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Pace fiscale: saldo e stralcio cartelle in base all’Isee

8 Gennaio 2019 | Autore:


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Pagamento ridotto delle cartelle esattoriali in proporzione all’Isee: chi può beneficiarne e come funziona.

Saldo e stralcio delle cartelle esattoriali in base all’Isee: se ne è parlato tanto nei mesi scorsi e dopo varie rivisitazioni il beneficio fiscale è diventato legge. La cosiddetta “pace fiscale” ha preso forma con riguardo alle cartelle esattoriali ricevute dalle persone fisiche in grave e comprovata situazione di difficoltà economica. Ma, contrariamente a quanto auspicato dai più, il raggio applicativo della nuova misura basata sul reddito è notevolmente ristretto. Ciò, non tanto per la platea di potenziali beneficiari, quanto per la tipologia di cartelle effettivamente stralciabili.

Vediamo chi può presentare istanza di saldo e stralcio delle cartelle e come fare.

Saldo e stralcio cartelle: come funziona

I debitori che versano in una grave e comprovata difficoltà economica possono chiedere il saldo e stralcio delle cartelle esattoriali. Tale possibilità consente di pagare solo una percentuale della sorte capitale, decurtando sanzioni e interessi. La percentuale da pagare varia in base al reddito risultante dall’Isee del nucleo familiare.

Più precisamente, la percentuale corrisponde al:

  • 16% delle somme dovute a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione a ruolo per chi ha l’Isee fino a 8.500 euro;
  • 20% delle somme dovute a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione a ruolo per chi ha l’Isee da 8.500,01 a 12.500 euro;
  • 35% delle somme dovute a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione a ruolo per chi ha l’Isee da 12.500,01 a 20.000 euro.

Sono comunque da pagare le somme maturate a favore dell’Agente della riscossione a titolo di aggio e spese per procedure esecutive e diritti di notifica.

Saldo e stralcio cartelle: come si paga

L’importo “stralciato” può essere pagato:

  • in unica soluzione con scadenza il 30 novembre 2019
  • in massimo 5 rate consecutive scadenti il 30 novembre 2019 (35% del dovuto), il 31 marzo 2020 (20%), il 31 luglio 2020 (15%), il 31 marzo 2021 (15%) e il 31 luglio 2021 (15%).

Saldo e stralcio delle cartelle: chi può chiederlo

Il saldo e stralcio può essere richiesto dalle persone fisiche (sono quindi escluse le società, le associazioni, gli enti ecc.) che si trovino in una grave e comprovata difficoltà economica e cioè:

  • persone fisiche con Isee inferiore a 20mila euro;
  • persone fisiche che hanno avviato la procedura di liquidazione del patrimonio (sovraindebitamento), a prescindere dal valore dell’Isee. In tale ipotesi l’importo da pagare a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione è pari al 10% di quello dovuto.

Quali cartelle si possono stralciare

Veniamo ora al punto più interessante. Quali cartelle e quali crediti sono definibili con la procedura di saldo e stralcio in base all’Isee? Innanzitutto deve trattarsi di cartelle, avvisi di accertamento esecutivi o avvisi di addebito  intestati a persona fisica e affidate all’Agente della Riscossione dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2017.

Le tipologie di crediti ammessi sono soltanto due:

  • imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali, a titolo di tributi e relativi interessi e sanzioni, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento. Si tratta dei debiti per omesso versamento Irpef e Iva a seguito di autoliquidazione e controllo automatico della dichiarazione dei redditi.
  • contributi dovuti dagli iscritti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi dell’INPS, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento.

In pratica, gli unici debiti stralciabili sono:

  • Irpef e Iva soltanto se dovuti a seguito di presentazione della dichiarazione dei redditi;
  • contributi previdenziali di casse e private e lavoratori autonomi Inps, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento.

Quali cartelle non si possono stralciare

Resta dunque fuori dal saldo e stralcio la stragrande maggioranza dei debiti oggetto di cartelle esattoriali, vale a dire:

  • imposte sui redditi e sanzioni da omessa dichiarazione;
  • tributi locali (Imu, Ici, Tasi, Tari ecc.);
  • bollo auto;
  • sanzioni per violazioni del codice della strada.

