1* gennaio 1996 e il 31 dicembre 1998, siano in possesso dei seguenti requisiti:
          – 62 anni di eta’, se uomini, ovvero 57 anni di eta’, se donne;
          – iscrizione, al momento della cessazione dell’attività, per almeno 5 anni, in qualità di titolari o di coadiutori, nella Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali.”
          La legge di bilancio 2019 precisa che
          “A decorrere dal 1° gennaio 2019 l’indennizzo di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 28 marzo 1996, n. 207, è concesso, nella misura e secondo le modalità ivi previste, ai soggetti che si trovano in possesso dei requisiti di cui all’articolo 2 del medesimo decreto legislativo ALLA DATA DI PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA”

          1. salve devo chiudere la mia attivita’ ho 61 anni e tutti i requisiti. Però percepisco una pensione di reversibilità in quanto vedova. quest’ultima è compatibile con l’indennizzo?
            Grazie

        2. Abbiamo costituito un gruppo Facebook per chi è nella tua stessa situazione… esodati indennizzo commercianti questo è il nome…Stiamo cercando di far inserire anche il biennio 2017 2018 in questa misura…venga ad iscriversi chevpiu siamo d meglio è!

  6. È uscita la circolare inps per l.indenizzo chiusura attività commerciale.. rientra solo chi ha chiuso l’attività dopo.il 1 gennaio 2019. Possiamo mobilitarci noi rimasti esclusi??

  7. Ho chiuso l’attività a Dicembre 2017, ho fatto richiesta per ricevere l’indennità a Gennaio 2018 con risposta negativa da parte dell’INPS. ho reiterato la richiesta in presenza della nuova legge a Gennaio 2019. Mi spetterà ?

    1. Salve, per avere la certezza della spettanza bisognerebbe conoscere i Suoi requisiti al momento della domanda. In base alla nuova circolare Inps 77/2019, che fornisce le istruzioni operative, i requisiti sono i seguenti:
      “L’indennizzo spetta ai soggetti di cui al precedente paragrafo 2.1 che, alla data di presentazione della domanda, siano in possesso dei requisiti di cui all’articolo 2 del decreto legislativo n. 207/1996, come di seguito riepilogati:

      abbiano compiuto almeno 62 anni, se uomini, ovvero almeno 57 anni, se donne;
      risultino iscritti, al momento della cessazione dell’attività, per almeno 5 anni, in qualità di titolari o di coadiutori, alla Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali.
      Si precisa che i 5 anni, di cui alla precedente lettera b), non devono essere necessariamente continuativi, ma devono sussistere al momento della cessazione dell’attività lavorativa ed essere connessi all’attività commerciale per la quale si richiede l’indennizzo.

      Per le ipotesi in cui, in capo all’avente diritto all’indennizzo, risultino omissioni contributive, il trattamento potrà essere erogato sulla base delle istruzioni fornite alle Strutture territoriali con il messaggio n. 155 del 4 dicembre 1997 e con il citato messaggio n. 212/2002, che prevedono la possibilità di compensare sull’ammontare dell’indennizzo, nei limiti di un quinto, l’omissione contributiva.

      La possibilità di concedere l’indennizzo e recuperare sul medesimo, nei limiti del quinto, le omissioni contributive è esclusa nei casi in cui il contribuente non abbia mai presentato una dichiarazione dei redditi d’impresa, pur in presenza del relativo obbligo.

      L’erogazione dell’indennizzo è altresì subordinata alla condizione che i predetti soggetti:

      abbiano cessato definitivamente l’attività commerciale.
      In merito alla cessazione dell’attività commerciale, si precisa che possono beneficiare della misura introdotta dalla legge di bilancio 2019, purché in possesso di tutti i requisiti previsti dall’articolo 2 del decreto legislativo n. 207/1996 al momento della domanda, coloro che cessano l’attività a decorrere dal 1° gennaio 2019, data di entrata in vigore della legge di bilancio 2019.
      La cessazione deve essere definitiva e riguardare l’intera attività commerciale esercitata. Pertanto, non possono fruire dell’indennizzo coloro che hanno trasferito a terzi, a qualsiasi titolo, l’attività commerciale o hanno trasferito rami aziendali o quote di partecipazioni sociali (a titolo esemplificativo, nei casi di cessione, donazione o concessione in affitto d’azienda);
      abbiano riconsegnato al Comune di competenza l’autorizzazione/licenza amministrativa di cui erano intestatari, ove la stessa fosse stata richiesta per l’avvio dell’attività, o avere comunicato la cessazione dell’attività commerciale all’ente comunale.
      In caso di titolarità di più autorizzazioni, la riconsegna deve riguardare tutti i titoli di cui il soggetto sia stato in possesso.
      Sono esclusi dall’ambito di applicazione della norma in commento i soggetti che hanno ceduto, venduto o donato la licenza/autorizzazione o, se in possesso di più di una licenza (ad esempio, ambulanti che svolgono attività in più comuni) ne abbiano ceduto, venduto o donate solo alcune;
      il soggetto titolare dell’attività si sia cancellato dal Registro delle imprese presso la Camera di Commercio o dal Repertorio Economico Amministrativo – REA (per gli agenti e rappresentanti di commercio in seguito alla soppressione del relativo Ruolo è stata inserita nella struttura del REA un’apposita sezione).
      Si rammenta che la cancellazione dal Registro delle imprese è una condizione per l’erogazione del trattamento (cfr. in proposito le sentenze della Corte di Cassazione, sezione lavoro, n. 27675 del 20.12.2011 e n. 847 del 23.01.2012).
      Pertanto, ove il soggetto richiedente, in possesso di tutti i requisiti, abbia presentato domanda di cancellazione ma, al momento della domanda di indennizzo, la predetta condizione non risulti ancora dal Registro delle imprese, la Struttura territoriale compente non dovrà trasmettere la domanda al Comitato amministratore con parere sfavorevole ma tenerla in apposita evidenza in attesa dell’avvenuta cancellazione.”

      1. Ho fatto domanda il ,17 gennaio 2019 ho i requisiti richiesti e ho chiuso l,attività nel 2010.Mi spetta l.indennizzo?

  8. Ma le chiusure 2017 e 2018 possono avere l’indennizzo 2019 avendo tutti i requisiti al momento della domanda? Da quello che ho capito le chiusure devono essere nel 2019…Io non riesco ad interpretare può aiutarmi?

    1. A leggere la circolare INPS, risulta molto chiaro che resta fuori dall’indennizzo chi ha chiuso negli anni 2007 e 2018, come me. Comunque, è possibile fare la domanda direttamente online, basta avere un PIN dispositivo. Io ho inoltrato domanda così ed ho la possibilità di monitorare l’iter in ogni momento. Al momento la mia domanda risulta “in elaborazione”.

  9. Buonasera, questa legge proseguirà negli anni successivi, o è solo x il2019,??
    Grazie mille

    1. Buonasera Monica, come chiarito dall’Inps nella circolare 77/2019, l’indennizzo è diventato una misura strutturale, quindi non c’è una scadenza. Spetta, però, solo se ci sono risorse disponibili.

  10. Dalla circolare INPS risulta che sono escluse le attività chiuse nel 2017 e 2018..Stiamo protestando perché art 1 comma 283 e 284 della legge di bilancio 2019 non è specificato che la chiusura deve avvenire dal 2019 in poi..gruppo Facebook Esodati indennizzo commercianti

  11. Salve,
    sono titolare di INDCOM ed ho fatto domanda di quota 100, il 06/02/2019 dopo un periodo di UNICARPE la mia domanda ad oggi 30/05/2019 è in elaborazione. Mi chiedo visto che non ho avuto risposta dall’INPS, se il fatto di avere questo indennizzo, preclude la pensione quota 100 od anticipata. Molti sono coloro che nel commercio avendo l’INDCOM hanno fatto domanda di quota 100.per cui c’è bisogno di chiarezza. Lei cosa ne pensa?

  12. Per gli ex commrecianti che sono fuori dall Indennizzo per aver cessato attivita 2017/18 e attivo su Facebook un gruppo che sta cercando di far valere I propri diritti esodati Indennizzo commercio accorrete numerosi piu siamo meglio e

    1. Buongiorno, come descritto negli aggiornamenti, la circolare 77/2019 Inps fornisce, a mio avviso ed a parere degli esperti interpellati sull’argomento, un’interpretazione fuorviante della legge sull’indennizzo (legge di Bilancio 2019), che non specifica la preclusione della misura per chi ha cessato l’attività nel biennio 2017-2018. Sindacati e associazioni si stanno attivando perché le parti politiche sollecitino una revisione della circolare che elimini questo limite ingiusto.

      1. La rigrazio tantissimo questa e,. L’ennesima conferma che io e I miei compagni di avventura abbiamo ragione e ci da la forza di combattere
        Saluti c.m

  13. Stessa situazione chiuso il negozio fine Novembre 2017.ora esclusi da indennizzo commercianti #esodati indennizzo commercianti da circolare 77 Inps per loro Interpretazione.Dopo aver pagato per oltre 22ANNI SUI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI A INPS LA QUOTA APPOSITA ora ci ESCLUDONO NOI DEL BIENNIO 2017.2018.Noi non potevamo fare domanda nel 2017 e 2018 perché non era stata ripristinata. Era impossibile perciò fare la domanda è ora che è in vigore dal 1 gennaio 2019 io ho fatto domanda con tutti i documenti relativi alla chiusura il 16 aprile scorso.E ora non includono retroattivamente il biennio 2017.2018.Ma questo è già stato fatto nel 2014 quando col Governo Renzi aveva retroattivamente inserito anche gli anni precedenti di chiusura ( 2009.2010.2011.2012 2013.2.14….) Attendiamo che questo Errore e Incongruenza Venga CORRETTA AL PIÙ PRESTO POSSIBILE come fu già fatto in precedenza. #Esodati Indennizzo Commercianti.Mirta e Mauro entrambi nella stessa situazione.

  14. L’indennizzo è difatti compatibile:

    con la pensione di anzianità;
    con la pensione anticipata [2];

    Come da articolo quindi la indcom e quota 100 (pensione anticipata) so o compatibili?

    1. Sì, confermo che Quota 100, essendo una tipologia di pensione anticipata, è compatibile, come peraltro confermato dall’Inps nella circolare 77/2019

      1. Ciao Noemi,
        Come mai, però, all’INPS dicono che non hanno disposizioni precise in merito e non sanno che fare?
        Da quello che mi hanno fatto capire, la pensione anticipata con quota 100, dovrebbe essere considerata come sostituta della pensione di vecchiaia e, pertanto, non dovrebbe essere compatibile. Come si fa per risolvere questo enigma e capire bene le cose?
        Grazie

  15. Sembrerebbe che sia uscita una circolare inps il giorno 9 agosto 2019 che sancisce compatibilita’ tra quota 100 e INDCOM, ci sono conferme ? Grazie anticipatamente a chi puo’ chiarire in merito

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