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Usufrutto legale dei genitori sui beni del figlio

8 Gennaio 2019


Usufrutto legale dei genitori sui beni del figlio

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 Gennaio 2019



I diritti dei genitori (padre e madre) sugli immobili di proprietà del figlio o della figlia ancora minorenne: l’usufrutto legale non si estende ai beni acquistati con i proventi del lavoro del ragazzo.

Tuo figlio, ancora minorenne, è diventato erede di una casa che gli ha lasciato il nonno materno, ossia tuo suocero. Tuo marito sostiene che i soldi ricavati da un eventuale affitto dell’appartamento andranno accreditati su un apposito conto corrente intestato al proprietario del bene, appunto vostro figlio, affinché li utilizzi per quando avrà compiuto 18 anni. Magari potrà in questo modo frequentare una buona università o avviare un’attività in proprio. A te però questa gestione dei soldi non va a genio, anche perché temi che, così facendo, lui possa utilizzare una parte del denaro per i suoi fini. Ti chiedi, dunque, quale diritto possa avere un genitore sui beni di proprietà del figlio. La risposta è contenuta all’interno del codice civile che disciplina il cosiddetto usufrutto legale dei genitori sui beni del figlip. Qui di seguito ti spigheremo meglio di cosa si tratta.

Cos’è l’usufrutto?

In generale l’usufrutto è il diritto che spetta a un soggetto su un bene altrui, diritto che gli consente di sfruttare detto bene secondo le proprie necessità, senza però poterne disporre (ossia venderlo o donarlo) o modificarne la destinazione d’uso. L’usufruttuario ha inoltre il dovere di mantenere il bene in buon stato di conservazione in modo da garantire i diritti al proprietario (che, in questo caso, si chiama più propriamente «nudo proprietario», dovendo “sopportare” la servitù).

Cos’è l’usufrutto legale dei genitori sui beni dei figli?

Tutte le volte in cui un minore di 18 anni diventa proprietario di un bene, il codice civile [1] ne attribuisce, in automatico, l’usufrutto a entrambi i genitori esercenti la responsabilità genitoriale. L’usufrutto legale sui beni del figlio minore resta in piedi fino alla sua maggiore età o all’emancipazione del giovane.

Grazie all’usufrutto, i genitori hanno il potere di gestire i beni di proprietà del figlio per trarne un’eventuale guadagno. Tuttavia tale guadagno non può essere destinato ai piaceri o agli interessi dei genitori ma deve essere destinato al minore stesso (ad esempio per garantire la sua istruzione e l’educazione) oppure deve servire per far fronte alle necessità della famiglia, considerata nel suo complesso (ad esempio per pagare il mutuo sulla casa d’abitazione o per fare la spesa di tutti i giorni).

I soldi ricavati dalla proprietà del minore possono quindi essere spesi dal padre e dalla madre anche subito, prima che questi diventi maggiorenne. Non vanno necessariamente accreditati su un conto o su un libretto affinché sia il figlio a decidere come investirli.

A quale genitore spetta l’usufrutto sui beni del figlio?

Per poter essere usufruttuario dei beni del figlio minore, il genitore deve avere la responsabilità genitoriale sul figlio stesso: di conseguenza l’usufrutto legale spetterà in comune ad entrambi i genitori che esercitano congiuntamente la responsabilità genitoriale o a quello di essi che la esercita in via esclusiva.

Usufrutto legale dei genitori separati sui beni dei figli

Se i genitori si separano, a chi dei due spetta l’usufrutto legale sui beni del figlio? In caso di separazione o divorzio, con affidamento del figlio ad uno solo dei genitori (di solito si tratta della madre), solo a questi spetta il diritto di usufrutto, salvo che il giudice, nella propria sentenza, abbia disposto in modo differente.

Se successivamente interviene la riconciliazione tra i coniugi, si ripristina il diritto di usufrutto in capo ad entrambi.