Per tutte le imposte e i crediti rimasti fuori dal saldo e stralcio, resta aperta la via della definizione agevolata (rottamazione).

Saldo e stralcio cartelle: come chiederlo

Per beneficiare del saldo e stralcio delle cartelle, è necessario presentare apposita dichiarazione di adesione entro il 30 aprile 2019.

La dichiarazione, da compilare utilizzando esclusivamente il modello SA-ST disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, può essere presentata secondo le seguenti modalità:

  • invio alla casella pec della Direzione Regionale di Agenzia delle entrate-Riscossione di riferimento;
  • consegna presso gli sportelli dell’Agenzia delle entrate-Riscossione presenti su tutto il territorio nazionale (esclusa la Sicilia).

Nel modello il contribuente dichiara, sotto la propria responsabilità, consapevole delle sanzioni penali previste in caso di dichiarazioni mendaci e di formazione o uso di atti falsi,  di aver presentato la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) e segnala che l’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) del proprio nucleo familiare non è superiore a 20mila euro (indicandone il valore).

Il dato relativo al valore Isee potrà non essere compilato nel solo caso di Dsu presentate dopo il 15 aprile 2019 (considerando i tempi previsti per il rilascio della certificazione Isee da parte dell’INPS).

Occorre allegare certificazione Isee o, nel caso in cui il contribuente abbia dato avvio alla procedura di liquidazione del patrimonio, il decreto di apertura della procedura stessa.

I dati attestati dal contribuente vengono verificati dall’Agente della riscossione con l’Inps.

Cosa succede dopo la presentazione della dichiarazione

Una volta presentata la dichiarazione di adesione al saldo e stralcio, l’Agenzia delle Entrate Riscossione verifica la sussistenza dei requisiti ed, entro il 31 ottobre 2019, invia al contribuente una comunicazione che:

  • in caso positivo: accoglie la domanda e comunica l’ammontare complessivo delle somme dovute per l’estinzione dei debiti, con l’indicazione del giorno e mese di scadenza delle rate e l’importo di ciascuna di esse, insieme ai bollettini per il pagamento.
  • in caso negativo: motiva il mancato accoglimento del saldo e stralcio e avverte il contribuente dell’automatica inclusione nei benefici della c.d. rottamazione-ter, indicando l’importo da pagare e le relative scadenze di pagamento. Difatti, in caso di rigetto del saldo e stralcio, la dichiarazione di adesione sarà considerata automaticamente come richiesta di accesso alla definizione agevolata (rottamazione-ter).

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3 Commenti

  1. Buongiorno,
    nel Vostro articolo si legge:

    “In pratica, gli unici debiti stralciabili sono:
    -Irpef e Iva soltanto se dovuti a seguito di presentazione della dichiarazione dei redditi e purché non sia stato notificato un avviso di accertamento;
    -contributi previdenziali di casse e private e lavoratori autonomi Inps.”

    Tuttavia, nel testo della legge, la dizione “con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento” si riferisce solo ai debiti relativi a contributi previdenziali, e non a quelli di cui al primo punto.

    Grazie

    1. La ringrazio per la segnalazione. Tuttavia, nonostante la legge preveda l’esclusione suddetta solo per i crediti previdenziali, nel comunicato diffuso dall’Agenzia delle Entrate Riscossione e pubblicato sul sito web si legge:
      “ll provvedimento riguarda i debiti intestati a persone fisiche, risultanti dai singoli carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 derivanti dall’omesso versamento:
      – di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dalle attività previste dall’articolo 36-bis del D.P.R. 600/1973 e dall’articolo 54-bis del D.P.R. 633/1972, a titolo di tributi e relativi interessi e sanzioni, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento;
      – dei contributi dovuti dagli iscritti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi dell’INPS, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento”.
      Tra le due “interpretazioni” è sicuramente da prediligere quella letterale del dato legislativo.

  2. 1 L’isee da considerare è quello 2018, visto che faccio la domanda tra gennaio e febbraio?
    2 Per le rateazioni in corso derivanti da richieste dell’agenzia dell’entrate (non Agenzia Entrate riscossione) si può fare lo stesso la domanda?
    Grazie

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