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Posso cambiare assicurazione auto quando voglio?

6 Gennaio 2019


Posso cambiare assicurazione auto quando voglio?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 Gennaio 2019



Si può dare la disdetta all’assicurazione prima della scadenza? Che succede in caso di cambio assicurazione dopo sinistro?

Hai intenzione di cambiare assicurazione auto; hai trovato una compagnia che ti fa un prezzo molto più basso di quella con cui sei attualmente legato. Senonché, andando a vedere il contratto che ti lega a quest’ultima hai notato che, per la scadenza, ci vogliono ancora diversi mesi. Hai da poco pagato la prima parte del premio e tra qualche mese dovresti pagare la seconda rata semestrale. Vorresti evitare questo secondo salasso e passare direttamente alla nuova assicurazione, ma temi che ciò non sia consentito. Ti chiedi dunque: posso cambiare assicurazione auto quando voglio?

Qui di seguito non solo ti daremo la risposta a questo comune quesito legale, ma ti spiegheremo anche come funziona il cambio assicurazione dopo un sinistro, quella pratica a cui molti automobilisti ricorrono per evitare di vedersi aumentare le classi di merito dopo un incidente stradale determinato da propria colpa.

Quanto dura l’assicurazione auto?

Prima di spiegarti se si può cambiare assicurazione quando si vuole è necessario ricordare qual è la durata di una polizza rc-auto. Nel 2013 è divenuta illegale la possibilità di inserire, nel contratto, il cosiddetto “tacito rinnovo”, quella clausola cioè che consentiva alla compagnia, in assenza di specifica disdetta, di rinnovare automaticamente la polizza al termine di ogni anno. Grazie a questo meccanismo, le assicurazioni si assicuravano un contratto con una durata “a tempo indeterminato”, salvo appunto il recesso comunicato (anche verbalmente) dal cliente. Oggi le cose stanno dunque nel seguente modo: il contratto con l’assicurazione ha sempre una durata di un anno, anche se il premio viene pagato in due diverse rate (ciascuna prima di ogni semestre). Con la conseguenza che, entro i 15 giorni successivi alla scadenza del contratto, l’automobilista deve recarsi presso la propria compagnia o altra, per sottoscrivere un nuovo contratto. Questo adempimento va ripetuto allo scadere di ogni anno, posto che il contratto non si rinnova più da solo e in automatico; diversamente l’auto non può circolare in quanto sprovvista di copertura assicurativa.

Quanto appena detto vale però solo per la polizza rc-auto obbligatoria per legge, quella cioè che copre la responsabilità da eventuali incidenti. Non vale invece per le polizze che coprono altri rischi e che spesso vengono aggiunte alla prima. Per queste ultime è ancora possibile il tacito rinnovo. Si pensi, ad esempio, alle coperture aggiuntive per i danni fisici al conducente o a terzi. Ebbene, chi voglia recedere dall’assicurazione dovrà – se il contratto lo prevede – inviare una disdetta prima della scadenza e con il preavviso di 60 giorni. La disdetta può essere inviata con raccomandata a.r., con pec (posta elettronica certificata) o con comunicazione scritta consegnata a mano e controfirmata per ricevuta. 

Come cambiare assicurazione

Nei 60 giorni prima dalla scadenza del contratto si apre il cosiddetto periodo di osservazione, necessario per attribuire la classe di merito che varrà per l’annualità successiva: in pratica l’assicurazione verifica l’eventuale presenza di incidenti. Nei 30 giorni prima della scadenza del contratto, l’assicurazione deve inviare all’automobilista l’attestato di rischio, un documento che sintetizza la classe di merito maturata da quest’ultimo alla luce di eventuali sinistri denunciati nel corso dell’anno. Ciò è necessario per dare la possibilità all’assicurato di chiedere un eventuale preventivo ad altra assicurazione e consentire a quest’ultima di formulare la propria offerta. La nuova compagnia analizzerà la classe di merito riportata sull’attestato di rischio e dovrà aumentarla o diminuirla secondo il meccanismo del cosiddetto bonus-malus in base al numero di incidenti avvenuti, nel corso degli ultimi 12 mesi, con una percentuale di colpa di almeno il 51%. In particolare, se nel corso dell’anno precedente l’automobilista ha causato un sinistro per propria colpa subirà un aumento di due classi. Diversamente, scenderà di una sola classe di merito.

