Business | Articoli

Ecobonus 2018: ultime novità

25 Novembre 2017 | Autore:


> Business Pubblicato il 25 Novembre 2017



Manovra 2018: ecco come funziona l’Ecobonus per gli interventi di riqualificazione energetica

Nella legge di Bilancio 2018 sono previste numerose agevolazioni per il cittadino. Abbiamo già visto come funzionano il bonus mobili, il bonus alberghi, il bonus verde, il bonus studenti universitari fuori sede, il bonus figli a carico, il bonus sport, il bonus per i piccoli Comuni (per approfondimenti, leggi: In arrivo il bonus mobili 2018, Bonus Alberghi: tax credit fino al 2020, In arrivo il bonus verde per giardini e terrazzi, Bonus studenti universitari fuori sede: novità, Bonus figli a carico: ultime novità, Sport: ecco tutti i bonus e le agevolazioni, Bonus di 100 milioni di euro per i piccoli Comuni). Vediamo adesso in cosa consiste e come funziona l’Ecobonus.

Ecobonus 2018: cos’è?

L’Ecobonus 2018 è un’agevolazione fiscale consistente nella possibilità di detrarre dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) o dall’Ires (Imposta sul reddito delle società) i costi sostenuti dal contribuente per interventi di riqualificazione energetica eseguiti in casa oppure in edifici condominiali, uffici, negozi, capannoni. Lo scopo di tali interventi è quello di aumentare il livello di efficienza energetica degli immobili esistenti.

Ecobonus 2018: quanto si detrae dall’Irpef o dall’Ires?

La detrazione fiscale di cui si può usufruire per le spese sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica di singole unità immobiliari è la stessa che era prevista nella legge di bilancio 2017 e ammonta al 65%. Riguardo agli interventi relativi alla sostituzione degli infissi, l’acquisto di caldaie a condensazione, di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili e di schermature solari, a partire dal 2018 la percentuale di spesa da portare in detrazione scende dal 65% al 50%.

Ecobonus 2018: qual è il limite massimo di detrazione?

Come specificato nel portale dell’Agenzia delle entrate, il limite massimo di spesa ammessa in detrazione, attualmente operante, è di:

  • 100.000 euro per gli interventi riqualificazione energetica di edifici esistenti;
  • 60.000 euro per gli interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, riguardanti strutture opache verticali, strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti), finestre comprensive di infissi. In questo gruppo rientra anche la sostituzione dei portoni d’ingresso, a condizione che si tratti di serramenti che delimitano l’involucro riscaldato dell’edificio verso l’esterno o verso locali non riscaldati e risultino rispettati gli indici di trasmittenza termica richiesti per la sostituzione delle finestre;
  • 60.000 euro per l’installazione di pannelli solari e per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università;
  • 30.000 euro per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione nonché sostituzione di detti impianti con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia;
  • 30.000 euro per gli interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.

Ecobonus 2018: chi può usufruirne?

Possono usufruire della detrazione Ecobonus, tutti i contribuenti (residenti e non residenti), anche nell’eventualità che siano titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’edificio oggetto di intervento. In particolare:

  • persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni. Tra le persone fisiche che possono usufruire della detrazione figurano: i titolari di un diritto reale sull’immobile; i condomini, per gli interventi sulle parti comuni condominiali; gli inquilini; coloro che hanno l’immobile in comodato.
  • contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali);
  • associazioni tra professionisti;
  • enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

Come precisato dall’Agenzia delle Entrate, sono ammessi a fruire della detrazione, sempre che sostengano le spese per la realizzazione degli interventi di cui sopra (si fa presente che questi non devono essere effettuati su immobili strumentali all’attività d’impresa):

  • il familiare convivente con il possessore o il detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (coniuge, componente dell’unione civile, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado);
  • il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato [1].

Ecobonus 2018: come va effettuato il pagamento dei beni?

Al fine di ottenere la detrazione fiscale prevista dall’Ecobonus è necessario effettuare i pagamenti con le seguenti modalità, che si diversificano a seconda che il soggetto sia titolare o meno di reddito d’impresa. In particolare:

  • i contribuenti non titolari di reddito di impresa devono effettuare il pagamento delle spese in questione mediante bonifico cosiddetto “parlante“, bancario o postale (anche on line). Nel modello di versamento con bonifico bancario o postale devono essere indicati: la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale è effettuato il bonifico (ditta o professionista che ha effettuato i lavori), quali tipi di lavori sono stati svolti, l’indicazione della norma in base alla quale si richiedono i benefici fiscali. È importante che dal bonifico “parlante” in questione emerga a chi andranno le somme, in modo da applicare la ritenuta dell’8% prevista dalla legge.
  • i contribuenti titolari di reddito di impresa sono esonerati dall’obbligo di pagamento mediante bonifico bancario o postale. In tal caso, la prova delle spese può essere costituita da altra idonea documentazione.

Ecobonus 2018: quali sono i documenti necessari?

Colui che vuole ottenere la detrazione Irpef o Ires prevista dall’Ecobonus dovrà premurarsi di conservare i seguenti documenti:

  • il certificato di asseverazione redatto da un tecnico abilitato;
  • la ricevuta di invio tramite internet o la ricevuta della raccomandata postale all’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile);
  • le fatture o le ricevute fiscali dalle quali emergano le spese effettivamente sostenute per la realizzazione degli interventi;
  • la ricevuta del bonifico bancario o postale attraverso cui è stato effettuato il pagamento, se si tratti di contribuente non titolare di reddito d’impresa;
  • copia della delibera assembleare e quella della tabella millesimale di ripartizione delle spese, nell’eventualità in cui si tratti di interventi effettuati su parti comuni di edifici;
  • dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario, se i lavori sono effettuati dal detentore dell’immobile.

note

[1] Cfr. Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 64/E del 28 luglio 2016.

Autore immagine: Pixabay.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA