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Bonus bebè: prorogato anche per il 2018

26 Novembre 2017 | Autore:


> Business Pubblicato il 26 Novembre 2017



Bonus bebè 2018:  arrivata l’intesa per la proroga per altri tre anni

Recentemente si erano diffuse delle voci relative al mancato rinnovo del bonus bebè per il 2018. Tale notizia aveva suscitato lo sdegno di tutte le giovani coppie che avevano intenzione di ampliare la propria famiglia, mettendo al mondo un bimbo oppure procedendo alla sua adozione. Si era, addirittura, prospettata l’ipotesi di una sua sostituzione con il bonus figli a carico; è quanto, infatti, avevamo sostenuto in Bonus figli a carico: ultime novità. Ebbene, tali rumors fortunatamente sono stati smentiti dal Governo. Ma procediamo con ordine e vediamo cos’è il bonus bebè e a chi, attualmente, spetta.

Bonus bebè: cos’è?

Il cosiddetto “bonus bebè” (anche detto assegno di natalità) è un assegno mensile destinato, allo stato attuale, alle famiglie con un figlio nato, adottato o in affido preadottivo tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017 [1]. La somma verrà corrisposta fino al terzo anno di vita del bambino o al terzo anno dall’ingresso in famiglia del figlio adottato.

Bonus bebè: quali sono i requisiti Isee?

Potranno beneficiare del bonus tutte le famiglie con un figlio la cui età non sia superiore ai tre anni, il cui reddito Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) in corso di validità non sia superiore a 25 mila euro.

Bonus bebè: a quanto ammonta?

Attualmente la misura dell’assegno dipende dall’Isee del nucleo familiare:

  • 1.920 euro l’anno con Isee non superiore a 7.000 euro annui. L’assegno viene corrisposto nella misura di 160 euro al mese per 12 mesi.
  • 960 euro l’anno con Isee superiore a 7.000 euro annui e non superiore a 25mila euro annui. L’assegno viene corrisposto nella misura di 80 euro al mese per 12 mesi.

L’assegno può essere corrisposto per un massimo di 36 mensilità.

Bonus bebè: come viene effettuato il pagamento?

Come precisato nel portale dell’Inps, il pagamento mensile dell’assegno è effettuato dall’Istituto direttamente al richiedente tramite bonifico domiciliato, che viene accreditato su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata. L’Iban deve essere intestato al richiedente. In sede di invio della domanda occorre allegare il modello SR/163; in mancanza la domanda rimane sospesa. Viene, inoltre, precisato che nell’eventualità in cui la domanda sia stata presentata dal legale rappresentante in nome e per conto del genitore minorenne o incapace di agire, il mezzo di pagamento prescelto deve essere intestato al genitore. Qualora, invece, il figlio nato o adottato sia temporaneamente collocato presso un’altra famiglia [2], l’assegno viene corrisposto all’affidatario che ne fa richiesta esclusivamente per la durata dell’affidamento.

Bonus bebè: a partire da quale data spetta l’assegno?

La data a partire dalla quale spetta l’assegno coincide con il mese di nascita del bambino; se il figlio è adottato o in affido preadottivo la data coincide con il mese in cui fa ingresso in famiglia.

Bonus bebè: cosa avviene se l’assegno non può essere corrisposto al genitore richiedente?

Può accadere che l’assegno non possa essere corrisposto al genitore richiedente; le motivazioni possono essere varie: si pensi al genitore che sia decaduto dalla potestà genitoriale oppure all’ipotesi in cui figlio è stato affidato in via esclusiva all’altro genitore. In tale eventualità, l’altro genitore può subentrare nel diritto all’assegno: egli dovrà presentare una nuova domanda entro 90 giorni dall’emanazione del provvedimento del giudice con il quale viene disposta la decadenza dalla potestà o l’affidamento esclusivo all’altro genitore. In questo caso, l’assegno spetta al nuovo genitore che ne faccia richiesta a partire dal mese successivo a quello di emanazione del provvedimento del giudice.

Bonus bebè: cosa avviene in caso di decesso del genitore richiedente?

Qualora il genitore richiedente morisse, l’erogazione dell’assegno prosegue a favore dell’altro genitore che convive con il bambino. Quest’ultimo deve premurarsi di indicare all’Inps gli elementi informativi necessari per la prosecuzione dell’assegno entro 90 giorni dalla data del decesso.

Bonus bebè: quando va presentata la domanda?

La domanda va presentata entro 90 giorni dalla nascita o dalla data di ingresso in famiglia del bambino affidato o adottato. In caso di affido temporaneo, occorre guardare la data dell’emanazione del provvedimento del giudice o del provvedimento dei servizi sociali reso esecutivo dal giudice tutelare: i 90 giorni decorrono a partire da tale data. In ogni caso, se la domanda è presentata oltre i termini di legge, l’assegno decorre dal mese di presentazione della domanda.

 

Bonus bebè: come si presenta la domanda?

La domanda relativa al bonus bebè può essere presentata seguendo una delle seguenti vie:

  • Apposita procedura telematica predisposta dall’Inps. Si precisa che, per accedere ai vari servizi online, è necessario preliminarmente fare apposita richiesta all’Inps, la quale rilascerà un codice Pin (leggi, in proposito: Come ottenere Pin dell’Inps?). È possibile accedere anche grazie al possesso di una identità Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o di una Cns (Carta Nazionale dei Servizi). Le credenziali di accesso sono strettamente personali e il loro utilizzo non è delegabile. Al termine dell’istruttoria, il richiedente riceve un sms che lo informa a proposito della definizione della domanda. Da quel momento può visualizzare l’esito della domanda e sapere, pertanto, se è stata accolta o respinta, accedendo al servizio e selezionando nel menu interno la voce “Consultazione domande”. Qualora il richiedente, nella procedura di compilazione della domanda online, abbia inserito anche il suo indirizzo Pec (Posta Elettronica Certificata), può ricevere in tale casella di posta il provvedimento di accoglimento o rigetto della domanda.
  • Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile.
  • Enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Bonus bebè: prorogato anche per il 2018!

Il bonus bebè, contrariamente a quanto si prospettava nei giorni passati, non verrà cancellato dalla Legge di Bilancio 2018. È, infatti, arrivata l’intesa per la proroga per altri tre anni dell’assegno di natalità. Sarà, pertanto, possibile richiedere l’assegno di natalità anche per i bimbi venuti al mondo, adottati o in affido preadottivo a partire dal 1° gennaio 2018. Riguardo ai requisiti per ricevere l’assegno è probabile che rimangano invariati.

Nell’attesa dell’approvazione definita della Legge di Bilancio 2018, si ricorda che l’Inps ha recentemente precisato che è necessario effettuare il rinnovo del modello Isee entro il 31 dicembre 2017 per continuare ad usufruire del bonus bebè.

note

 [1] Il bonus bebè è stato istituito dall’art. 1, commi 125-129, legge 23 dicembre 2014, n. 190, “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (legge di stabilità per l’anno 2015), mentre con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 febbraio 2015 sono state adottate le relative disposizioni attuative.

[2] Art. 2 della legge 184 del 1983.

Autore immagine: Pixabay.com


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