Per cambiare assicurazione non è necessario dare disdetta alla precedente; basta recarsi alla nuova compagnia e firmare un nuovo contratto. L’altra assicurazione non potrà quindi pretendere il pagamento per l’annualità successiva poiché la polizza cessa in automatico al compimento del dodicesimo mese.

È possibile disdire l’assicurazione prima della scadenza annuale?

Vediamo ora di rispondere alla tua domanda di partenza: posso cambiare assicurazione auto quando voglio? La risposta è no. La ragione è semplice: il contratto ha una durata annuale ed è solo per comodità dell’automobilista che si consente a quest’ultimo il pagamento in due rate. Con la firma del contratto ad inizio anno, l’assicurato si impegna a pagare l’integrale premio. Questi non può quindi recedere e chiedere indietro i soldi già versati o rifiutarsi di pagare le ulteriori rate (diversamente la polizza si sospenderebbe e non potrebbe più circolare). Dunque, nel caso di polizza pagabile a rate, anche in caso di disdetta anticipata – prima della scadenza annuale – la compagnia esigerà il pagamento dell’intera annualità anche se il proprio cliente dovesse decidere di passare ad altra compagnia.

Questo non toglie che l’automobilista è pur sempre libero di stipulare un nuovo contratto nonostante penda una precedente polizza; in tal caso però pagherebbe due assicurazioni e il comportamento – se rivolto a risparmiare – avrebbe poco senso.  

Cambiare assicurazione dopo un sinistro stradale

Il meccanismo del “cambio assicurazione” viene spesso usato dagli automobilisti che hanno avuto un incidente stradale nell’ultimo anno per propria colpa, al fine di ritardare lo scatto di due classi di merito. Con questo sistema, il cliente fugge verso un’altra compagnia al fine di nascondere il sinistro. Vediamo in cosa consiste questo escamotage che, tuttavia, è da considerarsi illegale.

Come abbiamo anticipato, nei 60 giorni prima dello scadere della polizza si apre il “periodo di osservazione” per calcolare la classe di merito da attribuire all’assicurato nell’annualità successiva. Nei 30 giorni prima dalla suddetta scadenza gli viene consegnato l’attestato di rischio, in modo da dargli il tempo di trovare altre compagnie a cui chiedere un preventivo. Ebbene, l’automobilista che provoca un incidente con oltre il 50% di responsabilità nel periodo di osservazione, ma prima che gli sia consegnato l’attestato di rischio, denuncia il sinistro solo una volta ricevuto tale documento in modo che in esso non appaia riportato l’evento. Con l’attestato di rischio “al netto” dell’ultimo incidente si reca presso un’altra assicurazione per contrarre una nuova polizza per l’anno a venire. In questo modo, il nuovo assicuratore, che non può prendere conoscenza del sinistro, assegna al futuro cliente una classe di merito in meno (e non due in più).

Tutto ciò è possibile grazie al fatto che, ancora oggi, la denuncia di sinistro può essere presentata fino a due anni dal fatto. In sostanza la combinazione tra la denuncia tardiva e il cambio di compagnia finora ha consentito di farla franca perché il sistema di comunicazione fra le imprese assicurative aveva bisogno di adeguamenti. In particolare il sistema non riusciva a tener conto dei sinistri pagati dopo la scadenza di una polizza o dopo il periodo di osservazione (che termina due mesi prima di tale scadenza). 

Per combattere questa frode assicurativa si è dato il via, dal 1° luglio 2015, alla dematerializzazione dei documenti assicurativi e all’entrata in vigore dell’attestato di rischio elettronico al posto di quello cartaceo. Tale procedura avviene in modo automatico mediante l’acquisizione del documento da una banca dati condivisa. In tal modo la nuova compagnia può conoscere, in tempo reale, anche gli ultimi incidenti causati dal conducente. 

Tale sistema dovrebbe entrare completamente a regime nel 2023.


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