Il genitore che passa a nuove nozze conserva l’usufrutto legale, con l’obbligo tuttavia di accantonare in favore del figlio quanto risulti eccedente rispetto alle spese per il mantenimento, l’istruzione e l’educazione di quest’ultimo (art. 328 c.c.).

Su quali beni ricade l’usufrutto dei genitori?

I genitori non hanno l’usufrutto su tutti i beni di proprietà del figlio. Sono infatti esclusi i seguenti beni:

  • quelli acquistati dal figlio con i proventi del proprio lavoro;
  • quel lasciati o donati al figlio per intraprendere una carriera, un’arte o una professione;
  • quelli lasciati o donati con la condizione che i genitori esercenti la potestà o uno di essi non ne abbiano l’usufrutto; la condizione però non ha effetto per i beni spettanti al figlio a titolo di legittima;
  • quelli pervenuti al figlio per eredità, legato o donazione e accettati nell’interesse del figlio contro la volontà dei genitori esercenti la potestà. Se uno solo di essi era favorevole all’accettazione, l’usufrutto legale spetta esclusivamente a lui.

Sono esclusi anche i beni che pervengono al minore da un’eredità, se rispetto a tale eredità il genitore è indegno a succedere.

Quali diritti hanno i genitori sui beni dei figli?

Il diritto di usufrutto legale consente a entrambi i genitori (o, in caso di separazione o divorzio, solo a quello collocatario) di sfruttare il bene per trarne qualsiasi beneficio di tipo economico o anche un’utilità in natura. Ad esempio, i genitori possono decidere di andare a vivere nella casa intestata al figlio evitando così di comprarne un’altra o di pagare un fitto; in tal modo, la ricchezza della famiglia – e quindi anche del figlio stesso – ne trae giovamento.

I genitori quindi possono usare i beni del figlio come se fossero i proprietari, fatto salvo solo il limite di preservarne il valore, non danneggiarli e non modificarne la destinazione d’uso (non possono trasformare, ad esempio, una casa in un negozio).

Infine possono destinare i frutti di tali beni (ad esempio un eventuale canone di affitto) alle esigenze familiari (vitto e alloggio), all’istruzione e all’educazione di tutti i figli (e non solo a favore del figlio eventualmente titolare dei beni.

Chi ripara i beni oggetto di usufrutto

I genitori devono effettuare le riparazioni ordinarie sui beni sui quali hanno l’usufrutto legale mentre quelle straordinarie spettano al figlio.

Devono inoltre pagare le spese necessarie per eseguire le riparazioni ordinarie e tutte le spese inerenti alla custodia e all’amministrazione dei beni. Ad esempio devono sostenere le imposte sul reddito, i canoni e gli altri pesi che gravano sul reddito.

I genitori possono vendere i beni di proprietà dei figli?

Un genitore non può vendere i beni di proprietà del figlio a meno che non abbia richiesto e ottenuto l’autorizzazione del giudice tutelare.

I beni intestati ai figli possono essere pignorati?

I creditori dei genitori non possono pignorare i beni di proprietà dei figli sui quali i primi abbiano l’usufrutto; potrebbero però farlo solo nel caso di debiti assunti dai genitori agendo in nome del figlio, cioè come suoi legali rappresentanti.

I genitori non possono neanche acquistare la nuda proprietà dei beni del figlio.

L’usufrutto legale sui beni del figlio va dichiarato all’Agenzia delle Entrate?

I beni soggetti ad usufrutto legale devono essere dichiarati dai genitori insieme ai propri redditi. Invece quelli esclusi dall’usufrutto devono essere dichiarati con un modello separato, intestato al minore ma compilato dal genitore esercente la potestà.

Che succede quando il figlio diventa maggiorenne?

Automaticamente, quando il figlio raggiunge la maggiore età, l’usufrutto dei genitori cessa per sempre.

note

[1] Art. 324 cod. civ.


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