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Cattivi pagatori: come difendersi dal ritardo nei pagamenti?

26 Novembre 2017 | Autore:
Cattivi pagatori: come difendersi dal ritardo nei pagamenti?

Cattivi pagatori: quando un’impresa lo diventa e come tutelarsi dalle aziende in difficoltà coi pagamenti?

Il momento in cui si deve mettere mano al portafoglio non è mai piacevole. In materia di pagamenti, infatti, il ritardo regna sovrano. Di contro, l’adempimento delle obbligazioni, soprattutto se pecuniare, dovrebbe essere sempre puntuale. Ora, se tra privati cittadini, il ritardo nei pagamenti si presta ad essere più o meno tollerato; analogo discorso non può farsi per imprese ed aziende, le quali – normalmente  – hanno a loro volta fornitori e dipendenti da pagare. Vediamo, dunque, quando un’impresa può definirsi o diventa un “cattivo pagatore” e come difendersi quando un’azienda è in ritardo nei pagamenti.

Quando un’impresa è in ritardo nei pagamenti?

Quando può dirsi che un’azienda rientra tra quelle in difficoltà con i pagamenti? Per rispondere a questa domanda è bene sapere che ci sono diversi gradi di difficoltà: sicuramente la situazione più grave è quella delle aziende che non pagano proprio, vale a dire non pagano definitivamente. In tali casi, più che di “cattivi pagatori”, viene in rilievo la figura dell’impresa insolvente con tutte le conseguenze negative del caso (esposizione a fallimento o, più in generale, alle procedure concorsuali). Al di là di questa ipotesi “estrema”, può dirsi che l’impresa comincia ad avere un grave ritardo nei pagamenti quando il ritardo supera i 30 giorni rispetto alla data in cui il pagamento è dovuto. Tutto, quindi, dipende dal timing, vale a dire da quanto tempo dura il ritardo, poiché è questo l’elemento che incide maggiormente sul flusso finanziario e sulla cassa dell’azienda che, invece, è in attesa di ricevere il pagamento dovuto. In definitiva, dunque, può dirsi che un’impresa rientra nella cerchia delle imprese in ritardo nei pagamenti, quando i ritardi superano i 30 giorni.

Cosa deve fare un’impresa che non riceve i soldi?

Quando si ha a che fare con un’impresa in ritardo con i pagamenti, la cosa più importante è non perdere tempo: più tempo si perde, più i ritardi si accumulano; inoltre, più giorni passano dalla data in cui si dovevano ricevere i soldi, più si riduce la probabilità di essere pagati. Dunque, in questi casi, è fondamentale agire subito facendo una telefonata, mandando una mail o, meglio, una pec, cercando di “far concentrare” il cliente ritardatario  sul pagamento della propria fattura, piuttosto che su quella di altri. Per cercare di ridurre al minimo i rischi, inoltre, un buon consiglio pratico è quello di “alzare la cornetta” anche prima della data di scadenza della fattura. In questi casi non si tratterebbe di un sollecito, ma di un metodo efficace di attirare l’attenzione sull’importanza di un pagamento puntuale. Ciò in quanto, la scusa più banale (usata nel 30% dei casi) di chi è in ritardo nei pagamenti è quella di dire – alla prima chiamata – : «non ho ricevuto la fattura». Da lì, poi, passeranno sicuramente altri 3 o 4 giorni per inviare nuovamente la fattura e per le verifiche del caso. In sostanza, quindi, il consiglio pratico per cercare di ridurre i rischi di ritardo nei pagamenti è quello di agire immediatamente e, possibilmente, anche qualche giorno prima.

Le informazioni sul livello di pagamento delle imprese

Per evitare di correre rischi, molto importante è documentarsi prima, raccogliendo informazioni sul livello di pagamento delle imprese. Esistono, infatti, strumenti che forniscono informazioni relative al pagamento delle imprese, che sono alimentati dalle imprese stesse, le quali danno, appunto, informazioni relative ai pagamenti che ricevono. In tali casi, dunque, ad essere determinante è la capacità di scegliere, decidendo di lavorare solo per chi paga puntualmente. Questo discorso vale anche per la Pubblica Amministrazione. Ed infatti, in Italia, neanche la P.A. brilla in puntualità quando si tratta di pagare, leggi in proposito: Anche Equitalia è in ritardo con i pagamenti.

Cattivi pagatori: quali sono i settori  più in difficoltà?

Quando si parla di imprese in ritardo con i pagamenti, sicuramente il settore più in difficoltà è quello del commercio al dettaglio. A seguire: il settore delle costruzioni, la Gdo (grande distribuzione organizzata) e la Pubblica Amministrazione. Trend più positivi, invece, si registrano per quanto concerne il settore dei servizi alla persona ed i servizi finanziari.


note

Autore Immagine: Pixabay.com


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